Guerra di nervi (e non solo) all’ombra del campanile

La suggestione che vorrebbe il professor Gino Scaccia candidato sindaco a Frosinone. "Non sono interessato. La politica non è e non sarà mai il mio mestiere”. Il centrosinistra punta sulla linea civica. Gli esempi Meccatronico e Catalent

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Manca ancora un anno, ma è chiaro a tutti che le elezioni Comunali di Frosinone del giugno 2022 sono destinate a cambiare gli assetti politici della Ciociaria. Per il dopo Ottaviani si prevede una sfida avvincente, con le coalizioni di centrodestra e di centrosinistra che difficilmente troveranno sintesi unitarie.

Circolano però anche nomi di assoluto prestigio, il che sottolinea l’importanza del capoluogo. In particolare quello di Gino Scaccia, professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico al dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Teramo e docente di Diritto Costituzionale al dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Luiss “Guido Carli”.

Gino Scaccia (Foto: Benvegnu’ Guaitoli / Imagoconomica)

Frusinate doc, Gino Scaccia attualmente è capo dell’ufficio legislativo del ministero degli affari regionali, alla guida del quale c’è Mariastella Gelmini. In passato è stato anche Capo di Gabinetto dell’allora ministro alle infrastrutture Danilo Toninelli.

Il suo nome circola nel centrodestra. Ma lui, il professor Gino Scaccia, sgombra immediatamente il campo. E dice: «Sono lusingato del fatto che il mio nome circoli nella città dove sono nato e cresciuto. E per una carica così prestigiosa come quella di sindaco. Ma non sono interessato. La politica non è e non sarà mai il mio mestiere. Io sono un tecnico e uno studioso del Diritto e questo ho intenzione di continuare a fare. Peraltro considero la politica un’attività molto seria e impegnativa, alla quale devono dedicarsi persone che hanno quel profilo».

Una lezione di competenza e di umiltà, quella del professor Gino Scaccia. Particolarmente significativa in una fase come questa, nella quale invece gli “apprendisti stregoni” si moltiplicano in progressione geometrica. Ad ogni modo nel centrodestra non sarà semplice trovare una sintesi. Né sulla candidatura a sindaco né sulla coalizione. I tamburi di guerra e i segnali di fumo sono già indicativi. 

Grandi manovre e indovina chi viene a cena

(Foto. Panorama di Frosinone: Marco Colasanti)

La netta presa di posizione del gruppo di Fratelli d’Italia (attraverso Domenico Fagiolo) è chiara. Il partito di Giorgia Meloni nel capoluogo vuole dire la sua, non crede che si celebreranno le primarie e ritiene che il successore di Nicola Ottaviani debba avere spazi di indipendenza e autonomia dal predecessore. (Leggi qui Il fattore candidato agita il centrodestra. E il gioco si fa duro).

Ottaviani dal canto suo è intenzionato a procedere con le primarie, anche se i segnali arrivati fino a questo momento da parte dal sottosegretario al Mef e coordinatore regionale del Carroccio Claudio Durigon non sembrano andare nella medesima direzione. Ma in quella di una soluzione politica al tavolo regionale del centrodestra.

In ogni caso però in provincia di Frosinone la coalizione di centrodestra fatica a trovare delle soluzioni unitarie e poi condivise. In questo senso i risultati delle amministrative autunnali saranno indicativi. Certo è che il livello di competizione (per usare un eufemismo) tra la Lega e Fratelli d’Italia è altissimo.

La cena del ‘Pd’

Gruppo Pd
Il gruppo Pd al Comune di Frosinone: da sinistra Angelo Pizzutelli, Alessandra Sardellitti, Norberto Venturi e Fabrizio Cristofari (Foto: Giornalisti Indipendenti)

Ma pure nel centrosinistra sono in corso grandi manovre. Venerdì sera non è passata inosservata una cena, in un locale del centro storico, tra Alessandra Sardellitti, Norberto Venturi (entrambi consiglieri comunali), Francesco Brighindi e Andrea Turriziani. Tutti esponenti del Partito Democratico. Ma la domanda è: la prossima volta saranno candidati nella lista del Pd? Oppure magari daranno vita ad una lista civica?

Perché anche questo è un tema attuale. Con i Democrat che continuano ad aggirare gli ostacoli senza neppure provare a saltarli. In tutta la provincia ci sono problemi, come dimostrano le ultime vicende a Sora. Ma nel capoluogo il Pd viene da due sconfitte che hanno mandato in frantumi il precedente assetto del centrosinistra provinciale. Al punto che perfino Mauro Vicano, in pole position per la candidatura a sindaco di Frosinone, si sta muovendo nell’ottica di una coalizione civica. Un elemento sul quale si dovrebbe ragionare.

A Sora tra i candidati a sindaco ci sarà Luca Di Stefano. Anche lui punterà sulle liste civiche. E non per caso. Come gli ha sicuramente suggerito Enzo Di Stefano, il padre. Abilissimo ai suoi tempi (ma evidentemente anche oggi) a muoversi lungo quella linea di confine tra i Partiti che alle amministrative può fare la differenza. (leggi qui Rivoluzione in cento giorni. Luca parla già da sindaco).

Gli esempi dell’Its Meccatronico e della Catalent 

Ci sarà pure il presidente di Confindustria Carlo Bonomi a consegnare i diplomi per l’avviamento al lavoro di 23 ragazzi che hanno concluso con successo il primo biennio formativo dell’Its Meccatronico del Lazio. La cerimonia si svolgerà giovedì 1° luglio.

Una scommessa vinta, nata da un’intuizione di Maurizio Stirpe, vicepresidente nazionale dell’associazione degli imprenditori. Un esempio concreto di collegamento tra il mondo della scuola e della formazione e quello del lavoro. Significa che “si può fare”. E “si può fare” in Ciociaria. (Leggi qui L’avanguardia di Unindustria e il deserto della politica).

Intanto lo stabilimento Catalent, ad Anagni, produrrà il vaccino Johnson & Johnson. Lo farà in una prospettiva europea. E in un momento delicato e decisivo della pandemia, quello del contrasto alla variante Delta. L’ennesima dimostrazione dell’eccellenza del settore chimico-farmaceutico della Ciociaria. E delle potenzialità che esprime.

In questo territorio ma pure oltre, lungo l’intero asse tra Pomezia e Ferentino, ci sono aziende e imprenditori che negli anni passati hanno saputo investire, innovare e specializzarsi. Oggi nel mondo non si parla d’altro che dell’orizzonte dell’immunità di gregge. Fondamentale non solo per ripartire, ma anche per programmare il futuro. Abbiamo capito tutti che l’economia e la sanità andranno a braccetto nei prossimi anni. E la risposta sarà una sola: i vaccini.

La Ciociaria ha le carte in regola per affermarsi ulteriormente in questo settore. Deve esserne consapevole però la classe dirigente per prima. 

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