Carlino furbo come Ranaldi, anticipa tutti e disinnesca

Mentre il centrodestra cassinate è diviso dalle beghe fra esponenti dello stesso Partito a fare strategia ci pensa il vicesindaco. Che spiazza D'Alessandro sula paternità dei finanziamenti scolastici. Tutto mentre Enzo Salera non getta ponti, né alle opposizioni tantomeno al Pd. Con il rischio di perdere in maniera definitiva il contatto con Fardelli

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

In attesa della nomina ufficiale dei nuovi Coordinatori comunali di Cassino, il centrodestra cittadino viaggia ancora in ordine sparso. Con poca armonia sia tra i Partiti, che all’interno degli stessi. Un esempio concreto in tal senso è testimoniato dal burrascoso rapporto tra il portavoce e il vice segretario di Fratelli d’Italia: Angela Abbatecola e Gabriele Picano. Idem per quel che riguarda i due Consiglieri della Lega Franco Evangelista e Michelina Bevilacqua.

Appare evidente che Mario Abbruzzese, in questa fase, non ha più alcun controllo sui gruppi consiliari. Tant’è che sempre più spesso diserta le sedute.

Dal movimento civico “Liberi e Forti” fanno notare che lo scranno occupato dall’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio è quello che sarebbe spettato alla lista di Carmine Di Mambro. Lo occupa Abbruzzese solo perché è il candidato sindaco sconfitto al ballottaggio. Per questo gli fanno sapere che se non ha intenzione di occuparsi di Cassino perché impegnato a discettare su temi nazionali, Di Mambro andrebbe volentieri a svolgere il ruolo di Consigliere.

Opere pubbliche e come intestarsele

L’ex sindaco Carlo Maria D’Alessandro

Certamente Carmine Di Mambro avrebbe una maggiore sintonia con i consiglieri della Lega, almeno con il capogruppo Franco Evangelista.

A portare i consiglieri dalla sua parte è stato l’ex sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Ex sindaco che, nei giorni scorsi, è tornato a rivendicare i suoi meriti per quel che riguarda le opere pubbliche e i cantieri aperti. Cosa significa? Proprio in questi giorni il Comune sta simbolicamente consegnando alle dirigenti le scuole sulle quali sono stati ultimati i lavori di adeguamento. La settimana scorsa è stata la volta del secondo istituto comprensivo nel plesso di via Zamosch. Mercoledì ci sarà il taglio del nastro al terzo istituto, la scuola di via Arigni.

Il vice sindaco con delega ai lavori pubblici Francesco Carlino ha mostrato con orgoglio sui social i lavori svolti dall’amministrazione Salera. Lavori che sono stati però svolti grazie a dei finanziamenti ministeriali che aveva ottenuto, poco prima della sfiducia, il sindaco di centrodestra D’Alessandro. È la cosiddetta continuità amministrativa. Significa che se un sindaco cade non vengono revocati i finanziamenti che ha ottenuto ma restano a disposizione della città e vengono gestiti da chi viene dopo di lui.

Carlino, nel mettere in mostra i lavori svolti nel plesso di via Zamosch, ha sottolineato che i finanziamenti erano opera dei predecessori.

Carlo, Carlino e volemosebene

Il consigliere Edilio Terranova, il vice sindaco Carlino, il sindaco Salera, l’assessore alla pubblica istruzione Maria Concetta Tamburrini

Musica, per le orecchie di Carlo Maria D’Alessandro. Che ha quindi commentato: «Carissimo Francesco, non avremo mai le stesse idee politiche e probabilmente saremo sempre su fronti opposti. Ma tu sei il primo dopo 18 mesi di amministrazione che riconosce il mio lavoro per ottenere i fondi necessari per quelle scuole di Cassino. Non posso che ringraziarti di proseguire il lavoro da me iniziato».

«Mi fa piacere che ci sia qualcuno che ha l’onestà intellettuale di dire le cose come stanno. Il fatto che sia tu a seguire questi lavori e a consegnare le scuole ai dirigenti scolastici mi conforta. Perché mi consente di avere la presunzione di pensare che lì con te ci possa essere anch’io, sebbene non presente fisicamente».

Un’abile mossa, dal punto di vista della comunicazione, quella del vice sindaco. Ben sapendo che D’Alessandro avrebbe messo i “puntini sulle ì” lo ha anticipato, attribuendogli i giusti meriti. E, di fatto, spuntando le armi a D’Alessandro che a quel punto si è limitato a un commento al post di Carlino. Perché non avrebbe potuto attaccare l’amministrazione per essersi “fatta bella” con i soldi che lui aveva lasciato in cassa.

Pit bull condannato a ringhiare

Salvatore Fontana, Peppino Petrarcone, Massimiliano Mignanelli

Per l’ex sindaco la linea di Carlino suona come una sconfessione della linea Salera. In realtà è solo una questione caratteriale: il sindaco è molto più “ruvido”, non ama i convenevoli. Ma questo suo carattere inizia però a diventare un punto debole per l’amministrazione proprio in questo momento storico dove c’è bisogno della collaborazione di tutti.

Il sindaco invece non fa nulla per ammorbidire i rapporti con l’opposizione. Per sua fortuna sembra non avere più lo stesso affiatamento il trio Petrarcone-Fontana-Mignanelli. Un esempio? La mozione con la quale si intendeva richiedere che il Comune si costituisse parte civile nel processo “Welcome to Italy”: era stata annunciata da Giuseppe Golini Petrarcone e Salvatore Fontana. Non da Massimiliano Mignanelli. Mozione soffocata nella culla perché poi è stato il capogruppo Dem Gino Ranaldi ad anticipare tutti nel Consiglio comunale di venerdì. Lo ha fatto annunciando che il Comune si costituirà parte civile. (Leggi qui Salera anticipa la mossa e dice ‘Welcome” a Peppino).

Proprio in quel Consiglio, ancora una volta, Peppino si è dimostrato molto aperto al dialogo. Soprattutto con Ranaldi e tanti ex amministratori che in passato hanno governato con lui. Ma non ha potuto fare a meno di rimproverare il sindaco, in quanto – ha evidenziato – non ha mai coinvolto le opposizioni. Come a dire: io ci sono, noi ci siamo. Nel rispetto dei ruoli. Ma spetta al sindaco lanciare segnali concreti, se vuole ricucire.

Melina col Pd e rischio “gabbia”

Salera a dire la verità non ha mai coinvolto neanche il suo partito il Pd, in questa fase. Non lo ha fatto neanche prima e sembra non ne abbia intenzione. Il giorno fatidico è infatti arrivato: 30 novembre 2020.

Il capogruppo Gino Ranaldi

Entro questa data si sarebbe dovuto svolgere il congresso, aveva promesso proprio il sindaco. Ma ad oggi non c’è nemmeno l’ombra di una convocazione per le prossime settimane. Con ogni evidenza si svolgerà nel 2021 con il nuovo tesseramento.

Significa cioè che tutti gli schemi e i nomi attuali potrebbero saltare, a meno che non venga decisa, da ora, una data per svolgere il congresso entro il mese di dicembre. E poi non ci siano deroghe con la scusa del Covid.

Una domanda sorge spontanea: a chi giova tutta questa melina? E ancora, restando al Pd e al centrosinistra: a chi giova tenere ancora in purgatorio Luca Fardelli? La tessera Pd gli è stata negata a termini di Statuto: alle scorse elezioni non ha appoggiato il candidato sindaco del Partito. per almeno due anni deve stare fuori.

Beninteso: il consigliere comunale Fardelli eletto con la civica “Bene Comune” non elemosina posti in maggioranza, ma certamente sarebbe gratificato a portare le sue istanze al sindaco superando l’attuale guerra fredda. Il sindaco è ad un bivio: può aprire una linea di dialogo a prescindere dal semestre che ancora manca prima che finisca la ‘punizione’ per il Consigliere. Oppure può decidere di ignorare la presenza di Luca Fardelli sine die e considerarlo fino alla fine un suo avversario.

Il rischio è che la scelta possa essere né di natura politica né di natura amministrativa. Salera potrebbe restare ingabbiato nel “cerchio magicoche non vuole un ritorno al dialogo con Fardelli. Quello stesso cerchio magico che nel 2016 impedì a Petrarcone di aprire al circolo del Pd. Poi tutti sappiamo come sono andate a finire le elezioni di quell’anno: Carlo Maria D’Alessandro ancora oggi può vantare di avere amministrato.

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