Tutti gli uomini di Carlo ‘il deposto’ D’Alessandro (di M. Molisani)

FOTO: ELABORAZIONI PANAMA PAPERS

Nel bene e nel male, Carlo Maria D'Alessandro non ha governato da solo. Ecco una carrellata dei protagonisti sui quali più ci siamo accaniti durante questi 2 anni e 8 mesi di governo

Mario Molisani

L'ombra nei palazzi del potere

Ci sono due tipi di uomini: quelli che fanno la storia e quelli che la subiscono“. E’ un vecchio adagio di Camilo José Cela, scrittore spagnolo, membro di spicco Real Academia Española, nel Barrio de los Jerónimos, Madrid. Olé!

E’ un inciso questo che può essere sicuramente accostato alla vita amministrativa della maggioranza guidata dal Sindaco di Cassino Carlo il Deposto D’Alessandro.

Il suo mandato durato due anni, 7 mesi e 28 giorni, è stato scandito da contraddizioni, faide interne e poche iniziative azzeccate. Ma non va dimenticato un dettaglio: Carlo il Deposto D’Alessandro non era solo mentre faceva quelle scelte. Ecco, quindi, tutti gli uomini di questa storia che racconta le gesta di quella che è stata etichettata “la peggior amministrazione della storia dal dopoguerra ad oggi” (copyright: membri che hanno fatto parte di quella stessa maggioranza).

Carlo Maria D’Alessandro

Per noi anche Carlo Snellissimo D’Alessandro o Carlo tornerò snellissimo D’Alessandro o Carlo Magno…. qualcosa a seconda del periodo di festa superato con i numeri della sua maggioranza. Abbreviato CMD’A.

Il suo mandato è stato influenzato (in negativo) dalla consegna ad Acea degli acquedotti comunali, nonostante le promesse della campagna elettorale e quelle da primo cittadino di Cassino secondo cui mai avrebbe “ceduto gli impianti idrici al gestore del servizio idrico integrato della provincia di Frosinone”. Ipse Dixit.

Passerà la storia per essere stato il Sindaco che ha dichiarato il dissesto finanziario del Comune di Cassino, dall’oggi al domani dopo aver dichiarato che avrebbe fatto “l’impossibile per salvare le casse dell’ente“. Un’altra volta: “ipse dixit”.

L’abbiamo detto più volte, per fare il Sindaco non basta essere “una brava persona“. Carlone purtroppo per lui è stato soprattutto quello.

Carmelo Geremia Palombo

Anche detto Carmelo celhopiùduroditutti Palombo ed alla fine lo ha anche dimostrato, in parte. E’ stato vicesindaco di CMD’A, assessore alla Polizia Municipale, alla Sanità ed alla Sicurezza.

In molti l’hanno ribattezzato l’assessore “dell’ora di pranzo“. Frequentava il palazzo, infatti, dalle 13 alle 14, dopo essersi occupato prima della sua professione e dopo della bicicletta. La sua vera grande passione.

Per il resto a parte il fatto di essere stato “uccellato” per aver sfidato il redivivo commander Mario il Tronista Abbruzzese, e di non aver mai ceduto alle proposte “poltronifiche” per rientrare in maggioranza con la sua Lega, di cui è diventato anche coordinatore provinciale, nulla da segnalare.

Benedetto Leone

Per noi simpaticamente Benedetto Largo al Factotum Leone oppure Benedetto Social et poi Labora Leone vista la facebookpatia acuta sviluppata nel corso del suo mandato.

Ora Benedetto L’agricoltore Leone.

E’ stato grande faccenderie come da sua tradizione, la mano invisibile di M.A. L’anello di congiunzione tra il commander e Carlone che ha fatto sempre finta di non accorgersi che quando il buon Leone entrava trafelato nella sua stanza per decantare le sue storie, arrivava direttamente dagli studi di Piazza Labriola, numero 49 – secondo piano. Cioè la sede della direzione politica, in cui il leader del Partito di maggioranza relativa dettava gli obiettivi, lasciando poi alla parte amministrativa il compito di raggiungerli. Spesso però senza riuscirci.

Benedetto Largo al Factotum Leone è stato Assessore ai Servizi Sociali, con i suoi 13 progetti, prontamente annunciati urbi et orbi. Su varie tematiche è stato l’unico a muovere qualcosa. Per le opposizioni bravo a fare ammuina.

Rassegna le sue dimissioni, per cercare di ripulire la sua immagine dal fallimento dell’amministrazione di cui è stato un esponente di spicco: lo ha dichiarato ai suoi fedelissimi. Lo ha fatto a pochi giorni dalla tragica mattinata del 18 febbraio, per molti è stato l’atto che ha fatto pensare che i giochi erano inesorabilmente finiti. Il futuro insegnerà a qualcuno, come successo a Schettino.

Beniamino Papa

Oppure Beniamino il Serafico Papa, assessore all’Urbanistica del Comune di Cassino. Riferimento in giunta della lista ReAzione di Peppe Torcicollo Di Mascio. Entrambi fedelissimi insieme ad Angelo El Jardinero Panaccione di Carlone, o meglio di Mario Il Tronista Abbruzzese con il quale avevano architettato il “paccotto” sulla Rigenerazione Urbana che è stato, svelati gli inghippi, l’inizio della guerra di logoramento che ha portato alle dimissioni di massa del 18 febbraio 2019.

Ulderico Schimperna

Per Alessioporcu.it è stato Ulderico Rombodituono Schimperna in virtù della sua eroica passione calcistica per il glorioso Cagliari. Assessore al bilancio tra Caterina Di Giorgio (28/06/2016 – 06/02/2017 ) e Aurora Rijtano (15/10/2018 – oggi), al secolo moglie di Vincenzo Baciamo le mani Marrone, colui che nonostante le dichiarazioni rassicuratorie del sindaco aveva il polso delle casse del Comune di Cassino prossimo all’inevitabile default.

In carica dal 10 febbraio 2017 al 31 luglio 2018, costretto a lavorare sul dissesto quasi in una notte nonostante predicasse il “game over” da mesi dopo aver preso atto dello stato dell’ente.

Rassegnò le sue dimissioni dopo diverbi sia con Mario Il Tronista Abbruzzese e Benedetto Social et poi Labora Leone. (leggi qui La parabola di Schimperna, da salvatore del Bilancio a capro espiatorio). Da buon “rombodituono” non è mai tornato indietro sui suoi passi.

Dana Tauwinkelova

Detta tra le nostre righe Dana Furia C(i)eca Tauwikelova per le sue origini, nata a Brno in Repubblica Ceca, ma forse più italiana di molti. Ma quel nome le era stato affibbiato anche per la miopia politica che l’ha contraddistinta nei suoi primi mesi di mandato.

Assessore ai LL.PP. e all’ambiente dal 26 giugno, poi ha capito come funzionava: ed ha aperto gli occhi. Tanto che ogni qual volta è stata messa alla berlina da suoi colleghi, ha sempre ricevuto la solidarietà del popolo.

Ha lavorato, anche molto, ma forse non è riuscita a raccogliere i frutti i sperati.

Emanuele Dell’Omo

Luogotenente in congedo dei carabinieri dal 5 ottobre 2018 fino ad oggi assessore alla polizia Municipale. Detto Emanuele Piazza Pulita Dell’Omo, è stato presentato nella conferenza stampa più schizofrenica della storia. Un evento dove il neo assessore ha dichiarato davanti Carlone, sindaco da due anni e quattro mesi che la città era insicura. (leggi qui Sottufficiale e Assessore: il luogotenente Dell’Omo in giunta a Cassino)

La domanda che tutti si sono posti in quel frangente è stata: ma chi amministra la città dal 2016?

Dino Secondino

Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Cassino fino alla resa dei conti. Uno dei consiglieri dissidenti, quello forse di più prestigio, tanto da meritarsi sempre l’appellativo di Divino, perchè da anni fido collaboratore di Mario il Tronista Abbruzzese.

Si è sempre contraddistinto per il suo acume polito è stato membro del famigerato “cerchio magico”, poi definito “cencio magico” insieme a CMD’A, Benedetto l’agricoltore Leone, Paola La Professora Verde e M.A., attraverso il quale è stata gestita l’attività amministrativa nel primo anno e mezzo di amministrazione D’Alessandro.

Molti dicono che è entrato a far parte dei dissidenti perchè a capo della segreteria del consigliere regionale Pasqualino settebellezze Ciacciarelli che, in campagna elettorale, ha accompagnato in lungo e in largo per tutto il territorio provinciale, è stato scelto Danilo Il Signore delle Cravatte Magliocchetti anzichè lui.

In aula è stato sempre autoritario e risoluto. Epici i suoi scontri con Giuseppe Sebastianelli e con il Comitato NO Acea.

Rossella Chiusaroli

Rossellissima Tacco 12 Chiusaroli si è meritata questo appellativo per la sua mise sempre caratterizzata da tacchi vertiginosi. Sempre combattiva anche se a volte poco lucida ha caratterizzato l’azione amministrativa con le sue sfuriate, da molti etichettate come uscite ad c……. (da intendersi in locuzione latina).

Storica la sua caduta al termine di un incontro burrascoso in maggioranza mentre cercava di raggiungere qualche collega che andava via sbattendo la porta. (leggi qui Pugni, lividi, urla e ultimatum nella riunione di maggioranza)

Non si è mai sottomessa alle regole del Commander, da sempre dissidente, ha messo sempre a nudo i giochi politici architettati dai pochi. Da mesi in sintonia con Dino Il Divino Secondino, dopo avergliene dette di cotte e di crude.

Gianluca Tartaglia

Soprannominato da noi Gianluca Grattaevinci Tartaglia è stato delegato ai Servizi Cimiteriali. Dissidente, molto appiattito sulle posizioni di Rossellissima Tacco 12 Chiusaroli. Null’altro da segnalare. Se non la sua lealtà: verso il gruppo e verso la città.

Nel corso delle riunioni dei dissidenti è quello che più degli altri sottolineava un aspetto: “La città non sopporta più questa maggioranza”.

Antonio Valente

L’ultimo ad aggiungersi nelle file dei dissidenti, detto tra queste righe anche Antonio Pennellone Valente. Viene da lontano. da lontanissimo. Era uno degli enfant prodotte che all’inizio degli Anni 90 disegnava Forza Italia a Cassino con il compianto Freddy Geraci.

C’era anche quando cadde l’amministrazione Scittarelli. Fu il bersaglio sul quale per settimane spararono le artiglierie che volevano forzare la mano al sindaco. All’epoca disse “Se è la mia delega che vogliono, dategliela subito”. Oggi ha restituito la cortesia. Sparando pochi ma micidiali colpi verso il quartier generale di quelle artiglierie che una ventina di anni fa lo misero sotto attacco.

Determinando la caduta finale di D’Alessandro.

Francesco Evangelista

E’ stato l’uomo in prima linea, finchè a potuto, dell’amministrazione D’Alessandro tanto da meritarsi l’appellativo di Francesco Black & Decker Evangelista.

Dalle 6 del mattino, con le scarpe anti infortunistiche ha controllato e pianificato i lavori degli operai del comune di Cassino, prima da consigliere delegato alla manutenzione, poi, da Assessore ai LL.PP al posto della sua fedelissima Dana Furia Ceca Tauwinkelova.

Molti anche i suoi “scazzi” in polemica con qualche funzionario del Comune o con Mario il Tronista Abbruzzese, tanto da determinarne l’allontanamento volontario dalla “trincea” fino alle dimissioni da consigliere comunale. Per molti però interpretate come il preludio all’ingresso in giunta. Pianificato proprio con chi voleva far passare come suo carnefice.

Gianrico Langiano

Detto anche Gianrico Bellachioma Langiano, ultimo consigliere fedelissimo a M.A. Presidente della Commissione Bilancio, scelto a tavolino per contrastare le bordate sulla gestione contabile che partivano da Enzo Salera, l’ex ministro delle Finanze della precedente giunta di Centrosinistra.

Un compito non facile, contrastare un Salera che sui conti ha tratti a ridosso del maniacale. Il rischio – per chiunque nel confronto – era quello di apparire fuori luogo e poco documentato. Invece, il bocconiano dalla folta chioma ha dimostrato di avere anche un cervello sotto la generosa dotazione tricologica.

Nell’ultimo periodo ha dovuto svolgere un lavoro politico non indifferente in quanto unica arma concreta a disposizione del Commander.

Robertino Marsella

Da sempre anima critica all’interno della maggioranza di CMD’A, fido scuderio di Carmelo Celhopiùduroditutti Palombo, Robertino Solo di nome Marsella è stato l’uomo in prima linea della Lega, colui che in consiglio comunale ha manifestato la schizofrenia del Carroccio.

Pronti a lasciare la maggioranza ma sempre ad essa leali. Il tutto e il contrario di tutto fino alla definizione della linea dura, il registro aperto dal notaio per raccogliere le firme necessarie a far cadere il Sindaco è stato un gesto plateale, ma che non ha prodotto alcunche. E i leghisti lo sapevano altrimenti non lo avrebbero fatto.

In ultimo uno scampolo di coerenza. La firma davanti al segretario generale che ha decretato la fine dell’era D’Alessandro.

Claudio Monticchio

Ribattezzato Claudio Nonsense Monticchio. Abbiamo detto tutto. E nonostante questo, con la sua ultima dichiarazione da Consigliere in carica, lui è riuscito a dire anche di più. (leggi qui Bye bye Carlo Maria: dimissioni in massa. Fine del governo D’Alessandro)

Rosario Franchitto

Ribattezzato Rosario Reset Franchitto è stato consigliere comunale alle deleghe “dormienti” (ndr) al Turismo ed allo Sportello Europa. Un ufficio in cui le imprese del territorio avrebbero dovuto trovare le necessarie informazione sui Bandi Europei a cui Oriana Fallaci avrebbe sicuramente scritto una lettera, quella ad uno sportello mai nato.

A livello politico con Franchitto non si è mai capito niente. Ore ed ore di discussione per poi ripartire sempre da zero, da qui il soprannome Reset.

Ha ottenuto un assessore di riferimento Chiara Iadecola, con cui ha prodotto poco o nulla. Velleità che gli sono costate la cacciata dal partito Fratelli d’Italia che rappresentava in consiglio comunale.

Giuseppe Sebastianelli

Per tutti, tranne per lui stesso, Peppe Stampella Sebastianelli. Non ce ne voglia ma i numeri dei consigli comunali certificano che una mano a questa maggioranza l’ha sempre data, quando ce ne era bisogno. Una stampella su cui Carlone ha potuto sempre poggiare le sue pesanti e affaticate gambe.

Non appone la firma davanti al segretario comunale dopo averla messa sul registro davanti al notaio. L’ultimo insperato aiuto non ha prodotto però alcunchè. Tutti a casa.

Enzo Salera

Soprannominato Enzo Pitbull Salera anche se di morsi ne ha dati pochi, ma ben assestati. Ha perso l’aggressività dei giorni migliori, ma ha colpito quando ha potuto. Sui numeri ha dimostrato di tenere testa a chiunque, dalla poco esperta Di Giorgio, sul quale è stato mosso anche a pietà, al più affermato e diligente Ulderico rombodituono Schimperna.

Si gode il momento, il suo purgatorio è finito prima del previsto.

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