I protagonisti del giorno. Top e Flop del 31 ottobre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

NICOLA OTTAVIANI

Il consiglio comunale di Frosinone ha approvato alla unanimità la mozione urgente (di Adriano Piacentini e Danilo Magliocchetti). Mozione avente ad oggetto la richiesta di destinare i fondi europei all’ampliamento dell’assistenza ospedaliera del capoluogo.

Il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani aveva proposto che una quota degli oltre 200 miliardi di euro concessa attraverso il Recovery Fund fosse utilizzata per l’ampliamento dello Spaziani. In un momento in cui tutti vanno dietro ai titoli ad effetto, Ottaviani punta alla sostanza e guarda in prospettiva. In futuro ci saranno altre pandemie. E l’unico modo per imparare la lezione è prepararsi. (Leggi qui Dr Sindaco e mr Segretario: la ‘trappola’ dello Spaziani 2).

Nicola Ottaviani Foto © Stefano Strani

Ha detto Ottaviani: «Dobbiamo prendere, tutti, atto di una circostanza. Che l’attuale ospedale ‘Fabrizio Spaziani’ non ha locali e funzionalità per poter essere destinato, contemporaneamente, a struttura Covid. Né a struttura sanitaria ordinaria. Questo tenuto conto del fatto che, quando venne progettato e realizzato, le odierne condizioni socio-sanitarie erano del tutto impensabili. L’ampliamento della struttura può costituire una proposta di altissimo livello. E utile, non solo per l’intera provincia di Frosinone, ma per tutto il basso Lazio. Peraltro una delle poche rientranti nei requisiti di sostenibilità, di innovazione sanitaria. E di investimenti infrastrutturali. Investimenti alla base delle condizioni di ammissibilità per i progetti finanziati dall’Europa con lo strumento del Recovery Fund».

«Il fatto che l’intero consiglio comunale di Frosinone, superando le normali differenze tra maggioranza e minoranza, abbia approvato la mozione alla unanimità costituisce sicuramente un elemento. Elemento di cui la politica regionale e nazionale dovrà tenere conto. Nella ridistribuzione delle risorse straordinarie provenienti dall’Europa».

A seguito dell’emergenza pandemica, l’ospedale di Frosinone ha assunto un assetto di presidio “modulare”. Pronto cioè ad essere trasformato (in riferimento al numero di posti letto in terapia intensiva, subintensiva, malattie infettive) in caso di bisogno. Caratterizzandosi così come Covid hospital.

Il consiglio comunale, per il tramite del Sindaco, ha quindi impegnato, con tale mozione, il Presidente della Regione Lazio e la Giunta Regionale a destinare una quota sufficiente di risorse finanziarie del Recovery fund. Per realizzare un sostanziale ampliamento della struttura esistente, con la costruzione di un edificio dedicato al DEA. Edificio collegato all’ospedale Spaziani, dotato di tutte le più moderne attrezzature tecnologiche.

Si tratta di un primo passo importante. Infine, va sottolineata l’approvazione all’unanimità. Non capita spesso.

In prospettiva.

ANSELMO ROTONDO

Non molla la presa. Il sindaco di Pontecorvo continua a chiedere insistentemente il congresso di Forza Italia, con l’elezione del coordinatore provinciale unico. E’ un attacco alla strategia e alle scelte del senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone. Che invece ha puntato tutto sul triumvirato composto da Rossella Chiusaroli, Adriano Piacentini e Daniele Natalia. (leggi qui L’ultimatum di Rotondo a Claudio Fazzone).

Claudio Fazzone con Anselmo Rotondo

Anselmo Rotondo è uno che potrebbe aderire domani mattina a Fratelli d’Italia. Non lo fa perché vuole capire fin dove può arrivare a tirare la corda con gli “azzurri”. I quali dovrebbero “coccolarlo” . Visto che è uno dei più importanti sindaci sul territorio.

Dopo una lunga campagna elettorale (vinta), adesso Rotondo ha capito che può passare dalla fase amministrativa a quella politica. E sta accelerando. Lui punta alla candidatura alla presidenza della Provincia per il centrodestra. Ma non è escluso che possa perfino ambire ad altro. Magari di livello regionale.

Intanto sta dimostrando di essere l’unico ad avere gli attributi di sfidare in campo aperto un “mostro sacro” come Claudio Fazzone.

Impavido.

FLOP

ROBERTO SPERANZA

Cosa aspetta il ministro della Salute, che finora ha gestito bene la pandemia, a prendere le distanze dalla paralisi politica del premier Giuseppe Conte? Tra l’8 e il 9 marzo, si erano registrati quasi 1.800 nuovi casi, rispetto ai 1.300 del giorno precedente. E questo fu uno dei parametri più importanti che portarono al lockdown. Oggi ci sono stati 31.000 nuovi casi di Covid-19 eppure il Governo Conte ancora esita dall’adottare provvedimenti incisivi e decisivi.

Roberto Speranza. Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Se tarda ancora, il lockdown dovrà essere disposto per almeno quattro mesi. La curva sta crescendo in modo esponenziale e la pressione sugli ospedali sta aumentando.

C’è bisogno di una scossa vera e può darla soltanto l’autorevole ministro della Salute. È chiarissimo che il premier Giuseppe Conte è schiacciato sulle posizioni di un Movimento Cinque Stelle che resta allineato e coperto. Lo è sulla linea del cercare in ogni modo di ridimensionare la portata della pandemia.

Non è così. Certamente una chiusura del Paese avrebbe degli effetti fortissimi sull’economia. Ma esiste un’alternativa alla chiusura totale. Non esiste un’alternativa alla chiusura. Perché in questo modo si sta allungando l’agonia di un Paese che non può ripartire se non si registra un miglioramento sul lato sanitario.

Roberto Speranza non può stare a guardare, perché alla fine la priorità resta sempre la Sanità. E’ importante parlare chiaramente agli italiani. Può farlo soltanto lui visto che l’inquilino di Palazzo Chigi resta in silenzio. E fermo. Il ministro batta un colpo.

L’ultima… Speranza.

MARCO CORSI

Pronti, via e l’opposizione (fragilissima) si divide. A Ceccano il centrodestra continua a vincere e a guadagnare posizioni quotidianamente. Marco Corsi è stato il candidato sindaco di quel che era rimasto di una parte del centrosinistra. Perché invece una parte di sinistra stava con Emanuela Piroli. Una sconfitta al primo turno è sempre pesantissima e complicata da gestire. Marco Corsi ha una sola possibilità per restare politicamente “vivo”: guidare l’opposizione, perlomeno quella che lo ha sostenuto.

Marco Corsi

Provando a rappresentare in aula le istanze di quel Pd che non ha nemmeno un esponente in quella che è stata la roccaforte rossa storica.

Invece Marco Corsi sembra essere rimasto fermo al giorno della vittoria di Roberto Caligiore. Se non si “intesta” la guida della minoranza rischia di finire come Stefano Parisi alla Regione Lazio. Nel dimenticatoio.

E’ arrivato il momento di scuotersi e di scuotere la coalizione, ammesso che ci sia ancora.

Politicamente ibernato.

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