Fischi e fiaschi della settimana XXIV 2021

Terzo tempo. I fatti centrali ed i protagonisti della settimana. Per capire meglio cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

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DURIGON-DE ANGELIS

È stata sufficiente la foto insieme: il potentissimo sottosegretario della Lega al Mef Claudio Durigon (coordinatore regionale del partito) e Francesco De Angelis, storico  leader del Pc-Pds-Ds-Pd in Ciociaria (e non solo), nonché presidente dell’Asi e commissario del Consorzio unico.

La foto trasmetteva un messaggio sintetizzabile con questa didascalia: Durigon e De Angelis, quelli che danno le carte. E infatti le carte le stanno dando loro. Il Consorzio industriale regionale unico è la più grande novità degli ultimi decenni nel  Lazio. Oltre che rappresentare un’opportunità straordinaria. (Leggi qui L’asse Pd – Lega genera la più grande occasione di ripartenza per il Lazio).

All’interno del Consorzio unico il  Basso Lazio ha una maggioranza quasi bulgara. Dunque, Lega e Partito Democratico hanno deciso di ragionare nel medio e lungo periodo. Ora sarà De Angelis al timone, domani potrà essere la volta di un leghista. Ma intanto è apparso chiaro a tutti che il marchio di fabbrica lo hanno messo Francesco De Angelis e Claudio Durigon.

Convergenze parallele.

DANIELE NATALIA

Daniele Natalia

Non è solo il proscioglimento dall’inchiesta Urban Waste, durata due anni e mezzo. Che comunque basterebbe e avanzerebbe. E’ il fatto che i silenzi prima e dopo tutto questo hanno fatto emergere una cosa ben precisa: Daniele Natalia è diventato politicamente ingombrante.

Per due anni e mezzo ad Anagni le opposizioni, di destra e di sinistra, non hanno fatto altro che chiederne le dimissioni. Più di qualcuno gli augurava perfino l’arresto. Ma fa parte del gioco. Lui ha incassato a testa alta, consapevole che prima o poi tutto sarebbe stato chiarito.

Il problema è che i silenzi sono rimasti pure dopo: congratulazioni in privato, nessun gesto in pubblico. E tanti che avrebbero dovuto scusarsi che non lo hanno fatto. Daniele Natalia è anche fra i tre coordinatori provinciali di Forza Italia. Pure gli “azzurri” potevano decisamente fare di più. Ma va bene così. (Leggi qui Quel silenzio assordante (e un po’ peloso) sul proscioglimento di Natalia).

Il proscioglimento rafforza il sindaco di Anagni anche politicamente. Dandogli sponde importanti. Si parla dell’ipotesi della candidatura alla presidenza della Provincia. Potrebbe non bastare.

Meglio temuto che compatito.

GUIDO D’AMICO

La due giorni che ha riportato Fiuggi al centro del dibattito nazionale per la celebrazione degli Stati generali del Turismo è stata organizzata da diversi enti e da tante persone. Ma il taglio “politico” è stato di Guido D’Amico, presidente nazionale di ConfimpreseItalia, consigliere della Camera di Commercio del Basso Lazio e membro del cda di Atf. (Leggi qui Fiuggi torna salotto della politica, parola… D’Amico).

In due giorni sono venuti ministri, viceministri, sottosegretari, parlamentari. Ma anche il presidente della Regione Lazio, assessori e consiglieri. Per non parlare di economisti e uomini della cultura e della scienza. Fiuggi è tornata agli antichi fasti e contemporaneamente a Fiuggi sono state dettate le linee per la ripartenza nazionale. Con la chicca del sottosegretario Pierpaolo Sileri che nella città termale ha annunciato che a luglio molto probabilmente cadrà il divieto di indossare le mascherine all’aperto. (Leggi qui Sileri da Fiuggi: «E ora via le mascherine»).

Guido D’Amico si è ripreso a tempo di record da un malore serio. E ha dimostrato di saper guardare avanti, anche con un’impostazione propositiva e coinvolgente. Sul palco delle Terme Bonifacio VIII si sono alternati esponenti di spicco della Lega, del Pd, del Movimento Cinque Stelle e anche di Fratelli d’Italia. (Leggi qui Mascherine, bonus e vacanze: Fiuggi torna a far parlare).

Pacificatore.

FLOP

VIRGINIA RAGGI

Virginia Raggi (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Un’altra settimana caratterizzata dal soccorso rosso della Regione Lazio al Comune di Roma per scongiurare l’ennesima emergenza rifiuti. (Leggi qui Roccasecca è salva: la Regione evita il caos rifiuti).

Ci hanno dovuto pensare ancora una volta il presidente Nicola Zingaretti e l’assessore Massimiliano Valeriani: ordinanza contingibile e urgente per portare i rifiuti di Roma a Viterbo fino al 30 giugno, poi da quel momento in poi saranno a disposizione siti in 6 Regioni italiane.

Nel frattempo il Campidoglio dovrebbe perlomeno individuare un sito (operazione che manca da anni), ma tutto dipenderà da chi sarà il nuovo sindaco di Roma. Virginia Raggi ha dimostrato ancora una volta di non voler decidere sul tema più importante. E Roma continua a pagare un prezzo enorme. Forse è anche per questo che nei sondaggi è scivolata al quarto posto. (Leggi qui Rifiuti: Roccasecca “è in elenco”. Sacco: “Non vi avvicinate”).

Caduta libera.

ANTONIO TAJANI

Antonio Tajani Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Il settimanale L’Espresso, in edicola da stamattina, dà questa ricostruzione politica: Marina e Piersilvio Berlusconi stanno spingendo affinché Forza Italia confluisca nella Lega di Matteo Salvini.

Nessuno dei due figli del Cavaliere intende raccogliere il testimone dell’eredità politica rappresentata dal Partito fondato da Silvio Berlusconi.

Lo schema è semplice: gli “azzurri” confluiscono nella Lega, Matteo Salvini diventa il garante della rappresentanza politica del gruppo nello scenario romano. E Forza Italia? Non esisterebbe più, perlomeno come l’abbiamo conosciuta.

Uno scenario che in tanti avevano già capito o conoscevano. In queste ore Gianfranco Micciché ha detto no al partito unico. In precedenza lo avevano fatto Mariastella Gelmini e Mara Carfagna.

Antonio Tajani è indubbiamente un fedelissimo di Berlusconi, ma ora anche il coordinatore nazionale di Forza Italia. Il Partito meriterebbe di restare autonomo, bastione del centro. Altri lo faranno. Magari per Antonio Tajani sarebbe arrivato il momento di staccarsi parzialmente dal Cavaliere. Per far prevalare la politica. Ma finora nessun segnale.

Calma piatta.

CHIARA COLOSIMO

Chiara Colosimo (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Doveva rappresentare la punta più avanzata del centrodestra regionale per mettere in crisi l’Amministrazione Zingaretti.

Quando è scoppiata la vicenda del concorso di Allumiere Fratelli d’Italia è salita sulle barricate non facendo sconti a nessuno. Neppure agli alleati della Lega. Ed è stato giusto così.

Poi Chiara Colosimo (in quel momento data in pole position per la candidatura a sindaco di Roma) è stata eletta presidente della commissione Trasparenza, chiamata a fare luce proprio su quei fatti. Non sono venuti meno né l’impegno né la determinazione, ma il punto è che stare all’opposizione è la cosa più semplice del mondo, provare ad amministrare (anche da una singola commissione) diventa molto complicato.

Sarà una partita lunghissima e lentissima. Chiara Colosimo non se l’aspettava.

Sorpresa dalla realtà.

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