Tanto tuonò che piovve: Zaccheo è il candidato

Alla fine l'annuncio è arrivato. Il centrodestra candida Vincenzo Zaccheo a sindaco di Latina. La rivincita personale. E la sconfitta di una politica incapace di gestire il presente

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Alla fine la dichiarazione ufficiale è arrivata. Con oltre un giorno e mezzo di ritardo e dopo una serie di stop and go al limite della farsa. Vincenzo Zaccheo è il candidato sindaco del centrodestra per Latina: la dichiarazione porta la firma congiunta di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Cambiamo-Coraggio Italia, Udc e Rinascimento con Sgarbi.

LA VITTORIA DI ZACCHEO

Il servizio di Striscia finito al centro del processo

È la vittoria personale e politica di Vincenzo Zaccheo, il risarcimento morale che da dieci anni inseguiva con rabbia e tenacia. Perché lui sindaco lo era già stato per due mandati, aveva rinunciato ad un incarico di Governo pur di continuare ad amministrare Latina, all’interno di Alleanza Nazionale era una voce ascoltata, nel centrodestra aveva un peso e soprattutto una storia. Tutto demolito in due mosse: un’inchiesta sulla metropolitana di superficie che intendeva realizzare per unire centro e periferia del capoluogo; ma soprattutto un servizio a Striscia la Notizia in cui si sosteneva che cercasse raccomandazioni per la figlia con Renata Polverini. Assolto da tutto. Ma dopo dieci anni. (Leggi qui La riabilitazione di Zaccheo: non chiese raccomandazioni, condannata Striscia la Notizia).

Appena archiviata anche l’ultima pendenza Vincenzo Zaccheo non ha atteso tempo ed ha avvisato la politica: gli ha detto ‘ci sono anche io‘. Se qualcuno pensava che attendesse il certificato penale immacolato per ritirarsi ha sbagliato tutto. Lo attendeva ma per il motivo esattamente contrario. (Leggi qui Zaccheo guarda il Comune: “Aspettate, forse ci sono io”).

Ha saputo attendere. Ha lasciato che l’immortale gioco dei veti incrociati facesse il suo dovere. E le sue vittime. Azzoppando potenziali candidati più giovani di lui. (Leggi qui Zaccheo, assolto e candidato: l’annuncio domani).

IL CAOS DELLA POLITICA

Claudio Fazzone, Nicola Calandrini e Claudio Durigon

Vecchia scuola, quella di Vincenzo Zaccheo. Nella quale gli agguati e le trappole facevano parte dell’ordinario quotidiano. Si dice che quelli della I Repubblica erano in grado di giocarci a palla con i loro successori della II Repubblica. Il caso di Vincenzo Zaccheo ne è la dimostrazione. Per ottenere quello che voleva più di ogni altra cosa gli è bastato tacere ed aspettare. (Leggi qui Zaccheo attende i Partiti. Sindaco? “Osservo, valuterò”).

Hanno fatto tutto gli altri: candidandosi, cecchinandosi, elidendosi, dividendosi. In una frase, come abilmente riassunto nei giorni scorsi da Lidano Grassucci, ‘Se non allevi Messi finisce che giochi con Altafini‘ (Leggi qui Il candidato è Zaccheo: se non hai allevato Messi giochi con Altafini).

Il problema del centrodestra è anche un altro: se non hai avversari finisce che te li crei all’interno della coalizione. È quello che è accaduto negli ultimi mesi a Terracina, Fondi, Formia, Minturno, solo per fare qualche esempio: di fronte ad un centrosinistra che al massimo può aspirare ad un ruolo da comprimario il centrodestra si divide, si scanna, si azzoppa. Perché è così che si stabiliscono gli equilibri.

Sta tutto in questa ragione lo spettacolo da teatro di periferia andato in scena in questi giorni. Con un accordo praticamente raggiunto e poi congelato a distanza di poche ore. Un affronto che ad un signore come Vincenzo Zaccheo e ad una città come Latina poteva e doveva essere risparmiato, come ha spiegato oggi Tonj Ortoleva. (Leggi qui Le giravolte senza senso sul candidato a Latina).

LA VERA SFIDA PER IL CENTRODESTRA

Damiano Coletta, sindaco di Latina (Foto: Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

Il problema è che la candidatura di Vincenzo Zaccheo è la vera sfida per il centrodestra. È il punto in cui la II Repubblica deve riconoscere di non avere né il peso né l’esperienza e tantomeno lo spessore della I Repubblica.

Ma l’elettorato è cambiato, la città è cambiata, le esigenze sono differenti. Latina non è, storicamente, una città di sinistra. È più a destra dei politici che si sono candidati a governarla cinque anni fa. Proprio per questo all’epoca hanno preferito eleggere un sindaco né di destra, né di sinistra, né grillino, pur di non assistere allo stesso scannamento portato in scena in questi mesi da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega.

Gli unici a non averlo capito sembrano essere proprio quei leader incapaci, a causa dei tatticismi, di trovare un’unità. E senza fare tesoro della sconfitta centrata la volta scorsa, hanno portato in scena il bis dello spettacolo di cinque anni fa. Uno spettacolo al quale la candidatura di Vincenzo Zaccheo era l’unica via d’uscita.

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