Caligiore 1 e Caligiore 2 su Bosco Faito, la differenza è “Fratello Pompeo”

Per l'amministrazione Caligiore esistono 2 Province di Frosinone. La Provincia inadempiente di ieri (quando Pompeo era candidato). E quella da ringraziare oggi a parità di nulla. Perché ora in Provincia si celebra la luna di miele fra Pompeo e FdI.

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

«Dal 2009 l’ente gestore è totalmente inadempiente in merito agli obblighi imposti dal decreto istitutivo dell’area protetta». Anno 2018, Ceccano: la prima amministrazione del sindaco Roberto Caligiore attacca la Provincia di Frosinone; lo fa contestando un elemento preciso, cioè la mancanza delle tabelle sul perimetro intorno al Monumento Naturale di Bosco Faito. Ne chiede l’affidamento e la gestione.

Anno 2020, Ceccano. «Vorrei ringraziare i presidenti Antonio Pompeo e Daniele Maura per la sensibilità dimostrata nei confronti del nostro territorio. È importantissimo riportare al centro dell’attenzione Bosco Faito». La seconda amministrazione del sindaco Roberto Caligiore ringrazia la Provincia di Frosinone. Sullo stesso tema di due anni prima: il Monumento Naturale di Bosco Faito.

Grazie Antonio e Daniele per Faito

Riccardo Del Brocco e Daniele Maura

A ringraziare è l’assessore all’Ambiente Riccardo Del Brocco. Ringrazia il presidente della Provincia Antonio Pompeo (Partito Democratico) ed il coordinatore dei lavori dell’Aula di Palazzo Iacobucci, Daniele Maura (Fratelli d’Italia). Perché «in attesa che la Regione Lazio “sposi la causa” – ha accentuato lo stesso Maura la Provincia ha lanciato un primo segnale. Stanziando 11.650 euro per la cartellonistica perimetrale».

A dirla tutta, però, la Provincia ha impegnato su un apposito capitolo di bilancio il solito contributo straordinario. Quello che ogni anno la Regione Lazio le destina per la gestione ordinaria del “polmone verde”. Peccato, però, che ne servano 30mila per delimitare i confini tra i 336 ettari monumentali e i circostanti terreni privati. Quindi arrivederci almeno al prossimo anno.

Perché il Caligiore 1 attaccava principalmente la Provincia e il Caligiore 2 se la prende esclusivamente con la Regione? È presto detto. Nel 2018 bisognava screditare Antonio Pompeo, che da lì a poco si sarebbe ricandidato alla presidenza della Provincia contro il competitor di centrodestra Tommaso Ciccone. Oggi come oggi, invece, il rieletto Pompeo ha un “patto di ferro” con Fratelli d’Italia. Patto che garantisce stabilità nell’azione amministrativa. Alcuni preferiscono chiamarla “stampella”. In ogni caso, almeno fino al rinnovo primaverile dei consiglieri provinciali, Pompeo non riceverà alcun tipo di critica da Fratelli d’Italia. (Leggi qui Pd e Fratelli d’Italia, licenza di inciucio alla Provincia).

Il target ‘esterno’: il Pd

Del Brocco, Buschini e Battisti

Per ora FdI si limiterà ad accanirsi contro il PD regionale.

Il già forzista Riccardo Del Brocco, non ancora “Fratello d’Italia” a tutti gli effetti ma poco ci manca, se l’è già presa con il governatore Nicola Zingaretti. Con lui e con i conterranei consiglieri regionali Mauro Buschini e Sara Battisti. Il terreno di scontro, nell’occasione, è stata l’ex discarica ceccanese di via Anime Sante. Area che la Regione non ritiene più ricadente nel Sito di interesse nazionale della Valle del Sacco. (Leggi qui Pd contro Fratelli d’Italia: il nuovo scontro politico).

Poi è stata la volta delle scuole di Ceccano. Il sindaco Roberto Caligiore le ha notoriamente chiuse tutte dal 23 ottobre al primo novembre. Per la Asl bisognava sospendere la didattica in presenza al Liceo scientifico. Questo per effettuare 800 tamponi all’interno di un istituto colpito dal Coronavirus. Il primo cittadino, però, ha esteso il raggio d’azione anche agli altri plessi.

Ha lamentato ritardi dell’Azienda sanitaria nell’esecuzione dei tamponi pediatrici. Ma l’obiettivo era sempre lo stesso: «Questo è un chiaro richiamo alla Regione Lazio – ha detto Caligiore e a chi doveva prevedere questa situazione». Non è mancato, a distanza, il confronto con il prefetto di Frosinone Ignazio Portelli. (Leggi qui La tattica di Caligiore, un po’ paterna, un po’ avventata).

Bosco Faito, nuovo pretesto

L’incontro fra Caligiore e Novelli

Ora è tempo di Bosco Faito. Due anni fa fu il pomo della discordia proprio tra Pompeo e Caligiore.

La Provincia sosteneva di non essere più gestore per via di quella Legge Delrio che ha riformato gli enti locali e l’ha depotenziata. L’amministrazione comunale di Ceccano, tacciandola di inadempienza, voleva adottare il Monumento Naturale disconosciuto.

Tra Palazzo Iacobucci e Palazzo Antonelli si alzò di fatto un muro. Caligiore, per aggirarlo, si rivolse al presidente della Commissione regionale competente in materia ambientale.

Si parla di un consigliere regionale del Movimento 5 Stelle: Valerio Novelli. L’incontro con Caligiore si registrò l’11 ottobre 2018. A presenziare, oltre che a fare da tramite, Giovanni Pizzuti dell’ambientalista “Centro studi Tolerus”. Poi Lorenzo Pelloni dell’associazione animalista “La voce degli ultimi” e il perito agrario Luigi Mosillo. I primi due erano coinvolti in un progetto di collaborazione con l’Ufficio Ambiente del Comune. Mentre l’altro era attivo in un piano di fitodepurazione promosso dall’amministrazione Caligiore.

La mossa per imbrigliare il M5S

Valerio Novelli (M5S) Foto © Stefano Carofei / Imagoeonomica

Tutti e tre, però, già esponenti di Ceccano 5 Stelle. Ecco perché in molti, dietro al loro reclutamento generale, videro una mossa caligioriana. Mossa tesa a mettere il bavaglio agli oppositori extra-consiliari del M5S cittadino. Di quest’ultimo, in ogni caso, se ne sono perse le tracce da allora.

«Ho accolto positivamente la loro richiesta di passaggio della gestione del Bosco Faito dalla Provincia di Frosinone al Comune di Ceccano». Questo si limitò a dichiarare pubblicamente Novelli dopo la riunione. A seguire si attivò a latere di una Commissione congiunta incentrata sulla Valle del Sacco. «Ho contattato telefonicamente gli uffici di presidenza della Provincia – fece sapere –. Chiedendo loro di avviare l’iter per poter effettuare il passaggio. È infatti la Provincia che deve dare il via agli atti da inoltrare al presidente Zingaretti. Atti per la stesura del decreto che poi arriverà per un parere alla mia Commissione».

Poi Bosco Faito è finito nuovamente nel dimenticatoio. La questione dell’adozione è stata ritirata fuori dal sindaco Caligiore in campagna elettorale, prima di essere riconfermato.

Cos’è cambiato? Che prima la Provincia era totalmente inadempiente e ora, invece, va assolutamente ringraziata.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright