I protagonisti del giorno. Top e Flop del 6 agosto 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

FRANCESCO SCALIA

È fuori dalla politica da più di due anni, eppure ogni volta che riemerge il suo nome per una possibile candidatura, vanno in ansia in tantissimi. Più gli alleati che gli avversari, più in quella che è stata la sua corrente che in quella del suo “nemico amatissimo” Francesco De Angelis.

Francesco Scalia

L’ex senatore Francesco Scalia ha ormai trovato una dimensione diversa, lontano dalle candidature, dai congressi, dai retroscena e da tutto il resto. Ma evidentemente ha seminato benissimo, perché non si spiega altrimenti il fatto che molti lo considerano tuttora “ingombrante”.

Nella lunga stagione dei due Francesco (Scalia e De Angelis appunto), il Pd ha vinto e fatto incetta di qualunque tipo di incarico. Adesso fatica anche perché i tempi sono cambiati. Lui però, l’ex senatore non vuole tornare. Lo ha ribadito anche ieri sera a Roccasecca nel corso di una cena riservatissima con soli altri tre commensali.

Agli atti resta la durissima risposta a Matteo Renzi quando l’ex rottamatore gli aveva chiesto aiuto per radicare Italia Viva nelle province: «Rivolgiti a chi hai candidato nel 2018».

Inimitabile.

ANTONELLO IANNARILLI

Per lo stesso motivo di Scalia, ma sulla sponda di Fratelli d’Italia. L’ex parlamentare sta lavorando seriamente alla candidatura alla Regionali in Fratelli d’Italia. L’adesione alla corrente di Francesco Lollobrigida lo dimostra.

Antonello Iannarilli

Ma Iannarilli sta rimettendo in moto tutti i contatti che aveva quando ricopriva i ruoli di assessore e consigliere regionale o di presidente della Provincia.

Il senatore Massimo Ruspandini lo soffre e cercherà di sbarrargli la strada. Ma non potrà fare molto, soprattutto perché Giorgia Meloni in persona intende allargare il Partito al centro, guardare a chi ha militato in formazioni più moderate.

E comunque, in ogni caso Antonello Iannarilli non si fermerà. Pronto a tutto, anche alla resa dei conti.

Determinato.

FLOP

DI STEFANO-PIRRO

All’inizio fu Luigi Di Maio. Per far capire a tutti che nel Movimento Cinque Stelle la geografia è una materia non necessaria. Ieri Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri, ha parlato di Beirut pensando che si tratti della Libia. Dopo l’ecatombe, a caldo, ha espresso la sua vicinanza al “popolo libico”. Non libanese.

Vabbè, sarà stato un lapsus dovuto alla fretta di comunicare. Subito cancellato, ma era troppo tardi: gli screenshot della gaffe erano ormai agli atti, nella rete.

Poi però online hanno cominciato ad imperversare anche gli screenshot di Elisa Pirro, senatrice ovviamente dei Cinque Stelle, la quale a caldo ha commentato l’accaduto su Twitter con queste parole: «Le immagini dell’esplosione avvenuta a Beirut sono sconvolgenti. Esprimo la mia vicinanza al popolo libico e cordoglio per le vittime».

Ma per caso nel frattempo Beirut è passata sotto il controllo libico? No. Forse i grillini dovrebbero fare un ripasso in tempi rapidi.

Assenti all’ora di geografia.

VITTORIO SGARBI

«L’Ufficio di Presidenza della Camera ha deciso – all’unanimità – di sanzionare con 15 giorni di sospensione Vittorio Sgarbi per gli episodi dello scorso 25 giugno in Aula e gli insulti rivolti in quella sede alla vicepresidente Mara Carfagna e alla deputata Giusi Bartolozzi». Lo ha riferito su Facebook il presidente della Camera, Roberto Fico, che ha pure spiegato: «Le regole del vivere civile vanno rispettate in ogni luogo».

Vittorio Sgarbi © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Vittorio Sgarbi è in politica da una vita e ha costruito il suo personaggio sulle litigate televisive. Cominciando dal salotto di Maurizio Costanzo a scendere. Anche in Parlamento ha fatto della polemica la sua carta vincente. Adesso però l’intera politica è cambiata e certe cose sono fuori moda oltre che fuori tempo.

Prigioniero del personaggio.

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