Camilli prende il timone di Unindustria e traccia la rotta

Inizia l'era Camilli in Unindustria. Target ambiziosi: Expo a Roma, un Politecnico del Lazio, ripresa dell'economia del Mare, i rifiuti da problema a nuova materia prima. A Frosinone inizia l'era di Miriam Diurni

Timone a trazione ‘bulgara’ per Unindustria, che insedia al suo vertice il Angelo Camilli presidente ed amministratore di Consilia. Cioè l’uomo al vertice di un marchio leader in Italia nella consulenza per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Un uomo cioè che rappresenta l’incastro perfetto. Fra cosa? Fra le esigenze del nuovo mondo post Covid e le sfide produttive che quel mondo offrirà.

Camilli è stato eletto presidente nel pomeriggio con oltre il 90% di voti favorevoli. Era stato indicato nello scorso mese di luglio e oggi l’assemblea ha ratificato quella scelta. (Leggi qui L’erede di Tortoriello è Angelo Camilli).

Prende il posto di Filippo Tortoriello, che in eredità agli industriali del Lazio aveva lasciato la rotta. Rotta con cui l’associazione punterà a Green ed Circular economy.

Dall’Expo alla nautica

ANGELO CAMILLI. FOTO © SARA MINELLI / IMAGOECONOMICA

Con il neo presidente Angelo Camilli oggi è entrata in scena anche la sua squadra di governo: un team a fortissima trazione ciociara, con esponenti della provincia di Frosinone praticamente ad ogni livello. Via libera anche al programma per il quadriennio 2020-2024.

Il primo bouquet di obiettivi è ambizioso. Si va punta a portare Roma ad essere sede dell’Expò 2035, si torna a commettere sulla Blue Economy cioè la cantieristica nautica e tutto ciò che gli ruota intorno tra motori, allestimenti, architettura navale, arredi per interni. Si scommette sull’alta formazione: dal Politecnico Laziale all’interfaccia con gli atenei della regione.

Un programma ricco di tematiche, in linea con le esigenze e le indicazioni espresse dalle imprese associate. Lo hanno detto a chiare lettere durante le consultazioni dei tre Saggi per individuare il neo presidente: Giancarlo Abete, Maurizio Stirpe, Aurelio Regina. (leggi qui Unindustria, partita doppia).

La sfida inedita

La nuova squadra di governo di Unindustria

Nel sistema di Confindustria, Unindustria è la più grande Associazione imprenditoriale per estensione territoriale. La seconda per numero di dipendenti, con oltre 3000 aziende associate per 220 mila dipendenti. Il suo peso politico assoluto nelle scelte nazionali è secondo solo a quello di Assolombarda.

L’Associazione ora sarà chiamata ad operare in un contesto economico e sociale totalmente inedito. Colpa delle criticità imposte dalla pandemia Covid. Per il Lazio, i numeri degli ultimi mesi, seppur ancora parziali, delineano una caduta economica in linea con quella delle altre regioni.

Una situazione messa in evidenza nel corso dell’assemblea. «I dati dimostrano che il nostro territorio del Lazio ha risentito come altrove delle disfunzioni legate al diffondersi della pandemia. Dunque, la ripartenza è ancora tutta da consolidare».

C’è un dato a creare preoccupazione: «è la capacità di reazione del sistema Lazio nei prossimi mesi. Reazione rispetto ad altre aree sia in Italia che all’estero». Perché a correre sono in tanti, ognuno in competizione con l’altro, per riuscire a ripartire prima e meglio. Le stime a corredo parlano chiaro. C’è un rimbalzo nel 2021 più contenuto rispetto ad altre regioni.

Il Lazio riparte ma è troppo lento

Automotive
Foto © Imagoeconomica

Con un Lazio che ha registrato un +4,1% contro il +6,9% della Lombardia e il +7,8% del Veneto. Stiamo ripartendo ma gli altri lo stanno facendo più di noi.

C’è una spiegazione: l’economia del Lazio stava rallentando già prima del blocco totale imposto dal Covid. «La crisi pandemica ha infatti colpito l’economia del Lazio in una fase di ristagno dell’attività. Nel 2019 il PIL è aumentato appena dello 0,2%. E non ha ancora recuperato il livello del 2007, anno che ha preceduto la crisi finanziaria globale».

Ci sono alcuni settori sui quali la crisi ha colpito duro. Sono «settori strategici particolarmente esposti, ad esempio Turismo, Trasporti e Audiovisivo». Per loro non si tratta di “flessioni”, ma di quasi “azzeramenti”.

E le ripercussioni dell’emergenza Covid sono ancora più evidenti sul mercato del lavoro. Da aprile a giugno l’occupazione regionale «ha subìto un calo di ben 89mila unità, pari al -3,7%».

Le tre grandi sfide del futuro

L’Aula Magna dell’Università di Cassino

Da subito Angelo Camilli lancerà come sfide per l’Europa e il Lazio tre grandi progetti strategici. Cioè l’Expo a Roma nel 2035, il Politecnico del Lazio, la Blue Economy.

Tra le proposte di spessore per il rilancio di Roma e della Regione, spicca il sostegno alla candidatura della Capitale all’Expo del 2035. «Un grande evento, dove le Nazioni presenteranno le città che più si sono trasformate, nel segno della sostenibilità. E che consentirebbe di rilanciare la filiera turistica. Imponendo a Roma un’agenda concreta di grandi cambiamenti e di interventi di rigenerazione urbana».

Poi la creazione di un Politecnico del Lazio, un punto di riferimento accademico unico, trainante ed attrattivo. Uno spot «che concentri le eccellenze dei nostri Atenei nelle discipline scientifiche. Sarà un ulteriore passo per proiettare la regione nella dimensione di una grande Regione dell’innovazione europea».

Si inserisce nel più ampio obiettivo di «valorizzare il rapporto tra mondo imprenditoriale e mondo della ricerca. Proseguendo il dialogo costruito, dal Presidente Filippo Tortoriello, nell’ambito dell’Accordo Quadro con le 7 principali Università della Regione».

Si scommette sul mare

La Yacht Med Festival di Gaeta

Tra le priorità strategiche infine la Blue Economy, che rappresenta il 3,5% del Pil nazionale. Che però nel Lazio non è ancora percepita come tale.

Eppure la nautica occupa centinaia di addetti e decine di figure ad alta professionalità. Dagli ingegneri nautici agli arredatori d’interni, dai motoristi agli artigiani che realizzano gli accessori, dalle società di componentistica a quelle di rimessaggio. C’è stato un tempo non molto lontano, una quindicina di anni fa, in cui la cantieristica nautica della provincia di Latina era seconda solo a quella di Genova. Un colpo mortale è stato assestato dalle norme del Governo Monti che puntavano a colpire i ricchi. E invece hanno determinato solo la levata delle ancora ed il trasferimento in massa dall’altra parte dell’Adriatico.

Basta problemi sui rifiuti: sono una risorsa

Su sostenibilità e transizione green, al centro delle politiche europee, il Programma ha obiettivi precisi. E tra essi «il sostegno, nella Valle del Sacco e nelle altre aree di crisi regionali, di tutti gli investimenti che abbiano capacità rigenerative. E che offrano possibilità di crescita dei territori».

Negli ultimi anni si sta scoprendo sempre di più che i rifiuti sono un tesoro perché sono nuova materia prima, basta saperla recuperare; gli scarti da cucina sono metano con cui far camminare in maniera green le nostre auto, scaldare le nostre scuole, spingere i motori delle fabbriche.

Impianto di biogas Foto © Riccardo Squillantini / Imagoeconomica

Per questo «l’Associazione proseguirà il percorso, intrapreso con Enea e Camera di Commercio, per proporre un cambio radicale del ciclo dei rifiuti. Per Roma e per il Lazio. Che quindi può diventare un punto di riferimento nazionale. Per la circolarità dei modelli di produzione, distribuzione e consumo».

Infrastrutture e reti viarie

Senza trascurare l’attenzione verso l’innovazione e la trasformazione digitale. Come? «Proponendo soluzioni per aumentare la disponibilità e la penetrazione di reti e servizi dal 5G fino al Cloud. Sostenendo le eccellenze territoriali della Cyber Security. Poi promuovendo processi di semplificazione e digitalizzazione dei servizi della Pubblica Amministrazione».

La ripresa del Lazio dovrà fondarsi sulla realizzazione, prevista anche dall’agenda governativa, delle infrastrutture materiali strategiche per la Regione. Parliamo della Roma-Latina, della’Orte-Civitavecchia, della bretella Cisterna-Valmontone. E del potenziamento della Salaria. Con la chiusura dell’anello ferroviario di Roma e l’espansione della capacità di Fiumicino. Compito di Unindustria, nella visione di Angelo Camilli sarà «vigilare sul rispetto della pianificazione e dei tempi di realizzazione».

Il dream team

Miariam Diurni

In tema di deleghe ed incarichi in Unindustria, Camilli terrà la delega Politiche Industriali. Sarà affiancato, per il quadriennio 2020–2024, dai Vice Presidenti di diritto Fausto Bianchi (Bianchi Assicurazioni Srl) Presidente del Comitato Piccola Industria. E da Giulio Natalizia (Natalizia Petroli Spa) Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori.

Nella squadra i nove Vice Presidenti elettivi. Sono Gianfranco Battisti (Ferrovie dello Stato Italiane Spa) con delega Infrastrutture per la crescita. Giovanni Turriziani (Turriziani Trasporti Srl) con delega Green Economy. Giuseppe Biazzo (Orienta Spa) Capitale umano e Cultura d’impresa. Stefano Cenci (Inmatica Spa) Organizzazione e Rapporti Associativi.

E ancora Sabrina Florio (So.Se.Pharm. Srl) con delega Centro Studi. Alessandro Francolini (Ericsson Telecomunicazioni Spa) Università, Ricerca e Trasferimento Tecnologico. Alessandra Santacroce (Ibm Italia Spa) Multinazionali e Mercati Esteri. Guido Stratta (Enel Spa) Lavoro e Relazioni Industriali.

Alberto Tripi (Almaviva The Italian Innovation Company Spa) per Trasformazione Digitale.

Giovanni Turriziani

La squadra si completa con i Presidenti di Area Territoriale. E cioè Miriam Diurni (Carmesi Scpa) per Frosinone. Pierpaolo Pontecorvo (Job Consult Srl) per Latina. Alessandro Di Venanzio (Phoenix Electronic System Srl) per Rieti. Sergio Saggini (Saggini Massimo Srl) per Viterbo.

I Presidenti di Area Comprensoriale sono: Renato Sciarrillo (Procter & Gamble Srl) per Aprilia. E Cristiano Dionisi (Sicoi Sas) per Civitavecchia. Restano da assegnare le deleghe per Filiere e Medie Imprese e per Area Comprensoriale di Cassino.

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