Dal ritorno di Zaccheo alla strana coppia Ruspandini-Ottaviani

Basso Lazio laboratorio del centrodestra. A Latina si punta su un leader del passato, in Ciociaria c’è la necessità di far crescere una nuova classe dirigente. Ma della coalizione fanno parte anche Claudio Fazzone e Mario Abbruzzese. Entrambi non si scanseranno per far passare Nicola Ottaviani e Massimo Ruspandini

La candidatura di Vincenzo Zaccheo a sindaco di Latina può essere letta sotto diversi punti di vista. Un investimento politico su quello che in gergo tecnico si chiama “usato garantito”. Zaccheo è stato già primo cittadino, conosce alla perfezione sia la città che la macchina burocratico-amministrativa, è sicuramente un uomo di centrodestra. (Leggi qui Tanto tuonò che piovve: Zaccheo è il candidato).

Anche sufficientemente autonomo e indipendente dai Partiti, al punto che viene il dubbio che lo stop and go degli ultimi giorni in realtà sia servito ai leader di Lega (Claudio Durigon), Fratelli d’Italia (Nicola Calandrini) e Forza Italia (Claudio Fazzone) a cercare di avere garanzie politiche. (Leggi qui La lezione di Latina per Ottaviani e Ruspandini).

Perché il rischio che Zaccheo non faccia toccare palla ai partiti c’è.

Il rinnovamento inesistente

Vincenzo Zaccheo (Foto: Paola Libralato)

Però la sua indicazione va pure letta nella chiave che il centrodestra, a distanza di dieci anni, non ha una nuova classe dirigente da proporre alla città. E d’altronde le difficoltà che la coalizione ha incontrato a Roma e Milano sono indicative. Sia Fratelli d’Italia che la Lega si fondano sulla leadership carismatica dei leader, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Come Forza Italia con Silvio Berlusconi del resto. (Leggi qui Il candidato è Zaccheo: se non hai allevato Messi giochi con Altafini).

A livello parlamentare e regionale la classe dirigente c’è, nei Comuni però si fa fatica. E questo è un elemento che hanno molto chiaro sia Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega, che Massimo Ruspandini, senatore e commissario provinciale di Fratelli d’Italia.

Ottaviani ha costruito il modello Frosinone a sua immagine e somiglianza: tante liste civiche e pochi Partiti, con fedelissimi nei posti chiave. Massimo Ruspandini ha plasmato il modello Ceccano, riadattandolo in corsa: dal predominio delle civiche all’impostazione politica basata anche sui valori identitari. Una roccaforte di Fratelli d’Italia.

Modelli diversi e vincenti

Massimo Ruspandini e Nicola Ottaviani

Ma entrambi i modelli, assolutamente vincenti, sono difficilmente esportabili in altri contesti. Non soltanto perché altrove non ci sono Ottaviani e Ruspandini, ma perché in città come Alatri, Sora, Anagni, Cassino, Pontecorvo esistono delle peculiarità che vanno conosciute, studiate, approfondite. E poi interpretate.

Non c’è il tempo per farlo, non nel breve periodo. Per il resto si tratta di capire se Massimo Ruspandini e Nicola Ottaviani intendono davvero costruire un nuovo modello di centrodestra. All’interno del quale però ci sono anche Forza Italia e Coraggio Italia, rappresentate da Claudio Fazzone e Mario Abbruzzese. Per esempio Ruspandini non fa mistero di “non rimpiangere” (parole sue) altre stagioni del centrodestra. Il riferimento è a Mario Abbruzzese. (Leggi qui: L’alleanza competitiva tra Fratelli d’Italia e Lega)

Quanto a Nicola Ottaviani, lui è un fautore della svolta al centro del Carroccio. Ma bisognerà vedere quale sarà alla fine la strada che Matteo Salvini deciderà di imboccare.

Senza però perdere di vista che Salvini è già sotto attacco all’interno del Carroccio. Per esempio dall’area di Claudio Borghi. Insomma, il centrodestra ciociaro ha bisogno di una nuova classe dirigente e di uno schema fresco di coalizione.

Non sarà semplice.

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