Uno storico Sacco di semi: la Green Valley germoglia

A Roccasecca parte la piantumazione di canapa industriale: per la bonifica e la produzione di prodotti green. A Ceccano la “cugina” BioSaccoValley diventerà un Faro per il bando ministeriale per l’economia circolare. A San Giovanni Incarico ci sono già ettari ed ettari a disposizione per la coltivazione della cannabis sativa. La domanda, a questo punto, è: gli altri Comuni?

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

A Cesare quel che è di Cesare. Sono soprattutto tre le cittadine della provincia di Frosinone proiettate verso l’agognata Transizione Ecologica: Roccasecca, Ceccano e San Giovanni Incarico. Oggi a Roccasecca, non più terra di discarica ma di Pnrr, sono stati piantumati i primi semi di canapa industriale per il progetto della Green Valley: bonifica dei terreni industriali attraverso piante capaci di assorbire i veleni; poi vendita delle piante cariche di metalli per ricavarne bioplastiche ed imballaggi green.

È una giornata storica questo 4 maggio 2022. (Leggi qui È bello camminare in una Valle Verde: avanti il prossimo. E poi qui Rifiuti? A Roccasecca ormai si piantano semi di Green Valley e Pnrr).

Biodepurazione

A Ceccano è stato già da tempo sperimentato un progetto pilota di fitodepurazione: la BioSacco Valley, finanziata da Comune e Regione Lazio. È prossima a diventare un Faro (un modello) per il bando ministeriale per la Transizione Ecologica. L’evoluzione del piano è stata dettata dalla Green Valley: non limitarsi al disinquinamento (dove voleva fermarsi Ceccano) bensì entrare nella sempre più fiorente filiera della canapa. (Leggi qui Dalla “BioSacco Valley” alla “Green Valley” e poi qui Ora chiamatela BioSacco & Green Valley).

A San Giovanni Incarico, non da ultima, è ormai prossima la costituzione della prima Cooperativa di comunità del Lazio votata all’agricoltura: principalmente alla coltivazione della cannabis sativa. Che bonifica e può essere riciclata più volte, fino alla destinazione finale: lasciando dietro di sé zero rifiuti.

Lo insegna anche il giovane team ciociaro Engine4You con l’ecosistema Gaia: le tre vite della canapa. (Leggi qui Nasce il Reddito di Comunità, poi qui La Coop? Non è ancora nata, ma già spopola e, infine, qui Già dieci ettari: parte la rigenerazione rurale).

4 maggio 2022: a Roccasecca si fa la storia

Il taglio del nastro nel primo ufficio per l’Economia Circolare in provincia di Frosinone

«Una giornata storica che segna un reale cambio di passo nello sviluppo del territorio», dichiara il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco. Si è battuto cinque anni per la chiusura della discarica provinciale di Cerreto. Non l’ha ottenuta. E quando i tribunali gli hanno dato ragione s’è riunito il Consiglio dei Ministri per tenerla aperta in deroga alla legge. La discarica ha chiuso quando il gestore Mad ha deciso di non proseguire nell’attività. La Regione lo ha diffidato e gli ha disposto di proseguire, apliando con un quinti invaso: Mad non ha proceduto. Il sindaco ne ha approfittato per voltare pagina.

Lo scorso anno ha inaugurato, assieme al presidente del Cosilam Marco Delle Cese ed alla sottosegretaria ciociara alla Transizione Ecologica Ilaria Fontana, il primo Ufficio dell’economia circolare a livello provinciale. E ora avrà il suo da fare con la Valle Verde.

Oggi nella zona industriale di Roccasecca, in un terreno comunale, è iniziata la semina in collaborazione con il Consorzio per lo sviluppo del Lazio Meridionale (Cosilam) – ormai assorbito dal Consorzio industriale del Lazio – e l’Agricola Happy Hill, specializzata nel settore. Perché l’apporto del privato, come nel caso del Laboratorio Agricolo Ciociaro a Ceccano, è fondamentale.

A Ceccano si accende un (progetto) Faro

L’assessore Riccardo Del Brocco consegna i dati della fitodepurazione al giovane team Engine4You

Nella Contea, prossima a una nuova coltivazione in ottica Green Valley, era stata piantumata negli anni scorsi un’area. Lo aveva fatto Futura 75: in tre mesi ha ridotto del 30% la concentrazione di beta-esacloricloesano, lo scarto dell’insetticida lindano che avvelenò la Valle del Sacco. I dati sono stati messi a disposizione sia del Comune di Roccasecca che del team Engine4You.

La prima amministrazione guidata dal sindaco Roberto Caligiore ha creduto e investito in un progetto promosso da tre ceccanesi: la biologa Antonella Del Brocco, la ricercatrice Alessandra Tiberia e il perito agrario Luigi Mosillo.

Riccardo Del Brocco, assessore all’Ambiente nella Giunta Caligiore 2, ha poi creato un ponte con il Cosilam e la Green Valley: non “solo” bonifica, ma anche commercio della canapa industriale. Prossimamente la Plasta Rei ne avrà un certo bisogno. (Leggi qui Borgomeo scommette sulla plastica del futuro).

Dal seme nasce la canapa che diventa plastica

Uno dei sopralluoghi nelle aree destinate a diventare parte della Green Valley

A Roccasecca, invece, sono state seminate altre due tipologie certificate dal Crea: Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, ente di ricerca vigilato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf).

Sono due storiche varietà italiane: la Carmagnola Selezionata e l’Eletta Campana, particolarmente impiegate proprio per la produzione di bioplastiche. Tra l’altro hanno anche una rispondenza agricola con il territorio.

La raccolta avverrà nel prossimo mese di settembre. Verrà nuovamente analizzato il terreno, in modo da accertare gli effetti fitodepurativi, e verrà quantificato il legno prodotto: il canapulo. Non serve dire che, a seconda della varietà, possono anche essere vendute le infiorescenze: non solo per la cannabis light, ma anche per prodotti alimentari, cosmetici ed edili.  

Sacco: “Svolta epocale per questa terra”

La discarica di Cerreto (Roccasecca)

Sacco, del resto, continua a definirla una rivoluzione nell’approccio al governo dello sviluppo locale. Qualche tempo fa, indossata la fascia di sindaco capofila dell’economia circolare, ha anche suonato la sveglia a tutti i suoi omologhi: per far partire la Green Valley dal Cassinate e farla arrivare fino alla Valle del Sacco. Tra i vari interessati spicca indubbiamente anche il Comune di Anagni: il sindaco Daniele Natalia sposerà il progetto nato a Roccasecca, intrecciato con quello di Ceccano e ulteriormente sviluppato a San Giovanni Incarico.   

«Quella che sembrava una sfida impossibile è diventata una partita che ci stiamo giocando e che vogliamo vincere – sottolinea il sindaco Sacco -. Una svolta epocale che può trasformare in realtà un sogno e capovolgere i destini di una terra troppo spesso maltrattata».

A Roccasecca tutt’altro che immondizia

Il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco

Da cittadina dei rifiuti a simbolo del riscatto ambientale: questa la storia che vuole scrivere il sindaco Sacco.  «I semi che sono stati gettati nel terreno faranno germogliare piante che serviranno a purificare la terra, a bonificarla zolla per zolla. Allo stesso tempo però diventeranno il combustibile che alimenterà la nascita di un nuovo tipo di sistema produttivo ecosostenibile e innovativo, che ci auguriamo possa avere ricadute anche sull’occupazione».

Non c’è alcun dubbio: le avrà. Non per niente il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha come seconda missione la Rivoluzione Verde: con tanto di oltre 5 miliardi di euro investiti sull’agricoltura sostenibile. A San Giovanni Incarico, d’altronde, stanno creando una Cooperativa agricola comunale che genererà lavoro, ripopolamento e senso di comunità. Il progetto parte direttamente dal sindaco Paolo Fallone.

A crederci sin da subito è stato anche il presidente del Cosilam Marco Delle Cese. Di Sacco ha già detto che «ha indicato la strada a un intero comprensorio». Ma lui, come accentuano da Roccasecca, «è stato il motore di questo progetto assieme ad altri player nazionali». Per la tutela dell’ambiente lo sviluppo sostenibile.  

E poi c’è il Sin della Valle del Sacco

Un divieto di coltivazione e allevamento nella Valle del Sacco

Il sindaco Giuseppe Sacco, in conclusione, non commenta né positivamente né negativamente la controversa richiesta avanzata dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: per la sospensione del Sito di interesse nazionale della Valle del Sacco. Nel senso che verrà sbloccata e sburocratizzata l’industria che non rientra entro i cento metri dal fiume. (leggi qui Catalent, Zingaretti annuncia la fine del Sin: “È figlio di errori ed illusioni”)

Non va dimenticato che il Sin comprende principalmente ex aree industriali dismesse e fallite, in via di caratterizzazione ambientale (carotaggio e analisi) e Messa in sicurezza d’emergenza (Mise). I siti orfani, rimasti fuori dalle perimetrazioni, potranno essere eventualmente bonificati anche grazie alla piantumazione di canapa industriale.

Del resto è stata approvata ormai da oltre cinque anni la Legge regionale numero 1 del 2 febbraio 2017: “Interventi per promuovere la coltivazione della canapa (Cannabis Sativa) per scopi produttivi, alimentari ed ambientali e relative filiere”. Lo Stato, la Regione e pure il Consorzio industriale, ente intermedio per la gestione dei fondi Pnrr, sostengono la fitodepurazione e la produzione di eco-prodotti.  

«In questi giorni ho ascoltato tante dichiarazioni in merito al problema del Sin Valle del Sacco – dice lkl sindaco Giuseppe Sacco -. Da una parte la necessità di tutelare l’ambiente, dall’altra i tempi e la velocità del sistema produttivo. A Roccasecca abbiamo cercato di dare una risposta al quesito su come si tengono insieme ambiente ed industria. Abbiamo indicato una via, quella della produzione di canapa, perché la transizione ecologica è prima di tutto transizione delle idee, l’autentica svolta per questo territorio».

La rotta è tracciata: grazie a uno storico sacco di semi di canapa industriale. Basta seguirla. E la sveglia suona per la seconda volta.

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