«Uccidete il falco Francesco De Angelis»

Le manovre per portare su Roma l'asse delle decisioni che oggi sta al Sud del Lazio. Colpire Francesco De Angelis per indebolire il controllo sui Consorzi Industriali. La gestione della depurazione. Il documento con le tre firme. E l'ombra dell'alleanza romana che già in occasione della fusione delle Camere di Commercio fece sentire il suo peso.

Uccidete il falco de Angelis. O quantomeno ridimensionatelo. È la sottile operazione politica messa in atto nel massimo segreto da alcune settimane. Passa attraverso i consorzi industriali in via di fusione, la Camera di Commercio già fusa unendo quelle di Frosinone e Latina. L’obiettivo è quello di conquistare il più possibile del peso politico sullo scacchiere economico regionale.

È una partita fondamentale quella che si sta giocando in queste settimane. Passa attraverso riunioni ufficiali, decisioni prese nell’ombra, minacce di dimissioni. Il risultato finale rischia di marginalizzare la provincia di Frosinone: ma è solo una conseguenza.

Per comprendere il Risiko in corso è necessario definire prima il tavolo da gioco. Iniziando dalla sua geografia.

La Geografia

Il chimico Farmaceutico sposta la geografia industriale

La geografia del Lazio sta cambiando. Bastano tre considerazioni per rendersene conto. La prima è legata alla pandemia: c’è un distretto industriale che può diventare centrale nelle strategie anti Covid, si tratta del Chimico – Farmaceutico che è diviso tra le province di Frosinone – Latina e Roma; la sua importanza l’ha riassunta in queste ore Corrado Trento su Ciociaria Oggi riportando una considerazione fatta dagli addetti del settore. È: «Se a New York parla con chi è impegnato nel settore farmaceutico, magari le capiterà che c’è chi non è mai stato a Roma, ma tutti sanno esattamente dov’è Latina e pure Frosinone». (Leggi qui Il grande hub del vaccino. E il futuro della Ciociaria).

La seconda considerazione. La fusione dei distretti industriali del Lazio in un’unico ente determinerà la nascita di un colosso economico dal peso strategico superiore a quello di due assessorati regionali. Sarà il braccio operativo della Regione nelle politiche di sviluppo industriale, sui poli di ricerca, sull’internazionalizzazione. Il nuovo soggetto avrà quindi una diffusione sovra provinciale, superando l’attuale divisione geografica.

Terza considerazione. La fusione delle Camera di Commercio di Latina e Frosinone ha generato un colosso che è all’ottavo posto in Italia per capacità economica. È in grado di stimolare iniziative di sviluppo e crescita ben superiori a quelle che possono azionare grandi capoluoghi di regione nel Nord. Il suo controllo è nelle mani di un presidente della provincia di Latina democraticamente eletto, la sede è a Latina, il direttore generale – validissimo – è quello ereditato da Latina. È il primo esempio di come l’asse geografico oggi sia variabile, possa spostarsi da un luogo all’altro.

Chi è De Angelis?

Francesco De Angelis

La prima imboscata con la quale far saltare in aria Francesco De Angelis è dei giorni scorsi. Ma chi è Francesco De Angelis? Ufficialmente commissario alla fusione dei Consorzi industriali del Lazio ma in realtà voce ascoltatissima in Regione lì dove si prendono le decisioni politiche. La sua componente Pensare Democratico è determinante nell’elezione del Segretario del Partito Democratico del Lazio. Tanto per dare un numero: al Congresso Regionale che ha segnato l’avvio della scalata di Nicola Zingaretti alla segreteria nazionale e l’elezione di Bruno Astorre a quella del Lazio Francesco De Angelis si è presentato con percentuali provinciali superiori al 90%.

L’asse tra lui e Bruno Astorre, il signore delle preferenze ai Castelli, ha creato un fortino che non piace affatto da Cinecittà a tirare verso Nord.

L’imboscata

L’imboscata scatta nei giorni scorsi. A Latina viene convocata una riunione. Lo fa la Camera di Commercio Unificata: chiede dei chiarimenti su alcuni passaggi della fusione tra i Consorzi Industriali del Lazio.

Cosa c’entra la Camera di Commercio? È socio di maggioranza relativa nell’Asi il consorzio Area di Sviluppo Industriale di Frosinone. E su cosa vuole chiarimenti? Sul futuro di AeA il gioiellino creato in silenzio negli anni scorsi da Francesco De Angelis ed un’altra delle menti geniali uscite dalla vecchia scuola del Partito: Riccardo Bianchi che è l’amministratore delegato di AeA.

L’impianto di depurazione industriale di Ceccano

Cos’è AeA? È una società di diritto privato che si occupa della gestione e manutenzione dei depuratori industriali di Asi, Cosilam (il consorzio di svuiluppo industriale del Lazio meridionale con sede a Cassino), consorzio industriale di Rieti. In soldoni: è una società gestita bene al punto che si accolla le precedenti gestioni fallimentari, le rende produttive, ha i conti in ordine.

Va così bene che ci sono una mezza dozzina di manifestazioni d’interesse. Cioè? Siccome è tutt’altro che un carrozzone vorrebbero comprarne una quota alcuni colossi come Acea, A2A (il big player dei Comuni di Milano e Brescia che recentemente ha comprato una fetta di Saxa Gres) ed una multiutility della Spagna.

Camera di Commercio chiede, come è suo diritto, di capire e di avere informazioni. Ma dietro c’è altro.

La tre firme

Nei giorni precedenti a quella riunione è arrivata una lettera. Chiede di discutere delle tariffe pagate dalle aziende ad AeA per lo smaltimento. Francesco De Angelis sa bene che il business sta lì. Ma al presidente dell’Asi non interessa l’incasso: è uomo della cosa pubblica, lui è interessato a fare in modo che le industrie paghino meno possibile quegli oneri di smaltimento. Infatti ha messo a disposizione delle aziende Asi 610mila euro a titolo di abbattimento.

Giovanni Acampora con Danilo Barduzzi (Casartigiani), Valter Giammaria (Confesercenti) Erino Colombi (Cna) Keski Zolt (Confartigianato), Stefano Parisi (ex Consigliere regionale) Lorenzo Tagliavanti (Camera di Commercio di Roma), Luciano Mocci (Federlazio),

Alla Camera di Commercio arriva la lettera e chiede di chiarire. Chi la firma? Lì si inizia ad intravedere il profilo dell’operazione in corso dietro le quinte. La prima firma è di Loreto Pantano, presidente della Confederazione Nazionale dell’Artigianato di Frosinone; la seconda firma è del presidente di Unindustria Frosinone Miriam Diurni; la terza è di Federlazio.

Il dibattito che ne scaturisce ha dei tratti surreali. Perché? A rappresentare Cna in Camera di Commercio è Giovanni Proia, dell’Asi. E come amministratore Asi ha approvato anche lui i 610mila euro a vantaggio delle imprese. In pratica ora Cna sta chiedendo chiarimenti su un’operazione fatta da Cna. «Manifesto tutto il mio imbarazzo» dice nel corso dell’intervento Giovanni Proia.

Ancora di più Miriam Diurni: lei è allo stesso tempo sia in Asi che in Camera di Commercio.

Attacco al Consorzio

Allora perché lo fanno? Il sospetto è che sia tornata in campo l’alleanza romana che già nei mesi scorsi aveva cercato di condizionare il risultato dell’elezione del presidente alla Camera di Commercio Unificata Frosinone – Latina.

Il sospetto prende corpo quando interviene Cosimo Peduto presidente del Consorzio Industriale Roma – Latina: fa una serie di considerazioni che partono dalle tariffe AeA e mettono in discussione la sua privatizzazione.

La prova arriva con l’intervento di Unindustria. Mette in discussione proprio la creazione del Consorzio. Gli industriali del Lazio, che fino a qualche mese fa erano i convonti sostenitori di un consorzio industriale unificato, ora ne mettono di dubbio la necessità.

Giovanni Acampora (Foto: Valerio Portelli / Imagoeconomica)

Sulla stessa lunghezza d’onda c’è il consigliere Luciano Cianfrocca di Federlazio. Confcommercio invece resta muta, non prende posizione. E il presidente della Camera di Commercio Giovanni Acampora? Non c’è, rimane a casa in isolamento: nei giorni scorsi ha incontrato una persona che poi si è rivelata positiva al Covid e per qualche giorno deve stare in auto isolamento.

La difesa arriva dal presidente nazionale di ConfimpreseItalia, Guido D’Amico. Nella sostanza dice che chi ostacola AeA si assume la responsabilità di suoi eventuali deficit di funzionamento.

De Angelis e l’aria di dimissioni

Francesco De Angelis a questo punto ha il quadro della situazione ben chiaro. Passando per la Camera di Commercio si sta tentando di mettere in discussione il Consorzio Unico. E togliere la tutela che lui rappresenterebbe per Frosinone all’interno di quell’operazione di portata regionale.

Lo ha capito anche Riccardo Bianchi che si affretta a mettere in chiaro: «La Regione Lazio ha tracciato il percorso». Un modo sottile per ricordare che questa è un’operazione voluta dalla Regione e non è un gioco di potere.

De Angelis e Zingaretti

In realtà il gioco di potere c’è. Ed è tanto legittimo quanto comprensibile: l’alleanza romana sta tentando di prendere il controllo delle leve dello sviluppo economico del Lazio. Cos’è l’alleanza romana? Nei fatti è l’alleanza di ferro tra gli artigiani di Cna, gli imprenditori di Federlazio, gli agricoltori di Coldiretti, i commercianti di Confesercenti. È stata il vero avversario di Giovanni Acampora nella corsa per diventare presidente della Camera di Commercio di Frosinone – Latina. A Roma l’Alleanza ha un peso specifico molto importante sugli assetti Camerali: su Frosinone – Latina conta circa un terzo dei 32 voti nel Consiglio Camerale.

Francesco De Angelis comprende al volo lo scenario. E dice: «Se c’è una posizione ostile ne traggo le conseguenze». Se qualcuno pensa che stia per rassegnare le dimissioni sbaglia previsione: è il segnale che potrebbe alzarsi il livello dello scontro. Un segnale chiaro a chi ha provato a colpire il falco De Angelis.

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