Il grande rebus delle coalizioni di Alatri

Cosa cambia ad Alatri dopo l'annuncio fatto ieri da Roberto Gizzi. Il ruolo di Programma Alatri. Il colpaccio di Fabio Di Fabio: Alleanza sta con lui. I dubbi del M5S. E quelli di Antonello. Ma pure di Ruspandini. Gode il Polo Civico

Ascanio Anicio

Esperto di tutti i mondi che stanno a Destra

Il quadro non è ancora del tutto definito. Le elezioni amministrative di Alatri si avvicinano, ma la fotografia delle forze in campo, al momento, è ancora parziale. Contribuisce a definirla l’operazione annunciata nella giornata di ieri: l’ex assessore Roberto Gizzi ha manifestato la volontà di candidarsi a sindaco con un “nuovo centrosinistra”.

Gizzi non è uno qualunque: è arrivato primo nella lista del Partito Democratico cinque anni fa. Poi, dopo quattro anni e mezzo nell’amministrazione targata Giuseppe Morini, ha iniziato a sgomitare: rivendicava il diritto d’essere tenuto in considerazione per la prossima candidatura a sindaco. A furia di sgomitare gli sono state ritirate le deleghe all’Urbanistica, allo Sport e all’Ambiente: segno della ferma volontà dell’attuale maggioranza di sostenere il vice-sindaco Fabio Di Fabio, che è il candidato del Partito Demcratico e del centrosinistra tradizionalmente inteso.

Il ruolo di Programma Alatri

Patrizio Cittadini

Nell’intervista rilasciata a Ciociaria Oggi, Gizzi oggi dice di poter contare su due civiche. In realtà potrebbero essere di più: c’è una linea di dialogo ancora aperta con il Partito Socialista e soprattutto con la storica civica Programma Alatri. Il vero rebus riguarda proprio quest’ultima, la collocazione della formazione creata dall’avvocato Patrizio Cittadini. Sembrava che Programma Alatri dovesse far parte del fronte civico, quello che sostiene l’avvocato Enrico Pavia, ma così non è e non sarà. Se l’ex sindaco ed ex assessore provinciale Patrizio Cittadini non dovesse trovare un accordo con Gizzi, Programma Alatri potrebbe decidere di fare una scelta autonoma.

Margini per un ricongiungimento con Fabio Di Fabio non sembrano esserci. Ipotesi diverse, come un improvviso innamoramento per il centrodestra, neppure. O Gizzi o niente, quindi, con tutto quello che ne può conseguire in termini di redistribuzione dei voti. 

Il Pd giovane per Di Fabio

Fabio Di Fabio

Il centrosinistra prosegue nella sua marcia, forte pure dell’entusiasmo della nuova segreteria cittadina guidata dal giovane Alessandro Torre. Proprio le nuove generazioni dovrebbero rappresentare un fattore trainante per Fabio Di Fabio: il valore aggiunto è la macchina organizzativa del Partito e più ancora dei Giovani Democratici. Che ad Alatri hanno il loro ex Segretario regionale del Lazio ed oggi Segretario provinciale del Pd Luca Fantini.

Il sogno proibito è fare risultato già al primo turno. È proibito perché i candidati sono troppi per poter pensare ad una vittoria immediata. Il ballottaggio è qualcosa di più di uno scenario eventuale.

Per il Partito Democratico il risultato minimo accettabile è la vittoria. Altrimenti sarebbe una disfatta: sia per la corrente di Antonio Pompeo (di cui l’attuale vicesindaco è espressione) sia per il Segretario provinciale Luca Fantini (non sarebbe un buon biglietto da visita registrare una sconfitta in casa). Come pure per Mauro Buschini, (anche l’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio è di Alatri).

Il fattore Cinque Stelle

Luca Frusone (Foto: Stefano Carofei / Imagoeconomica)

Il ruolo del Movimento 5 Stelle non è scontato. Non deve trarre in inganno il fatto che in Regione Lazio M5S e Pd governino insieme sostenendo Nicola Zingaretti. Perché l’assessore regionale Roberta Lombardi (quella dello streaming con Bersani) è una grillina diversa dall’onorevole Luca Frusone (pure lui di Alatri). Lei è sintonizzata sulla sensibilità governativa del M5S, lui è più ortodosso ma gli anni a Montecitorio lo hanno plasmato alla Realpolitik.

Le indiscrezioni sostenenvano che l’onorevole Luca Frusone ed i suoi potessero fiancheggiare l’avvocato Enrico Pavia. Ma il caos grillino di questi giorni consiglia di non fare previsioni. Proprio la Realpolitik deciderà se ci sarà l’alleanza o meno. Se converrà ad entrambi allora ciascuno si turerà con maggiore o minore intensità le narici e farà l’accordo; se dovesse essere chiaro che il patto risulterebbe indigesto agli elettori meglio evitare: il rischio è di perdere per strada più di quanto l’intesa sia in grado di portare.

Il colpo grosso di Di Fabio

Attenzione ad una scelta delle ultime ore: la lista Alleanza per Alatri – quella di Emiliano Remolo e Mauro Macciocca -, che sembrava in orbita Gizzi, ha da poco annunciato la sua appartenenza alla coalizione capeggiata dal Partito Democratico.

È un grande colpo per Di Fabio, oltre che un pessimo segnale per le velleità di chi dice di voler costruire un “nuovo centrosinistra”. (Leggi qui).

Il fattore Antonello

Antonello iannarilli (Foto: Giacomo Cestra)

Nelle file del centrodestra è ancora in via di definizione la squadra intorno al candidato sindaco Maurizio Cianfrocca. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega ed almeno tre civiche sono a sostegno dell’elezione: resta da risolvere la querelle Iannarilli. Non è terminata. L’ex presidente della provincia di Frosinone, ex deputato, ex assessore regionale, già leader di Forza Italia, com’è noto ha preso tempo per sciogliere la riserva. (Leggi qui: Iannarilli shock: “E se mi candido io a sindaco?”).

Non è chiaro quanto Fratelli d’Italia intenda impegnarsi sulla frattura. Da un lato c’è il rispetto per il palmares che Iannarilli può vantare nel pretendere quella considerazione che si deve per quanto ha dato alla politica del territorio; dall’altro c’è la frase pronunciata nei giorni scorsi dal presidente provinciale del Partito Massimo Ruspandini: ha deciso di fare il segretario di Partito e non la crocerossina, dicendo «Chi entra in Fratelli d’Italia sa benissimo che deve mettere da parte i personalismi e favorire i territori. Perché i personalismi hanno distrutto gli altri Partiti: qui i correntismi che c’erano in Alleanza Nazionale ed in Forza Italia non trovano spazio». (Leggi qui L’urlo di Ruspandini: “Siamo il primo Partito”).

Tutto questo rischia di generare una spaccatura elettoralmente sanguinosa per il centrodestra alatrense. Alla fine Iannarilli potrebbe optare per monopolizzare o quasi la lista di Fratelli d’Italia, che diventerebbe ingiocabile per altre espressioni correntizie. Insomma, Antonello un colpo lo assesterà. Si tratta di capire in quale direzione. Ma ad oggi l’eventualità che Fratelli d’Italia opti per la via solitaria non esiste.

Una postilla: il candidato vice-sindaco dovrebbe essere Roberto Addesse, campione di preferenze ed espressione della Lega. 

Il Polo Civico gode

Enrico Pavia, Patrizio Cittadini, Tarcisio Tarquini

Tra i tanti litiganti, il Polo Civico gode. O almeno ci prova. L’avvocato Enrico Pavia ha meno problemi da gestire rispetto alle coalizioni che presentano al loro interno Partiti, quindi logiche complesse. C

La capacità attrattiva dei civici però è ferma alle cinque liste annunciate: Programma Alatri non farà del progetto, mentre il MoVimento 5 Stelle sta guardando altrove. L’occasione è ghiotta ma serve aggregare.

Poi c’è quel limite identificativo che accompagna da sempre esperienze come questa: Enrico Pavia proviene dal centrodestra, Tarcisio Tarquini e l’avvocato Vincenzo Galione no. La cittadinanza sarà disposta a recepire un’alleanza così composita?

Una postilla anche qui: il candidato vicesindaco potrebbe essere una donna. Si fa il nome di Annarita Pelorossi, che ha dimostrato di avere un largo consenso su tutto il territorio comunale.

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