Rimpasto di Giunta, De Donatis si blinda e nomina assessore Coletta

Natalino Coletta nominato assessore a Sora. E’ arrivato il decreto a firma del sindaco. Avrà le deleghe all’Ambiente, alla Farmacia comunale, alla Mobilità sostenibile e alla Toponomastica. De Donatis è riuscito a trovare la quadra e sbloccare una situazione che andava avanti da mesi. Da ultimo il veto posto nei giorni scorsi da FdI. E che dovrebbe essere superato grazie alla presa di posizione di Antonio Lecce e Simona Castagna.

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Rimpasto di Giunta, missione compiuta. Il primo degli eletti di Patto Democratico, Natalino Coletta, è ufficialmente nell’Esecutivo del sindaco di Sora Roberto De Donatis. Se ne parlava da un anno. Ora è arrivato il grande giorno: il primo cittadino è riuscito a trovare la quadra.

Coletta avrà le deleghe ed Ambiente e rapporti con la Società Ambiente e Salute Srl. Poi Mobilità sostenibile e Misure tese alla Sostenibilità ambientale. A lui anche la Toponomastica. Quest’ultima delega era stata prima assegnata all’assessore Maria Gabriella Paolacci.

Nuove deleghe per il vicesindaco

ROBERTO DE DONATIS E FAUSTO BARATTA

Non è l’unica novità in Giunto. Il sindaco ha messo mano anche alle deleghe del suo vice, Fausto Baratta. Lo ha fatto «Per assicurare una maggiore speditezza all’azione amministrativa ed un più attento controllo sull’esecuzione degli atti».

A lui il sindaco ha assegnato le deleghe a Personale, Condono edilizio e vigilanza urbanistica. Poi Rapporti con il mondo dell’Università. Promozione dell’immagine della Città di Sora nei circuiti nazionale ed internazionale. E ancora: Promozione di Sora quale Città della Pesca sportiva. Nonché salotto di promozione delle eccellenze agricole ed enogastronomiche delle tre Valli. Infine Protezione Civile.

Gemmiti lascia, effetto elastico

Il sindaco Roberto De Donatis con l’ex assessore Sandro Gemmiti

Lascia invece la Giunta il professor Sandro Gemmiti, che stamattina ha rassegnato le dimissioni. Lo ha fatto «per permettere al sindaco ogni opportuna valutazione in ragione del mutato quadro politico».

Le sue deleghe tornano al sindaco. Politiche Culturali; Rapporti con Enti ed Associazioni Culturali. Poi Programmi delle Manifestazioni Culturali organizzate dal Comune ed Interventi a sostegno di quelle di altri Enti. Servizi Bibliotecari e Archivistici (Archivio Storico).  Beni Archeologici e Recupero e Valorizzazione del Patrimonio artistico-archeologico. Politica per la Trasparenza Amministrativa ed Amministrazione Digitale. Infine Acquisizione e Organizzazione delle Risorse Informatiche ed Innovazione.

Le sue dimissioni sono state fondamentali per garantire a tutti i nuovi equilibri. Lo ha sottolineato il sindaco Roberto De Donatis: «Ringrazio Sandro Gemmiti per l’alto senso di responsabilità dimostrato con le sue dimissioni. Dimissioni che mi hanno consentito di rimodulare la giunta alla luce del nuovo assetto politico. L’ex assessore Gemmiti ha lavorato con impegno e dedizione ed è un onore averlo al mio fianco. Lo ringrazio, quindi, come sindaco e a nome di tutti i cittadini. Per avere dato prova di straordinaria competenza artistica e culturale. E per essere stato un esempio di serietà ed onestà. Questo nella certezza che continueremo a collaborare nell’interesse comune».

Nuovi assetti, entra Caldaroni

SANDRO GEMMITI NEL NUOVO INCARICO

In Consiglio comunale entra il secondo dei non eletti, Bruno Caldaroni, fedelissimo di De Donatis. Lui dirige la sede di Sora dell’Esef, Ente Scuola Edile Frosinone. La prima dei non eletti è Maria Gabriella Paolacci, ma lei è già assessore, al Bilancio e ai Tributi.

Che fosse una questione di giorni, dopo una serie indefinita di rinvii che andavano avanti almeno da un anno, si era compreso nei giorni scorsi. Quando il collaboratore del sindaco, l’avvocato Valentino Cerrone, ha rassegnato le dimissioni dal suo staff. Ufficialmente per motivi personali. In pratica per lasciare spazio a Sandro Gemmiti, la cui delega ora rimarrà in capo al sindaco.

Del resto era già qualche settimana che l’assessore alla Cultura veniva visto dedicarsi ad attività proprie dello staff. Attività come il coordinamento delle conferenze stampa e delle dirette web. Tutto come previsto da Alessioporcu.it già a marzo. Anticipando anche quelli che sarebbero stati gli spostamenti d’aula e il passaggio di Gemmiti nello staff. (leggi qui L’ora di Natalino: in giunta per indebolire Fratelli d’Italia).

Cosa è cambiato da marzo

NATALINO COLETTA

L’unica cosa che nel frattempo non è più la stessa è il senso della nomina assessorile. Perché da quando il sindaco l’aveva annunciata nel gennaio 2020, in una riunione di maggioranza, ad oggi, sono cambiate molte cose. Allora si cercava di spostare l’asse dell’Amministrazione a sinistra in cerca di un patto con il Partito democratico. Visto che il progetto a cui il leader di Fratelli d’Italia Massimiliano Bruni stava lavorando allora procedeva a gonfie vele.

Un progetto con gli altri due Partiti di centrodestra che erano all’opposizione, la Lega con Luca Di Stefano e Forza Italia con Serena Petricca.

Nel frattempo, a metà dello scorso maggio il sindaco ha ritirato a Bruni la delega ai Lavori Pubblici. E lo stesso primo cittadino ha annunciato che sta lavorando a un progetto personale per farsi rieleggere dal centrodestra senza tesserarsi. (leggi qui De Donatis senza tessera punta a farsi rieleggere dal Centrodestra).

Senza contare che nella Lega si è innescato un meccanismo che molto presto, questione di giorni, potrebbe vedere il Partito anche in maggioranza. Cioè rappresentato dal consigliere delegato alla Manutenzione, Lino Caschera (leggi qui Ciacciarelli traghetta la Lega in maggioranza a Sora).

Dunque le condizioni oggi sono altre. E il motivo della nomina sta certamente nell’impegno che De Donatis ha preso con Coletta e quindi ha voluto mantenere.   

L’impegno con Coletta e quella commozione rivelatrice

Massimiliano Bruni

Un altro segnale che dava il senso di quanto fosse imminente la sua nomina era arrivato dalla conferenza stampa per la consegna lavori della pista ciclabile. Si è tenuta sabato 20 luglio (leggi qui La pista ciclabile porta segnali di tregua nella maggioranza).

Lo si leggeva dall’atteggiamento di soddisfazione e anche da un pizzico di commozione che traspariva negli atteggiamenti di Coletta. Un senso di orgoglio nel servire la propria città.

Un altro no, in questo infinito stop & go di Coletta verso la giunta era arrivato all’ultimo momento dal gruppo consiliare di Giorgia Meloni lunedì scorso. Durante un incontro fra i consiglieri comunali Castagna, Lecce e Bruni e il sindaco Roberto De Donatis. Al primo cittadino era stato fatto notare che in questo modo l’Esecutivo sarebbe stato troppo sbilanciato a sinistra, con due assessori a Patto Democratico.

Per questo, Castagna e Lecce avevano chiesto di riequilibrare l’assetto mantenendo gli accordi elettorali e restituendo a Fratelli d’Italia la delega ai Lavori pubblici.

L’argomento era stato oggetto di un altro incontro –scontro già due settimane prima. Incontro con il sindaco, scontro fra Lecce e Bruni. Si era risolto con una riunione del Consiglio direttivo. (leggi qui FdI si ricompatta con 17 firme. Sindaco di centrodestra o a lui gradito (quindi pure De Donatis)).

Una sorta di pace interna a Fratelli d’Italia. Che tuttavia è durata soltanto una settimana. (leggi qui Le primarie che spaccano. Scintille tra i Fratelli d’Italia per il tentato stop a De Donatis).

La riserva del sindaco e la nomina

NATALINO COLETTA E ROBERTO DE DONATIS

Nell’incontro di lunedì scorso il primo cittadino si era preso 24 ore per sciogliere la riserva. Su cosa? A proposito della richiesta di Fratelli d’Italia di riequilibrare l’assetto.

Oggi, giovedì 16 luglio, avrebbe dovuto esprimersi. Invece è arrivata la nomina a Coletta. E dal Comune fonti fanno sapere che «non c’è alcun legame fra le due cose». Ossia fra la nomina e quanto sta accadendo in Fratelli d’Italia.

La nomina a Coletta dunque non sarebbe legata alla certezza che i consiglieri Lecce e Castagna nelle ultime ore, con i loro atteggiamenti, avrebbero lasciato intendere. Cioè? Di non voler mettere a rischio la tenuta dell’Amministrazione comunale.

Una posizione che ha messo il sindaco in condizione di procedere con il rimpasto di Giunta.

De Donatis blindato

Gianluca Quadrini con Roberto De Donatis

C’è invece chi un legame ce lo vede eccome fra la presa di posizione di Lecce e Castagna e il decreto di questa mattina.

Il Consiglio comunale si dovrà tenere entro il prossimo 22 luglio per approvare il Bilancio consuntivo 2019. Perché è arrivata la diffida del Prefetto di Frosinone e porta la data del 2 luglio. In quella seduta ci sarà la surroga: Bruno Caldaroni, fedelissimo del sindaco, entrerà in Consiglio.

Se FdI si dovesse spaccare e Bruni dovesse staccare la spina, in teoria l’amministrazione andrebbe sotto con i numeri ed il Bilancio non verrebbe approvato, determinando lo scioglimento anticipato. Perché Roberto De Donatis governa grazie ad un solo voto di vantaggio sull’opposizione.

Ma è così solo in teoria. C’è chi sostiene che l’Amministrazione non corre rischi. Perché ci sarebbe il soccorso azzurro del consigliere Antonio Farina. Che pur sedendo fra i banchi dell’opposizione era comunque stato eletto in maggioranza. Ma soprattutto ha ottimi rapporti politici con il vice coordinatore regionale di Forza Italia Gianluca Quadrini.

Quadrini che sta lavorando per allargare le adesioni al partito in seno al Consiglio comunale di Sora. Quindi avrebbe tutto l’interesse a tenere in piedi l’attuale assetto.