Non oltre la “movida” dialettica: ecco perché nella Lega ciociara comanda Zicchieri

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Quando la tensione aumenta, lui alza i muri e il tono dello scontro verbale. Poi procede a nomine di fedelissimi nel ruolo di coordinatore-commissario. E non cambia nulla. Fin quando la curva di Matteo Salvini non scenderà, nessuno potrà provare neppure a contestarlo. Ma dopo anche Zicchieri potrebbe scoprirsi fragile.

La strategia è sempre la stessa: quando la tensione aumenta, si alza il muro, si effettuano perfino delle nomine in tutta fretta, si promettono cambiamenti epocali e svolte di piccolo cabotaggio. Poi in realtà non cambia nulla sul piano sostanziale. È questa la storia della Lega in provincia di Frosinone.

Dopo la burrascosa seduta sull’analisi del voto, nel corso della quale qualcuno contestò duramente le strategie e il ruolo del deputato e coordinatore regionale Francesco Zicchieri (leggi qui «Qui comando io»: ed i leghisti si ribellano a Zicchieri), vennero schierati, in senso metaforico, i “fucilieri d’assalto”. Blindando i confini del Partito, dicendo cioè sostanzialmente che chi non era d’accordo con Zicchieri poteva andarsene tranquillamente. (leggi qui La lettera scarlatta della Lega: mancano tante firme sull’atto di fiducia. Ma gli assenti ne sapevano niente). Giuseppe Patrizi, per esempio, lo ha fatto spiegando anche il motivo: lui non vuole far parte del gregge belante che omaggia il pastore (Zicchieri). Semplicemente perché non riconosce il pastore come tale.

Ma a Francesco Zicchieri questo non interessa. Quando arrivò in provincia di Frosinone commissariò la federazione, allora retta da una pasdaran come Kristalia Rachele Papaevangeliu. Al suo posto Fabio Forte. Poi via anche Fabio Forte e pieni poteri a Carmelo Palombo. Quando quest’ultimo si è dimesso, carta bianca alla deputata Francesca Gerardi. Ma in realtà cosa è cambiato?

Mentre il sottosegretario Claudio Durigon ha una sua propria e riconoscibile “cinghia di trasmissione” nelle province, cioè l’apparato dell’Ugl, Zicchieri deve necessariamente avere una sua propria linea di comando che alimenti le sue truppe. E ha blindato il gruppo degli eletti della Ciociaria: Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa.

Adesso è diventata senatrice anche Kristalia Rachele Papaevangeliu, pur in una condizione che potrebbe mutare se la Giunta per le elezioni decreterà che il seggio nel Lazio è di Matteo Salvini. (leggi qui Papaevangeliu, senatore a tempo determinato). La Papaevangeliu però non fa parte della cabina di regia di Zicchieri. Il quale nei mesi scorsi aveva perfino nominato il senatore Umberto Fusco referente delle province del Lazio. Tutte tranne Roma.

Ma Fusco quel ruolo non lo ha esercitato neppure per un secondo. Misteri della fede, quella in Matteo Salvini, il Capitano, al quale Francesco Zicchieri si richiama, del quale è un fedelissimo della prima ora, cioè da quando la Lega viaggiava tra il 4% e il 6%. L’unica novità vera è rappresentata dal sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che però in questo momento sembra essersi adeguato ai meccanismi e alle gerarchie del Carroccio.

Il punto è che prima o poi la curva salviniana comincerà a scendere e in quel momento qualcosa cambierà sui territori. Ma fino ad allora, tanto movimento e nessuno cambiamento vero. Comanda Zicchieri. Punto e accapo.

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