Fregati dalla demagogia. E il territorio sprofonda (di C. Trento)

Foto © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Il taglio dei parlamentari produrrà solo problemi e pressoché nessun risparmio. Ma guai a contestare i capi. Che così avranno ancora più potere. C'è un rischio nell'alleanza M5S-Pd: è sempre meno naturale. Intanto il centrodestra vive una fase di caos calmo

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Il Movimento Cinque Stelle ha esultato, tutti gli altri partiti si sono accodati senza capire che sul piano politico il taglio di 345 seggi parlamentari è un risultato ascrivibile soltanto ai grillini. Hanno cavalcato l’onda restando lontani dalla cresta.

Questa misura porterà risparmi epocali per il bilancio dello Stato, tali da abbattere quel maledetto debito pubblico che soffoca le nostre vite quotidiane? Macché. In pochissimi hanno trovato il coraggio di dissentire pubblicamente. Nessun parlamentare di questa provincia ha osato alzare la manina e contraddire il diktat del rispettivo capo politico.

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Ci hanno pensato Maurizio Stirpe (vicepresidente nazionale di Confindustria) e Giovanni Turriziani (numero uno di Unindustria Frosinone) a dire che si tratta di pura demagogia e che alla fine i danni al territorio ci saranno perché verrà penalizzata la rappresentanza.

Basta vedere i numeri: 230 deputati e 115 senatori in meno. In tutto il Lazio a Palazzo Madama entreranno in 18 (ora sono 28), nel “Lazio 2” i deputati saranno 12 (adesso 20).

Certamente vale l’obiezione preventiva: non è che in questi anni la provincia di Frosinone sia andata meglio per scelte portate avanti dai parlamentari. Vero, ma comunque c’è una rappresentanza vera, riconosciuta, alla quale rivolgersi comunque. Al di là del peso politico e delle capacità dei singoli.

Adesso si parla della necessità di varare una legge elettorale che contemperi le varie esigenze. Ma si tratta di lana caprina, di fuffa. Perché la realtà è che la Casta resta tale. Anzi, più forte proprio perché ha numeri minori. A scegliere gli “eletti” (in tutti i sensi) saranno sempre Salvini, Zingaretti, Grillo, Renzi, Meloni, Berlusconi. E con 345 candidature in meno, dove pensate che si abbatterà la mannaia? Se ci saranno decisioni da prendere su incentivi economici o su politiche industriali, chi è che farà presente le necessità della Ciociaria? Eppure, tutti contenti.

Oppure muti. Da anni la provincia di Frosinone arretra su tutti i fronti perché ha perso peso politico. Andrà peggio.

Il senso rischioso di Zingaretti per i Cinque Stelle
Nicola Zingaretti © Imagoeconomica, Sara Minelli

Nicola Zingaretti ha invitato il Movimento a trasformare l’accordo di governo in alleanza politica. (leggi qui Zingaretti al M5S: «Facciamo l’alleanza»).

Luigi Di Maio lo ha gelato: «Non sono in questo momento all’ordine del giorno patti regionali né tantomeno nazionali». Ma Zingaretti è sicuro che sia questa la strada giusta? Perché in politica la somma dei voti non è mai aritmetica. Nel Lazio si parla di un’intesa che potrebbe passare dalla presidenza del consiglio regionale, ruolo appannaggio di Mauro Buschini. Si vuole levare anche questa carica istituzionale alla Ciociaria?

La verità è che le dinamiche nazionali hanno stravolto tutto, ma il progetto del Pd era quello di Piazza Grande. Non quello di vivere alla giornata con la prospettiva di un’alleanza che né l’elettorato Dem né quello pentastellato gradiscono.

Probabilmente nel Pd i leader sono rimasti spiazzati dalla scissione di Renzi, ma l’inseguimento ai Cinque Stelle può avere l’effetto di snaturare il partito. Un’alleanza “contro” Salvini non basta e non scalda i cuori.

Il manuale Cencelli e il caos calmo del centrodestra
Gianluca Quadrini nella riunione dei Capigruppo

Qualche giorno fa è stata rinnovata la Consulta d’Ambito dell’Ato 5: sette sindaci eletti, quattro di centrosinistra, tre di centrodestra (ma solo sulla carta, in quota cioè). (leggi qui Acqua, Pd cinico e vincente, centrodestra lacerato e rancoroso)

Alla fine il manuale Cencelli resta di strabiliante attualità. Ma quanta fatica nel centrodestra, dove alla fine è passata la linea del vicecoordinatore regionale di Forza Italia Gianluca Quadrini. Non senza fratture e polemiche, come quella evidenziata da Riccardo Frattaroli, primo cittadino di Settefrati. Lo scontro con Quadrini è stato durissimo.

Al di là di questo, però, il centrodestra deve decidere cosa intende fare dell’alleanza. La situazione è questa in Ciociaria: Lega e Fratelli d’Italia hanno ormai la maggioranza dei voti e rivendicano la leadership. Però non prendono mai l’iniziativa ogni qual volta c’è un candidato da scegliere o una votazione in un ente intermedio importante. O in una Consulta.

Forza Italia non ha più i numeri di un tempo, Cambiamo non decolla. Gianluca Quadrini ha avuto perlomeno il merito di essere presente. Alla fine però i tre posti del centrodestra non sono stati tutti di “area”. Poi ci sono i rancori e i veleni, specialmente tra Forza Italia e Cambiamo. Alla fine il risultato, da qualche anno, è sempre lo stesso: il centrodestra perde tutte le partite degli enti intermedi. E i sindaci sono sistematicamente in difficoltà, se non in apnea.

Francesco Zicchieri (Lega) e Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) dovrebbero prendere l’iniziativa. Se lo ritengono opportuno naturalmente.

L’insostenibile coperta corta della sanità locale

La notizia positiva è arrivata a metà settimana: si accelera sull’assunzione di dieci chirurghi nella sanità ciociara. Quattro andranno a Frosinone, altrettanti a Sora, due a Cassino. Una novità importante, considerando l’arrivo del nuovo direttore generale Stefano Lorusso.

Poi però è arrivata la decisione della riduzione dei servizi dell’Unità operativa complessa terapia antalgica a due giorni a settimana. Una decisione assunta dal direttore sanitario della Asl «in considerazione della grave carenza di personale medico di anestesista rianimatore e delle persistenti criciticità organizzative delle Uoc di Anestesia e Rianimazione di questa Azienda».

Il punto è che si tratta di servizi fondamentali, delicati e irrinunciabili. La carenza di anestesisti è inaccettabile. Allo stesso modo la terapia antalgica si rivolge ai pazienti oncologici, che hanno un sistema immunitario fragilissimo.

Senza considerare tutti gli altri aspetti, anche di impatto psicologico. Non è possibile che la Asl sia costretta in qualche modo a scegliere tra funzioni del genere.

Certamente si può puntare sulla riorganizzazione, ma per un periodo limitato. Il direttore Lorusso è appena arrivato: ha la forza e la determinazione per chiedere una sanità di primo livello per la Ciociaria.

Quando finirà il tempo dei sacrifici?

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