2021 con il botto: Ernesto Tersigni si candida a sindaco

Il si arrivato a ridosso del cenone di capodanno: Tersigni ricandidato sindaco di Sora. Il centrodestra converge su un candidato unitario. Ma la Lega vedrebbe bene anche Ernesto. Di Stefano punta a una sua coalizione. De Donatis vuole tentare il bis

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

Le ultime ore prima della fine del 2020. Sono state loro a vedere la nascita di due accordi. Che disegneranno lo scenario politico del 2021 a Sora, condizioneranno il percorso verso le elezioni amministrative di primavera.

Tersigni ci riprova

Non voleva ricandidarsi il già sindaco di Sora (dal 2011 al 2016) Ernesto Tersigni. Lo aveva abbondantemente anticipato ad Alessioporcu.it alla fine di giugno del 2019. Diceva all’epoca che in tanti glielo stavano chiedendo, anche elettori delusi del suo successore Roberto De Donatis. Giurava che a lui non interessava. Soprattutto perché era spuntata l’ipotesi di candidatura di Eugenia Tersigni. Un’ipotesi che però ora è quasi certamente tramontata. Perché lei avrebbe scelto di concentrarsi sul lavoro e non farsi tentare dalla politica.

ERNESTO TERSIGNI

Nel frattempo le pedine hanno iniziato a posizionarsi sulla scacchiera. Nei diciotto mesi trascorsi da quella dichiarazione lo scenario politico è molto più chiaro. La squadra del sindaco Roberto De Donatis si è frantumata, il centrodestra punta a superare le divisioni e riaggregarsi, figure alternative come Luca Di Stefano hanno dovuto modificare i piani per via delle polemiche interne.

Sono stati anche questi elementi dello scenario a convincere Ernesto Tersigni a cambiare idea ed a dare la sua disponibilità a candidarsi a sindaco per le elezioni comunali di Sora 2021. A spingere più di tutti è stato il suo già assessore al Bilancio Agostino Di Pucchio, che è anche segretario particolare del presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo. Di Pucchio è convinto che ci sia dello spazio politico da poter occupare. Tutti sono in posizione di attacco ma immobili. Aspettando che qualcun altro faccia la prima mossa.     

Il Centrodestra ha il nome

In realtà qualcuno la prima mossa l’ha fatta. Poco prima del cenone di Capodanno.

C’è il nome del possibile candidato sindaco del centrodestra su cui far convergere Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Ci sono trattative in corso con decisioni che arriveranno già nei prossimi giorni.

Ma soprattutto c’è un’intesa tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. Che sbarra la strada a un bis per De Donatis. Finora soltanto la Lega ha risposto all’appello lanciato dal sindaco per federare il centrodestra, mentre sul suo nome è scattato il veto degli altri due alleati.

Il nome individuato da Fratelli d’Italia e Forza Italia non è quello di Ernesto Tersigni.

C’è un paradosso: l’ex sindaco Tersigni potrebbe essere il nome di riserva della Lega.

 Due scenari per la Lega

Gianfranco Rufa e Claudio Durigon. Foto © Stefano Carofei / Imagoeconomica

Ci sono a questo punto due opzioni per la Lega.

La prima opzione: condivide il nome unitario già individuato da FdI e FI. Significa scaricare Roberto De Donatis.

La seconda opzione: la Lega sostiene la candidatura di Ernesto Tersigni. Addirittura la propone come espressione di tutto il centrodestra a Sora. Ne è convinto il senatore Gianfranco Rufa, commissario della Lega a Latina ma molto presente su Sora.

Non ha condiviso le mosse di Lino Caschera, che a nome della Lega aveva fornito il suo endorsement al sindaco un minuto dopo la fine della conferenza stampa di fine anno, lo scorso 5 dicembre. È la conferenza in cui De Donatis si era proposto come il federatore del Centrodestra.

De Gasperis dice no a Bifera

A proposito di Lega e di sostegno alla candidatura di Ernesto Tersigni, ormai si sta sondando il terreno su più fronti con incontri e proposte a 360 gradi. L’idea è quella di fare un raggruppamento, sul modello della Piattaforma civica del 2016 e magari anche con qualche pezzo della attuale maggioranza. Si sta lavorando su Lino Caschera, viste le simpatie per il progetto che si sta costruendo attorno a Ernesto già espresse dal senatore Rufa.

Stefano Bifera con il leader del Polo Civico Pizzutelli

Un ruolo centrale sembra averlo assunto il coordinatore cittadino di Polo Civico Stefano Bifera, che già nelle scorse settimane era stato l’intermediario dell’incontro con Luca Di Stefano

Nelle scorse ore Bifera si è recato a casa del consigliere di maggioranza Francesco De Gasperis, il cui gruppo esprime anche il vicesindaco Fausto Baratta. Gli ha proposto di entrare in coalizione con Tersigni.

La risposta ricevuta è stata: “Abbiamo una parola sola”. Aggiungendo: “Puoi anche evitare di andare da Fausto”. Ossia il vicesindaco.

Non deve essere stato difficile per De Gasperis liquidare Bifera, visto che già nel recente passato non aveva avuto peli sulla lingua nel parlare chiaramente a De Donatis (leggi qui Una cena da Baratta per giocare al “tromba-sindaco”) e al coordinatore regionale di Cambiamo, Mario Abbruzzese (leggi qui Una telefonata per mollare il sindaco).

E Luca dove va?

La posizione di De Gasperis e Baratta si deve leggere alla luce di quello su cui sta lavorando Luca Di Stefano. I due hanno sposato il progetto grazie al quale l’ex capogruppo della Lega punta a candidarsi a sindaco e arrivare al ballottaggio. (leggi qui Di Stefano l’ha fatto: addio Lega, ora è Made in Sora)

L’esito dipenderà dalle alleanze che si riusciranno a stringere prima del voto. Su cui Luca sta lavorando da tempo. Con lui, oltre a De Gasperis e Baratta, fra gli altri ci sono l’ex assessore Umberto Geremia, il consigliere Alessandro Mosticone e Maria Paola D’Orazio.

Ma è proprio quest’ultima, attuale capogruppo consiliare del Pd in opposizione, a rallentare Di Stefano. Perché, in teoria, anche lei sta lavorando per essere la candidata a sindaco di un centrosinistra sorano che, in pratica, è frantumato e alla fine potrebbe ritrovarsi in parte con De Donatis e in parte anche con Ernesto Tersigni.

Il coordinatore dimissionario di un Pd commissariato, Enzo Petricca, tifa per lui. A sciogliere il nodo dovrebbe arrivare la nomina del sub commissario Dem, attesa in queste ore.    

Sfiducia prima del voto ?

Nonostante sia sempre più accerchiato da assessori e consiglieri comunali di maggioranza che ormai hanno scelto e che alle prossime elezioni staranno da un’altra parte, il sindaco in carica non si dà per perso. Sicuro del lavoro svolto non è disposto a fare un passo indietro.

Anzi nella conferenza stampa di fine anno ha annunciato la sua ricandidatura chiedendo sostegno all’attuale maggioranza proponendosi come il federatore del Centrodestra. Proposta ad oggi destinata a cadere nel vuoto.

Roberto De Donatis

Sostiene di avere tre liste: quella a cui sta lavorando il capogruppo di Forza Italia in Provincia Gianluca Quadrini, quella di Patto Democratico e un’altra che certamente sarà la cosiddetta Lista del Sindaco. Tuttavia potrebbero non bastare per arrivare al ballottaggio. Soprattutto perché Roberto De Donatis in campagna elettorale potrebbe non essere più sindaco. E quindi perdere quel vantaggio che di solito hanno gli amministratori uscenti.

A cosa si deve questo rischio? Alla concreta possibilità di staccargli l’ossigeno, non appena sarà stato definito il progetto di centrodestra, e far commissariare il Comune. Solo qualche mese. Giusto il tempo per impedire a De Donatis di stare nella stanza dei bottoni in campagna elettorale.    

Troppi contano sulla frammentazione

Sul fronte politico l’inizio del 2021 sarà complicato. In troppi scommettono sulla frammentazione, ciascuno convinto di poter arrivare al ballottaggio con due o tre liste.

Non mancano minacce di candidature a sindaco per alzare il prezzo nelle trattative. Alla fine, chi vorrà veramente giocare la partita dovrà avere il coraggio di fare un passo indietro e arrivare a compromessi prima del voto. Altrimenti niente ballottaggio.   

Ma soprattutto occorrerà un sindaco che abbia competenze e capacità amministrative e di gestione. E che sia forte politicamente. Perché nel 2021 a Sora, una città che conta 26 mila 500 abitanti, come in tante altre grandi città colpite duramente dalla pandemia del Coronavirus ci sarà molto da ricostruire. Sotto vari aspetti. Si dovranno gestire i fondi europei per la ricostruzione post pandemica. La situazione sanitaria è tragica al punto che ci sta già lavorando De Donatis insieme alla Asl. Gli scenari socio-economici sono difficilissimi e si prevedono tempi duri.

Nel frattempo si gioca a decidere chi gettare fuori dal carro. La coesione sociale deve necessariamente ripartire dalla politica.