Covid, movida, garanzia: Salera sotto assedio

La battaglia a colpi di ordinanze contro gli assembramenti, il centrodestra che cala l'asso della questione morale sul 'caso firme' e la minoranza consiliare che vuole scrivere al Prefetto per una commissione saltata.

Massimo Gentile
Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Da una parte il centrodestra cittadino che tira in ballo le questioni giudiziarie. Dall’altra l’opposizione consiliare che minaccia di rivolgersi al prefetto. In poche ore sul sindaco Enzo Salera si scatena il fuoco incrociato. Colpi da schivare tra una telefonata e l’altra con la Asl per il monitoraggio dei nuovi positivi. E mentre si dialoga con le forze dell’ordine per mettere un argine agli assembramenti registrati a Cassino nel weekend. (leggi qui Cassino come Roma: troppi assembrati. “Così non tiene”).

Giornata intensa, quella di oggi, per il sindaco di Cassino. In mattinata ha diramato un’ordinanza con la quale vieta «la consumazione sul posto e nelle adiacenze dell’esercizio di alimenti e bevande acquistate per asporto. A tal fine, per adiacenze, si intendono la strada o la piazza in cui è ubicato l’esercizio. Nonché gli altri spazi pubblici nel raggio di 50 metri dall’ingresso dell’esercizio di ristorazione».

Ecco dove non si ‘bisboccerà’ più

Gabriele Picano e Angela Abbatecola

Le aree individuate quali zone di massimo rispetto ai fini del contenimento del rischio di contagio sono: Piazza Labriola, Corso della Repubblica. Poi Piazza XV Febbraio, Via Falese, Via E. De Nicola, Via Tommaso Piano, Via Lombardia e Via XX Settembre.

«In dette aree – recita l’ordinanza – è disposta una limitazione dell’accesso. Limitazione che comporta: divieto di stazionamento nell’area per le persone. Possibilità di attraversamento dell’area solo per accedere agli esercizi commerciali legittimamente aperti. A quelli ed alle abitazioni private compresi nell’area e per il deflusso dall’area».

Il tema giudiziario

Ma il Covid non congela però il dibattito politico. Ad alimentarlo, gettando non poca benzina sul fuoco, è il centrodestra. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Cambiamo. chiedono al sindaco di intervenire sulle recenti questioni giudiziarie.

Franco Evangelista

Si legge in nota: «In tutto il mondo c’è il problema oggettivo della moralità, legittimità e legalità democratica. Il Centrodestra è stato ripetutamente martirizzato e mandato alla gogna mediatica in innumerevoli circostanze. Dai fatti più lievi a quelli più gravi, era il Centrodestra il mostro cinico che disprezzava le regole del gioco elettorale e istituzionale».

La sostanza? «A Cassino, a quanto si apprende da numerose fonti giornalistiche, alle scorse elezioni amministrative si sarebbero verificati fatti poco chiari. Pare anche con risvolti penali». Fonti giornalistiche, fatti poco chiari, pare… La sostanza?

«(…) Sembra emergere dalle indiscrezioni un quadro preoccupante. Se è vero che molte firme apposte a sostegno della lista del PD semplicemente non esistono, allora il PD e il suo candidato a sindaco non avrebbero potuto partecipare alle elezioni». Sembra, indiscrezioni, se è vero che… Se venisse scritto su un articolo da un Giornalista scatterebbe il procedimento per diffamazione.

Quindi la domanda rivolta al primo cittadino: «Non crede che sia il caso di convocare un Consiglio comunale?».

La replica di Salera e la bordata-bis

Il sindaco Enzo Salera in un servizio del Tg Universo

Enzo Salera, risponde: «Di certo non facciamo un Consiglio comunale sulla base di notizie riportate dalla stampa. In ogni caso faccio notare al centrodestra che dovrebbe guardare al proprio interno in merito alle questioni giudiziarie. Questo visto che ci sono esponenti di quei Partiti condannati in primo grado. Ed io non ho mai fatto cenno alla questione morale. Né ho strumentalizzato tali situazioni per fini politici. Inviterei i rappresentanti dell’opposizione a fare altrettanto».

Ma passa solo poco tempo. E dall’altra opposizione, quella civica di centrosinistra che ha un dialogo aperto con il centrodestra “Mario-free”, arriva un’altra bordata. Il motivo: era convocata per oggi la Commissione controllo e garanzia, unico organo presieduto dall’opposizione con Massimiliano Mignanelli. Tuttavia oltre ai tre consiglieri dell’opposizione (Mignanelli, Fontana e Petrarcone) non c’era nessuno della maggioranza. Dunque la commissione è saltata per mancanza di numero legale. Essendo composta da 7 membri il numero legale minimo era di 4.

Salvatore Fontana, Peppino Petrarcone, Massimiliano Mignanelli

«Gli scriventi consiglieri, alla luce di quanto accaduto – si legge nella missiva diramata nel tardo pomeriggio – ritengono questo un fatto politico molto grave. Fatto che denota mancanza di rispetto istituzionale. Per di più l’ennesimo comportamento ‘omissivo’ che nega ai consiglieri comunali la possibilità di accedere ad atti amministrativi di importante rilevanza. E pertanto di svolgere uno dei ruoli che sono prerogativa del consigliere comunale, e cioè il controllo della gestione amministrativa. Alla luce di quanto sopra, nel perdurare di tale comportamento, ci si riserva di rivolgersi al signor Prefetto di Frosinone».

Salvatore Fontana in serata rincara la dose: «I consiglieri di maggioranza fanno saltare la commissione di garanzia richiesta dalla minoranza. Ma che hanno da nascondere?».