Io speriamo che resto alla Regione

La decisione di Nicola Zingaretti di non diventare ministro comporta che alla Pisana si arriverà alla scadenza naturale del mandato, nel 2023. Per la “successione” bisognerà vedere quanto e come sarà cambiata la politica: tutti i nomi in corsa, anche nel centrodestra. Intanto però Mauro Buschini e Sara Battisti danno il via all’operazione “potenziamento”.

Niente elezioni anticipate nel Lazio. Si voterà nel 2023, a scadenza naturale. Certamente bisognerà vedere quanto e come sarà cambiato il quadro politico a livello nazionale. Intanto però, ancora una volta, Nicola Zingaretti ha deciso di restare presidente. Senza assumere il ruolo di ministro. Coerentemente con una impostazione logica: per quale motivo dovrebbe mettere a rischio la conferma in quella che è la Regione più importante sul piano politico?

Aspiranti governatori per la Regione

Daniele Leodori, Bruno Astorre e Alessio D’Amato

Ci sarà tempo quindi per individuare i candidati alla successione. I nomi non mancano. A cominciare dal vicepresidente Daniele Leodori e dall’assessore alla sanità Alessio D’Amato. Ma anche l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio potrebbe essere uno su cui puntare. Oltre al senatore e segretario regionale del Pd, il senatore Bruno Astorre. Nella rosa dei papabili continua ad esserci però anche David Sassoli, presidente del Parlamento europeo. Vedremo. 

Nel centrodestra sarà importante capire quali saranno, tra due anni, i rapporti tra Lega e Fratelli d’Italia. Il Carroccio ha già individuato nel deputato e coordinatore regionale Claudio Durigon il possibile candidato alla presidenza del Lazio. In Fratelli d’Italia il nome più forte rimane quello dell’onorevole Fabio Rampelli. Forza Italia potrebbe inserirsi con Claudio Fazzone o Maurizio Gasparri. Intanto bisognerà vedere quello che succederà alle comunali di Roma. (Leggi anche Indiscreto – Spifferi romani (Venerdì 12 febbraio 2020)).

Quanto al Movimento Cinque Stelle, nei prossimi due anni potrà succedere davvero di tutto. Intanto però l’attuale capogruppo Roberta Lombardi potrebbe decidere sul serio di stupire con effetti speciali.

Io intanto mi consolido

Certo è che i consiglieri regionali in carica avranno ulteriori due anni per rafforzare le rispettive posizioni.

Il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini punterà ancora sulla Pisana, dove ormai è davvero un “pezzo da novanta”. Ha già ricoperto i ruolo di presidente della commissione Bilancio, di assessore, di capogruppo del Pd e di presidente dell’aula. Manca la vicepresidenza. Si può fare.

Lanciatissima è anche Sara Battisti, consigliere regionale del Pd. E’ la più attiva sul piano dell’iniziativa politica, su tutti i fronti. E’ pronta all’ulteriore grande salto. L’unica variabile potrebbe essere rappresentata da una candidatura alla Camera.

Ciacciarelli con Matteo Salvini

Il consigliere regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli sicuramente concorrerà nuovamente per il seggio. Avrà una forte concorrenza interna e per questo due anni sono utili per puntellare la propria posizione. Soprattutto ora che la Lega ha compiuto quella svolta moderata sulla quale lui aveva scommesso quindici mesi fa, decidendo di salire sul carroccio.

Nei Cinque Stelle il consigliere in carica alla Regione è Loreto Marcelli. Nel 2023 bisognerà vedere: con i Cinque Stelle è impossibile ogni previsione.

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