L’eredità di Tortoriello sull’onda dell’economia circolare

Unindustria presto al voto per il nuovo presidente. Con quattro in lizza. E con il lascito di un timoniere che ha saputo anticipare i tempi. Ora, uno degli ultimi grandi progetti: la scommessa sul green coinvolgendo il pubblico.

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Il rush finale per la successione di Filippo Tortoriello alla presidenza di Unindustria è ai blocchi di partenza con una corsa a quattro. Ma gli occhi non sono puntati sulla pista ed i concorrenti. Fissano l’ultimo atto di chi ne ha retto le fila in questi anni: la firma sul progetto che promette di imprimere un cambiamento epocale a Roma. E di conseguenza nel Lazio. Perché sarà anche vero che la gestione sostenibile dei rifiuti di Roma è faccenda capitolina. Ma è altrettanto evidente che quando si parla di rifiuti romani si tocca un domino che tracima in tutte le province.

L’ultimo atto dell’era Tortoriello si è caratterizzato proprio con questo target: un’alleanza green. Per realizzare cosa? Un patto fra ricerca pubblica e imprese private con uno scopo ambizioso. Creare cioè «un approccio innovativo e sostenibile alla transizione verso l’economia circolare». In pratica? Prendere i rifiuti e trasformarli in nuova materia prima, mettendo fine allo spettacolo horror di Roma soffocata dalla monnezza mentre le province ululano perché sono stanche di essere la sua pattuimiera.

Per questo il protocollo d’intesa firmato con i presidenti di Enea (l’ente nazionale per l’energia atomica) Federico Testa e della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti ha il sapore degli ultimi atti di pregio. Quelli con cui essere ricordati.

L’uso efficiente delle risorse

LORENZO TAGLIAVANTI, PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI ROMA FOTO © SARA MINELLI / IMAGOECONOMICA

Lo scopo è quello di avviare «una partnership per promuovere l’uso efficiente delle risorse. Questo a partire da una gestione sostenibile dei rifiuti sul territorio di Roma». Come? Tramite il progetto ‘Scenario per una gestione sostenibile e circolare dei rifiuti urbani di Roma Capitale‘.

Con lui si individuerà un nuovo modello, con tecnologie all’avanguardia. Poi con valutazione di impatto ambientale ed economico e gestione circolare. Il tutto con la partnership fra attori pubblici e privati. Perché i rifiuti possono smettere di essere un problema e diventare un business pulito.

La soluzione è attesa da tempo. Che Tortoriello sottolinea con amarezza e con parole che non sanno certo di abdicazione. «Da oltre 30 anni la città non affronta in maniera strutturale il problema. Ha fatto spesso ricorso ad espedienti temporali e misure emergenziali. Senza alcuna progettualità di ampio respiro che tenga conto, senza pregiudizi , di tutte le complessità del ciclo dei rifiuti di un’area urbana così vasta. Un’area in cui gravitano quotidianamente oltre 4 milioni di persone».

Se la giocano in quattro

La sede di Unindustria

Sul fronte della successione intanto lo scenario è delineato. Con una corsa a quattro per la presidenza di Unindustria. A chiedere il voto degli associati per il rinnovo dei vertici dell’associazione degli industriali del Lazio ci sono nomi di peso.

Si tratta di Sabrina Florio, Ceo di Sosepharma. Ci sono poi Angelo Camilli, di Consilia e Fabrizio Di Amato di Maire Tecnimont. Infine è in lizza Alessio Rossi di Imaco, che è anche ex presidente dei giovani di Confindustria.

La Commissione di designazione lunedì ha avviato il primo dei 6 appuntamenti calendarizzati fino all’8 luglio. Sono le consultazioni della base, il momento topico per tastare il polso a chi deciderà nel concreto per la presidenza.

Da questi colloqui emergerà il candidato o la rosa di candidati che si contenderanno il voto finale del consiglio generale e dell’assemblea. Dopo il rush l’agognato traguardo del il 14 luglio. Per quel giorno infatti è convocata l’assise di Unindustria per designare il nuovo presidente. Anche per l’associazione di via Noale i bookmakers hanno delle previsioni.

C’è chi invoca la continuità e chi chiede un cambio di passo. Perché Filippo Tortoriello è stato il diplomatico che ha trattato ad oltranza, pronto a sbattere i pugni sul tavolo quando il caso lo richiedeva. I risultati li ha portati. Ma a livello nazionale c’è chi invoca più bastone e meno carota nei rapporti con chi deve decidere e tarda perché o non sa fare o non ha il coraggio di fare. Il lockdown totale ed i decreti pieni di parole e vuoti di sostanza hanno avuto il loro peso.

Cosa lascia Tortoriello

FILIPPO TORTORIELLO

L’eredità compessiva di Filippo Tortoriello ha il corpo robusto delle grandi stagioni di transizione. Stagioni in cui precorrere i tempi non è più una velleità, ma una strategia.

Una quindicina di step che hanno disegnato la mappa su cui dovrà piantare le bandierine il suo successore a partire dalla metà di luglio.

Riorganizzazione delle sezioni di Unindustria

A Gennaio 2020 sono state riorganizzate le Sezioni di Unindustria. E’ stato fatto riducendone il numero. Non per il gusto di tagliare ma per ottimizzare. Perché le nuove tecnologie hanno abbattuto i muri e le distanze.

La sfida è stata quella di assegnare ad ogni sezione una tematica sulla quale essere capofila. Al suo interno, un esperto di Unindustria qualificato e competente sulla materia di riferimento.

Il presidente diplomatico ha poi voluto rafforzare l’azione di rappresentanza con le istituzioni. Lo ha fatto attivando un canale diretto con la delegazione a Bruxelles di Confindustria».

Cicero DIH Lazio E Re Start

A giugno 2018 Unindustria ha costituito Cicero DIH Lazio. Si tratta dell’Hub regionale di innovazione del Lazio. Una creatura che porta l’imprinting proprio di Tortoriello, che ha messo insieme anche Cna e Federlazio.

Lo scopo è quello di fornire servizi per la digitalizzazione delle Pmi. Questo è uno degli strumenti principali per essere maggiormente competitivi.

Un progetto al quale è stato affiancato Re Start, per imporre un’accelerazione al processo digitale nelle imprese laziali. (leggi qui Imprese in ritardo sul digital: Unindustria lancia Re-start).

Accordo quadro con gli atenei
La sede dell’università di Cassino alla Folcara

A marzo 2017 è sorto un Accordo Quadro tra Unindustria ed i sette maggiori Atenei della Regione. Questo per valorizzare al massimo l’impatto della ricerca sull’economia regionale.

L’accordo punta «a favorire il trasferimento delle conoscenze nell’ambito di tecnologie abilitanti. Individuando assi strategici coerenti con i settori di eccellenza del Lazio».

Parliamo di aerospazio, scienze della vita, energie rinnovabili. E poi di economia circolare, cyber security, ICT, industria turistica e culturale. (leggi qui Innovazione nel Lazio, via al Protocollo tra atenei e Regione).

Infrastrutture, viabilità e Tav ciociara

Unindustria si è mossa in questi anni con prese di posizioni molto forti e chiare verso Governo e Regione. Lo ha fatto per rendere il territorio più competitivo e attrattivo. Fondamentali da questo punto di vista le infrastrutture. (leggi qui La rabbia degli industriali: «Manca una visione, il cambiamento non si sente»).

L’associazione ha puntato i piedi reclamando la realizzazione della Roma-Latina, della Cisterna-Valmontone, della Orte-Civitavecchia, del raddoppio della Salaria. E ancora la chiusura dell’anello ferroviario a Roma.

Senza dimenticare il contributo diplomatico per la costituzione della fermata della Tav a Frosinone e a Cassino.

Progetto ‘Roma Futura 2030-2050’
Filippo Tortoriello

«Purtroppo Roma negli ultimi anni è diventata una città poco attrattiva, poco internazionale e poco competitiva»: Filippo Tortoriello lo ha evidenziato spesso. Per queste ragioni Unindustria ha realizzato con lo studio Ambrosetti un progetto concreto per la messa a punto di un masterplan. Un plan con obiettivi di sviluppo misurabili nell’arco dei prossimi 30 anni.

Rinascimento Roma

Si tratta di un progetto nato da Unindustria, con la partecipazione delle principali Associazioni Imprenditoriali della Capitale. E cioè Acer Roma, Coldiretti Roma, Confcommercio Roma, Cna Roma, Confesercenti Roma e Federlazio.

Lo scopo è dare un contributo e un sostegno concreto per far ripartire la Capitale, per proporre una visione strategica per il suo rilancio. Nel corso del 2019 sono stati organizzati diversi incontri tra le Associazioni aderenti ed i maggiori esponenti delle principali forze politiche nazionali.

L’Its Meccatronico

A febbraio 2019 Unindustria ha preso il toro per le corna: stanca di attendere che la scuola sfornasse le professionalità di cui le sue aziende hanno bisogno, ha fondato la scuola nella qualeformarli.

È stato così costituito l’Istituto Tecnico Superiore Meccatronico del Lazio. Il progetto, coordinato da Unindustria, ha iniziato a formare i primi diplomati in Meccatronica, con quel giusto mix di competenze trasversali necessario oggi nelle industrie dove occorre un po’ di meccanica ed un po’ di elettrotecnica con un po’ di elettromeccanica. (leggi qui Quelli che ci lasciano senza medici e quelli che pensano già ai meccatronici).

Il Tokamak

Unindustria ha sostenuto con forza la scelta dell’Enea di ospitare a Frascati il Dtt (Divertor Tokamak Test). È l’infrastruttura destinata nel futuro a fare della fusione nucleare la soluzione che andrà a soddisfare senza limiti la domanda di energia. (leggi qui L’energia del futuro verrà sperimentata nel Lazio).

L’associazione ha sollecitato in tutte le sedi l’avvio dei lavori di bonifica permanente della Valle del Sacco.

Inoltre, ha favorito la nascita del Libro Bianco di Anagni: rappresenta lo strumento di coordinamento ed integrazione deii vari progetti che hanno l’obiettivo di valorizzare e rendere più competitivo un sito industriale strategico per il manifatturiero.

Grande capoluogo e 5G a Roma

Unindustria si è assunta l’onere di abbattere (metaforicamente) i campanili. O meglio:provare a metterli insieme. Il che, per molti, è la stessa cosa.

Ha promosso e finanziato il progetto di Ricerca “Unione di Comuni per un Nuovo capoluogo-Sistema Cooperativo di citta del Frusinate”, in collaborazione con l’Università degli Studi di Tor Vergata. Ai più è diventato famoso come ‘Progetto del Grnde Capoluogo’.

Punta a realizzare un grande sistema intercomunale basato sull’unione volontaria di comuni confinanti. (Frosinone, Alatri, Ceccano, Ferentino, Veroli, Patrica, Torrice e Supino). (leggi qui Grande Capoluogo, la missione possibile di Giovanni Turriziani).

Unindustria a trazione Tortoriello ha anche dato supporto al Distretto industriale di Civita Castellana, una eccellenza laziale conosciuta in tutto il mondo.

In chiosa la promozione con Luiss Business School una ricerca che darebbe pari a 30 miliardi di euro in 5 anni l’impatto positivo del 5G su Roma.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright