Fiuggi torna salotto della politica, parola… D’Amico

Il ritorno di Fiuggi al suo ruolo di salotto estivo della politica nazionale. Insieme al risanamento finanziario della celebre acqua ed alla nascita del super Consorzio Industriale: pilastri della ripresa.

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Ha una visione a 360 gradi. Perché viene dal mondo del lavoro e poi è passato a quello dell’impresa. Ha fatto parte, giovanissimo, della galassia politica: segreteria del Sottosegretario Saverio D’Aquino, assessore provinciale a Messina, scuole tra i Laici ed i Repubblicani. Guido D’Amico oggi ha sintetizzato tutte quelle esperienze nel ruolo di presidente nazionale di ConfimpreseItalia: la Confederazione delle micro, piccole e medie imprese.

Non gli basta. È anche vice presidente del Parco Scientifico e Tecnologico palmer, componente della Giunta della Camera di Commercio Frosinone-Latina: l’ottavo ente camerale d’Italia. Nonché consigliere di Unioncamere Lazio: il sistema regionale che cura gli interessi di tutte le Camere di Commercio nella regione.

Fiuggi, il centro del dibattito

In pratica: politica, impresa, strategia. Dalla fine del 2018 è nel Consiglio d’amministrazione dell’ormai risanata Acqua e Terme Fiuggi. E, in tale veste, è tra i promotori della serie di eventi che puntano a restituire alla città il suo ruolo di salotto estivo del Centro Italia. Perché per anni Fiuggi è stata il posto dove vedersi la sera per discutere, avviare o approfondire il confronto politico, favorire il dibattito sindacale. È stata la sede di tanti congressi nazionali della Democrazia Cristiana e dell’Udc; lì c’è stata la svolta di governo che ha portato alla nascita di Alleanza Nazionale; a Fiuggi fino a poco tempo fa si riuniva la componente di Antonio Tajani con Silvio Berlusconi ospite.

Ora la città ci riprova. Con Superare la pandemia – La strada per la ripartenza. Saranno quattro eventi. Il primo, Ritorno al futuro: il mondo che verrà, sarà di scena venerdì 18 e sabato 19 giugno presso la Fonte Bonifacio VIII della Città Termale: ci sarà anche un bel pezzo di Governo. Lì, nella perla turistica della provincia di Frosinone.

Una Ciociaria che è fautrice e sarà socio di maggioranza dell’ormai prossimo Consorzio industriale unico del Lazio. E al recente vertice Pd-Lega in materia, quando la montagna non ha partorito un topolino bensì un elefante, c’era anche Guido D’Amico. (Leggi qui L’asse Pd – Lega genera la più grande occasione di ripartenza per il Lazio ma anche qui Consorzio unico, il socio di maggioranza? La Ciociaria).

L’occasione del Consorzio

«Il Consorzio Industriale del Lazio sarà un grossissimo acceleratore territoriale ed economico. Sarà lo strumento più avanzato per la ripresa di questa regione. Condividiamo appieno il piano messo in atto di concerto con tutte le forze politiche. Abbiamo grande fiducia che questo consorzio sarà la locomotiva della ripresa economica del Lazio, nel massimo rispetto di quelli che sono i singoli territori e le loro realtà economiche e sociali».

Che è poi quello che pretendeva il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani: nessun depotenziamento dei Comuni in materia urbanistica. Perché l’accoglimento di una serie di emendamenti, tra cui uno dell’altrettanto leghista consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, ha fortificato le cinque province laziali: le corrispondenti commissioni territoriali avranno la possibilità di esprimere pareri vincolanti rispetto alle potenziali aree di sviluppo industriale. Per Guido D’Amico è stata una battaglia più politica che tecnica, che poteva essere ridotta a scaramuccia: «Volevano e hanno ottenuto appositi organismi, ma gli enti locali sarebbero stati tutelati in ogni caso».

D’Amico ed il rilancio con il Turismo

Il Consorzio e Fiuggi: due capisaldi del rilancio economico di un’intera provincia. C’è questo a bollire nel pentolone che da mesi la politica ha messo sul fuoco. «In questa fase di ripartenza – sostiene D’Amico – è necessario che la politica spieghi ai comuni, alle imprese e ai cittadini quale sia la strada da intraprendere».

Il mese scorso, a fronte dell’emergenza Covid, ha messo in chiaro che «per le imprese servono misure straordinarie»: una pace, anzi un giubileo fiscale; uno stop alla tassazione o quantomeno la dilazione dei pagamenti in venti anni; un’iniezione di liquidità a fondo perduto. Allo studio di Governo e Parlamento, però, c’è per ora lo slittamento di due mesi della sospensione dei termini di notifica delle cartelle esattoriali e dei versamenti, ad oggi rispettivamente in scadenza al 30 giugno e da recuperare entro il 2 agosto. Una soluzione tampone che durerebbe fino all’autunno, quando aumenterebbero di conseguenza le rate da saldare. Nella migliore delle ipotesi, invocata nei tavoli tecnici, i pagamenti congelati verranno spalmati in tre anni.

La premessa di D’Amico, a questo punto, è d’obbligo: «Siamo nella fase più importante e delicata degli ultimi anni, perché ci sono finalmente segnali di ripartenza. La curva dei contagi scende e i vaccini cominciano a fare il loro effetto. Soprattutto si percepisce nell’aria una voglia di ripartire, rimettersi in gioco e ridare vita a quel sistema economico che per troppo tempo è rimasto compresso e quasi morente. Specie nel settore turistico occorre fare sforzi importanti. Non dovremo farci trarre in inganno dal pienone che si registrerà sicuramente quest’estate. Perché poi arriverà ottobre e, se il Governo non farà interventi precisi nella direzione che avevo indicato, saranno problemi».

Fiscalità di vantaggio

Guido D’Amico (Foto: Paolo Cerroni / Imagoeconomica)
Presidente D’Amico, gli azionisti del Governo Pd e Lega sono ormai in sintonia anche sulla fiscalità di vantaggio a favore delle imprese delle province sinora tagliate fuori, come quella di Frosinone. In attesa del “grosso”, potrebbe essere quella la chiave di volta a livello territoriale? ConfimpreseItalia ha già richiesto formalmente qualcosa al Governo Draghi?

«Abbiamo richiesto con gran forza al Governo proprio di rivedere le aree geografiche immaginando Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti come aree del sud. Bisogna estrapolare le quattro province dal sistema regionale. Il Pil della provincia di Frosinone giustifica una fiscalità di vantaggio, cioè una tassazione che tiene conto della gravissima situazione economica venutasi a creare. Ma quelle agevolazioni vengono calcolate a livello regionale: noi abbiamo le province in crisi e Roma che fa sballare la media riportandola in alto. Per questo, per la presenza di Roma, non si possono intercettare tutte le agevolazioni. In realtà, questa è una vera e propria ingiustizia proprio perché il Pil di Frosinone sta geograficamente a sud. Lo stesso vale per Latina e Rieti. Ne abbiamo discusso anche durante l’incontro all’Asi con il sottosegretario all’Economia Durigon. Ma occorre innanzitutto che il carico fiscale venga assolutamente alleggerito alle imprese italiane con una vera e propria riforma fiscale».

Confidando nella riforma, il bello e il cattivo tempo di Frosinone continua a farlo la Capitale. Roma resta in attesa dei poteri speciali che la trasformerebbe in una sorta di “Regione”. Sulla falsariga della Greater London di Londra, della Grand Paris di Parigi, della Berlino accorpata con il Länder di Brandeburgo. Oltre oceano si sta puntando addirittura a far diventare Washington D.C. il cinquantunesimo Stato d’America. Il toccasana per il resto del Lazio è la Devolution?

«Sì. Perché la Capitale d’Italia, per molti versi, rappresenta un vantaggio. Per tanti altri, invece, è un limite alla crescita delle altro quattro province. Il Lazio dovrebbe essere costituto esclusivamente da queste. Tutte insieme contano oltre un milione e mezzo di abitanti, in gran parte delle province di Frosinone e Latina. Avrebbero un’estensione territoriale superiore a regioni come Molise, Basilicata e Umbria, avvicinandosi quasi alle dimensioni dell’Abruzzo. Ecco perché alla fiscalità di vantaggio, che riguardi tutte le aree svantaggiate d’Italia e in particolar modo la Ciociaria, si deve accompagnare l’indipendenza delle province laziali da Roma, che bisogna trasformare in una città-stato».

Capitale del Benessere

La piazza con il teatro ed il municipio di Fiuggi (Foto: Graziano Rinna)
In provincia di Frosinone, intanto, sta per essere lanciata la Capitale mondiale del Benessere: Fiuggi. La protagonista della serie di eventi Superare la pandemia non potrà che essere la sua Acqua, celebre e apprezzata anche all’estero. Il nuovo Cda è riuscito a portare la società Acqua e Terme dal passivo di oltre 4.5 milioni di euro del 2018 al corrente attivo. Cosa prova in questo momento?

«È di certo qualcosa di cui essere orgogliosi. Nonostante il Covid, a cavallo dei bilanci 2020 e 2021, siamo riusciti a risanare l’azienda e tenere le rendite, senza abbassamenti significativi di vendite e fatturato. Abbiamo recuperato importanti fette di mercato e, oltre alla tradizionale acqua in vetro, abbiamo puntato con successo sul green. Il nuovo packaging in Tetra Pak, realizzato prevalentemente in carta e plastica vegetale e totalmente riciclabile, è stato premiato come Elettro Prodotto dell’anno 2021 nella categoria Acque Green. E l’Acqua di Fiuggi, all’insegna del connubio tra tradizione e innovazione, vuole essere ambasciatrice del benessere nel mondo».

E Fiuggi ne sarà la capitale. Prima con Ritorno al futuro: il mondo che verrà e poi con altri tre eventi. Ha già preannunciato che nel corso dell’estate si svolgeranno un rilevante evento sportivo, la presentazione del clamoroso libro di Luca Palamara – Il Sistema. Potere, politica affari: storia segreta della magistratura italiana e un altro appuntamento legato all’Economia. Qualche anticipazione, presidente D’Amico?

«Il secondo evento, che si terrà a luglio, sarà dedicato al benessere e allo sport, di cui Fiuggi è degna rappresentante con i suoi impianti. Non potrà che essere celebrato il golf con caratteristiche che definirei molto “simpatiche”.

E a settembre, dopo che ospiteremo l’ex magistrato Luca Palamara per discutere del suo libro-scandalo, sarà dato ampio spazio al credito e alle politiche industriali. Oltre al sottosegretario all’Economia Durigon, tra gli altri, attendiamo il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e i vertici dell’Anbi. Una Fiuggi, dunque, che sarà capitale del benessere, ma anche della cultura e dello sport. Un luogo di incontro per discutere, approfondire e dimostrare che la ripartenza è possibile».

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