La candidata Gemmiti affossata dalle piroette di Vinciguerra

Le piroette di Vinciguerra attorno alla candidatura della Gemmiti a sindaco di Sora e il suo invito a rimpiazzarla rivolto a La Rocca, che hanno portato al pranzo di Villa del Poggio e alla spaccatura del centrodestra. Entro lunedì si scioglie il nodo sulla grande coalizione sostenuta anche da Ernesto Tersigni, che mette fuori gioco la cardiologa ma anche Ruggeri e De Donatis

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Una candidatura nata male. E che potrebbe finire peggio. La mano è sempre la stessa: Augusto Vinciguerra è il civico che ha guidato Maria Paola Gemmiti fino alla candidatura a sindaco sostenuta dal Pd. Ora lo stesso Vinciguerra studia una exit strategy. Ci sarebbero sempre lui e la sua lista Insieme Si Può all’origine dell’operazione che vede come possibile candidato sindaco l’imprenditore Alberto La Rocca. Intanto ieri a Sora è stato visto il segretario provinciale Luca Fantini: si cerca una via d’uscita che riesca a tenere insieme le varie anime del Partito. E non è escluso che la via sia lo stesso Progetto La Rocca. Il nodo verrà sciolto entro lunedì.

GENESI DI UNA CANDIDATURA

Maria Paola Gemmiti e Maria Paola D’Orazio

In principio la candidata a sindaco indicata dai Dem per le Amministrative di Sora è la capogruppo consiliare Maria Paria D’Orazio. Una scelta che aveva provocato subito la fuoriuscita di Stefano Lucarelli. (leggi qui Polveriera Pd, Lucarelli rompe sul candidato).

Poi anche quelle di Si Può Fare-Mario Cioffi e Movimento 5 Stelle (leggi qui Il M5S saluta il Pd, addio alleanza: Eugenia si candida al volo).

Poi spunta il consigliere comunale Augusto Vinciguerra, stimato anestesista con varie missioni di volontariato in Africa al suo attivo: tesserato Pd e capogruppo di Insieme Si Può. Dice che il nome per aggregare e allargare la coalizione di centrosinistra è un altro: quello della dottoressa Maria Paola Gemmiti. E garantisce tre liste a sostegno. Al punto che D’Orazio e il suo Partito fanno un passo di lato (leggi qui Nasce la coalizione progressista. E candida la dottoressa Gemmiti).

Sembra preistoria ma si parla in realtà di appena poche settimane fa. È il 20 luglio.

RETROMARCIA VINCIGUERRA

Augusto Vinciguerra e Maria Paola Gemmiti

Trascorrono pochi giorni. Vinciguerra spiega all’imprenditore Alberto La Rocca che il nome di Gemmiti non passa. La Rocca è un costruttore di fama nazionale, impegnato anche nei lavori collaterali per il nuovo ponte di Genova: Vinciguerra gli dice: “Candidati tu”. È il 31 luglio. La Rocca gli risponde: “Candidati tu”.

Non posso, ho problemi” replica Vinciguerra. “E con la dottoressa Gemmiti che facciamo?” fa notare La Rocca. “Ci penso io” garantisce Vinciguerra. Che nel frattempo avrebbe anche dovuto parlare con il sindaco civico uscente Roberto De Donatis (ma ora viene accusato di non averlo fatto).

L’obiettivo è quello di allargare ulteriormente la coalizione, imbarcando anche il sindaco. Che in quel momento storico è stato appena abbandonato anche dal suo assessore all’Ambiente (e di Patto Democratico) Natalino Coletta. (A proposito del quale il borsino elettorale delle ultime ore lo dà candidato nella lista del vicesindaco uscente Fausto Baratta, a sostegno del candidato sindaco Luca Di Stefano).

Passano alcune ore. Circa quarantotto. Il lunedì successivo Vinciguerra invia un messaggio a La Rocca che più o meno suona così: “Non me la sento di dire a Gemmiti che deve ritirare la sua candidatura”.

IL PRANZO CHE TUTTI NEGAVANO

Lino Caschera ed Ernesto Tersigni

L’idea però va avanti perché in molti dentro la coalizione di centrosinistra non vogliono sostenere la candidata inizialmente proposta da Vinciguerra. Non solo: si scopre che quel progetto potrebbe raccogliere gli scontenti di altre coalizioni. Come, per esempio, da Lega e Cambiamo, costretti dall’alto a sottoscrivere l’accordo sulla candidatura mai condivisa del dottor Giuseppe Ruggeri (leggi qui Svolta di Durigon: a Sora candidato unico e qui Coalizione decimata, Ruggeri su un campo minato).

E poi, con il nome di Alberto La Rocca aderirebbero al progetto anche Ernesto ed Augusto Tersigni e Agostino Di Pucchio.

È così che nasce il pranzo a Villa del Poggio: quello del quale tutti parlano ma nessuno ammette di avere partecipato. È quello che precede il terremoto scatenato da Lino Caschera un paio di giorni fa ritirando il suo sostegno a Giuseppe Ruggeri, seguito a ruota da Cambiamo. È il pranzo al quale nessuno ammette di essere stato perché è lì che si abbattono le fondamenta di due coalizioni: quella del centrodestra e quella del centrosinistra. E si comincia a costruire un progetto trasversale attorno al nome dell’imprenditore sorano. (leggi qui Ruggeri messo all’angolo dai suoi. L’altro fronte punta su La Rocca).

IL PROGETTO LA ROCCA

Alberto La Rocca (Foto: IchnusaPapers)

Tutto il resto è storia delle ultime ore. Cambiamo e Lega commissariate e ufficialmente al fianco di Giuseppe Ruggeri ma di fatto svuotate della loro forza elettorale perché quelli che portano i voti se ne sono andati. E il Pd che cerca di trovare la quadra.

La soluzione a cui su più fronti si sta lavorando è concreta. E potrebbe avere un enorme peso elettorale. Al punto tale da rompere significativamente “gli equilibri” agli altri candidati. Il perché è facilmente intuibile. Basta guardare chi sono i potenziali alleati.

Una prima lista: quella dei fuoriusciti dalla Lega con in testa il consigliere comunale Lino Caschera e l’assessore Veronica Di Ruscio.

Gianni Iacobelli e Mario Tuzj comporrebbero una seconda lista. Sono fuggiti da Cambiamo dopo la rottura con il coordinatore regionale Mario Abbruzzese (il cui simbolo con quattro candidati, espressi dallo stesso Abbruzzese resta nel progetto Ruggeri per cause di forza maggiore).

La terza lista sarebbe quella di Augusto Tersigni, figlio dell’ex sindaco Ernesto. Nella squadra ci sarebbe anche Agostino Di Pucchio, segretario particolare del presidente della Provincia Antonio Pompeo.

Agorà, l’associazione dell’ex assessore Bruno La Pietra che proprio La Rocca ha fondato sarebbe la quarta lista.

In teoria di starebbero anche altre due liste, una del Pd e una che ha come referente Carlo Saccucci ma meglio nota come la lista del commissario Pd Adamo Pantano.   

LA SOLUZIONE PD

Luca Fantini

Il Partito Democratico, tuttavia, non è nelle condizioni di poter prendere una decisione. Ieri il segretario provinciale Luca Fantini è stato visto in giro a Sora. Fra gli altri ha incontrato la capogruppo consiliare D’Orazio. Hanno preso un caffè insieme. Altro non è dato sapere.

Ma è certo che i Dem stanno lavorando per trovare una soluzione che li porti fuori dalla palude. Il principio sarebbe lo stesso che ha scandito finora tutte le tappe: trovare una soluzione che tenga unite tutte le anime.

Molto dipenderà anche dalla posizione che nelle prossime ore assumerà Augusto Vinciguerra. C’è chi è convinto che lui andrà comunque avanti con la candidatura della dottoressa Gemmiti, come anche dichiarato a mezzo stampa nelle ultime ore. Si tratterebbe a questo punto di una candidatura di bandiera, svuotata di quella propulsione elettorale che invece avrebbe dovuto avere. Resta il fatto che Vinciguerra dovrà rispondere politicamente delle sue scelte al Partito. A prescindere da ciò che accadrà nelle prossime ore. Perché il tempo non c’è più. E il limite fissato è quello di lunedì

Adamo Pantano, uno dei due commissari del Pd a Sora, ha descritto la situazione al Segretario Luca Fantini ed al Regionale Bruno Astorre. In serata hanno deciso la linea: il Pd ha una parola sola e sta con Gemmiti. Chi non è convinto faccia come ritiene.

È chiaro che una coalizione come quella che sta nascendo intorno a La Rocca, ammesso che si riesca a farla nascere, andrebbe automaticamente al ballottaggio. Anche alla luce della frammentazione che regna e che finora vede ben sei candidati a sindaco. Ma lo stesso progetto La Rocca potrebbe costringerne qualcuno a ritirarsi.  

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