La Lega frega tutti due volte. E ri-brucia i suoi candidati

La Lega ricicla Mignanelli. E ri brucia Palombo e Sebastianelli. L'ex vice presidente della Provincia aveva già raggiunto un accordo con Petrarcone. Base della Lega in rivolta

Il cerino si frega due volte: impazzita a furia di girare in tondo all’interno del labirinto che lei stessa ha costruito, la Lega di Cassino non riesce a fare di meglio che bruciare i suoi possibili candidati sindaco. E siccome nessuno più si avvicina al Carroccio impazzito, l’unica alternativa rimasta è prendere i candidati già bruciati e dargli fuoco una seconda volta. Nelle ore scorse è toccato a Massimiliano Mignanelli, Giuseppe Sebastianelli e Carmelo Palombo. Provando lo stesso brivido che la Lega aveva già fatto vivere al professor Claudio Lena: scelto la domenica (leggi qui), perso la notte (leggi qui), imposto il lunedì (leggi qui), scaricato il martedì (leggi qui).

Pizza e babbà ma senza Cannoli

La storia delle nuove ventiquattrore di follia politica iniziano giovedì sera. Location: il ristorante Pizza & Babà di Salvatore Fontana, già componente dell’Assemblea Nazionale Pd. (leggi qui Via libera ufficiale nella notte alla candidatura di D’Alessandro. Ecco cosa dirà)

Lì sono riuniti l’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone, scaricato dagli amici che per due volte ne hanno guidato l’elezione, ma determinato a ricandidarsi: o per centrare la terza consiliatura o per farla perdere a loro. All’altro capo del tavolo c’è Massimiliano Mignanelli, fino a lunedì scorso vice presidente della Provincia guidata dal Pd, eletto come ‘indipendente’ nella lista Dem delle Provinciali. Accanto a lui c’è Rossella Chiusaroli coniugata Cannolo, già capogruppo di Forza Italia, una dei dissidenti che hanno determinato la caduta del sindaco Carlo Maria D’Alessandro firmando le dimissioni di massa

Giovedì sera l’accordo era stato raggiunto. Un’alleanza tra il brand Petrarcone e le liste costituite da Mignanelli.

Poi… Una vulgata vuole che a fine incontro sia squillato lo smartphone di Rossellissima Chiusaroli. E che a chiamarla sia stato il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone imponendo lo stop all’operazione. Perché Forza Italia ha già scelto il suo candidato e quindi bisogna concentrare le forse? Macché. La versione vuole che l’ordine di scuderia sia stato un altro: convergere sulla Lega. A che scopo? Impedire a Mario Abbruzzese, storico avversario politico di Fazzone, d’arrivare al ballottaggio. Da poche ora ha messo a segno la mossa decisiva, lasciando la Lega a discutere con se stessa e con il nulla portato al tavolo delle trattative. (leggi qui Il candidato è Carlo Maria D’Alessandro. Lega isolata, presenterà Palombo)

Vero o falso, sta di fatto che dopo avere chiuso la telefonata, Rossella Chiusaroli si raffredda. Alle pochissime persone con cui ha parlato della riunione di giovedì sera ha detto “Massimiliano fa una scelta, io devo farne un’altra“. Insomma: pizza, babà ma niente Cannoli.

Seconda bruciatura per Palombo

Venerdì mattina, il coordinatore provinciale della Lega Carmelo Palombo si prepara. Ci sono le elezioni da affrontare. Ormai è rimasto solo lui. Il circolo aveva indicato il professor Claudio Lena. (leggi qui). Ma lui lo ha scaricato bruciato (leggi qui).

Però non basta. Riappare sulla scena politica l’onorevole Francesca Gerardi. Cioè colei che poco più di una settimana fa aveva fatto il giro degli interlocutori, annunciando “Ti volevo dire che da questo momento non devi più parlare con Carmelo Palombo: di Cassino mi occupo io“.

Brucia per la seconda volta Carmelo Palombo. Gli aveva già detto no perché “è una candidatura che non aggrega“. È ancora convinta che le cose stiano così. Anche se ormai c’è rimasto ben poco da aggregare: stanchi di attendere si sono messi in proprio Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e tre liste civiche. Niente da fare. Carmelo incassa il secondo no.

La chiamata al compagno Max

L’onorevole Francesca chiama il Compagno Max, al secolo Massimiliano Mignanelli, in gioventù vice coordinatore regionale del movimento giovanile di Forza Italia e fino a lunedì vice presidente della Provincia di Frosinone a guida Pd, eletto in Provincia due anni fa nella lista del Partito Democratico, seppure come ‘indipendente’.

Anche lui è già stato bruciato una volta dalla Lega. Era stato individuato come candidato (leggi qui). Ma poi scartato perché era imbarazzante farsi dire sui palchi che la Lega si era fatta prestare dal Pd il candidato sindaco della seconda città della provincia. (leggi qui).

Siccome il labirinto è finito ed il Carroccio sta facendo il secondo giro, richiama Mignanelli. E gli chiede se vuole fare il candidato sindaco. Cerca di costruirgli intorno una squadra.

L’incontro all’Edra

L’appuntamento è all’hotel Edra di Cassino. L’onorevole Francesca Gerardi non risulta che abbia invitato né il segretario cittadino della Lega Ernesto Di Muccio e tantomeno il bi bruciato coordinatore provinciale leghista Carmelo Palombo.

Tra gli invitati c’è e Maurizio Russo di Casapound e c’è Giuseppe Sebastianelli, candidato che era stato designato dall’Ugl (leggi qui) e a sua volta bruciato sulla via di Pontecorvo. (leggi qui). Sebastianelli quando scopre che ieri lo hanno invitato all’Edra solo per chiedergli di sostenere Mignanelli sbatte la porta e va via. Flambé per la seconda volta pure lui.

Si arriva al paradosso che Francesca Gerardi impone Massimiliano Mignanelli candidato sindaco della Lega. C’è chi giura che stia solo eseguendo un ordine impartito dai vertici regionali della Lega in accordo con Claudio Fazzone.

Sta di fatto che il Circolo cittadino rifiuta. O meglio. Chiede tempo per riunirsi. Si fa tardi. Mentre i leghisti cittadini si riuniscono, vanno a cena Gerardi con Mignanelli.

Aspettano la risposta del Circolo. Che aveva indicato Lena. E che poi Palombo aveva scaricato. E che ancora non ha risposto a Mignanelli. Che alla fiera dell’Est mio padre comprò.

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