Nessuno scrive a Quadrini. E neppure a Chiusaroli

Il blitz per la presidenza della Comunità Montana è avvenuto senza dichiarazioni di congratulazioni o di solidarietà. Segno che nel Partito si vuole far capire soltanto chi è che comanda. Ma adesso la lista dei fuoriusciti è destinata ad allungarsi. Un problema per i voti e per il peso specifico.

Niente congratulazioni pubbliche a Rossella Chiusaroli. Nessun attestato di solidarietà pubblico a Gianluca Quadrini. Forza Italia resta sempre in silenzio in provincia di Frosinone. La vicenda è quella della presidenza della XV Comunità Montana. (Leggi qui Intesa Pd – FI: via Quadrini. All’orizzonte c’è Sarracco).

In altri tempi si sarebbe programmato un cambio della guardia concordato. Dicendo che Quadrini aveva altri impegni ai quali assolvere e che per la Chiusaroli era arrivato il momento di un incarico importante. I due sarebbero stati fotografati insieme sorridenti mentre si stringevano la mano. In tempi come questi si sarebbero sfiorati il gomito.  Invece niente.

Non è avvenuto per caso. Il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone ha voluto far capire che comanda lui. Punto e basta. (Leggi qui Pd e FI, niente ribaltoni. Comandano De Angelis e Fazzone).

Il rischio Quadrini

Gioacchino Ferdinandi e Gianluca Quadrini

Gianluca Quadrini non è però uno che porge l’altra guancia. Alle Provinciali non si voterà adesso, ma a fine anno. A questo punto è complicato che gli “azzurri” possano mettere in campo una lista unitaria.

Gianluca Quadrini andrà avanti per conto suo. Come sempre ha fatto. Puntando a raccogliere tanti voti ponderati. Gli è riuscito sempre: nel 2014, nel 2017 e nel 2019. Con o senza la presidenza della Comunità Montana. Con o senza Forza Italia (per un periodo ne uscì, quando gli venne negata la candidatura in Parlamento). Ma lo farà in una lista civica. O magari in un altro partito del centrodestra. L’altro consigliere provinciale, Gioacchino Ferdinandi, potrebbe seguirlo.

Il fatto è che Forza Italia continua a non preoccuparsi delle tante persone che abbandonano il Partito. E’ una lista lunga se si prende in considerazione un periodo ampio di qualche anno: Alfredo Pallone, Antonello Iannarilli, Alessia Savo, Nicola Ottaviani, Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli, Danilo Magliocchetti, Anselmo Rotondo. Tutta gente con un grosso consenso personale: voti che li seguono sotto qualunque Partito si spostino.

I conti da far quadrare

Il sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo è uscito poche settimane fa, dopo aver cercato invano una sponda di recupero con Antonio Tajani. (Leggi qui C’eravamo tanto odiati: Rotondo abbraccia Gerardi).

Tajani, Fazzone, Quadrini e Rotondo

Le tante fuoriuscite hanno portato Forza Italia a percentuali ben diverse rispetto a quelle di qualche tempo fa.

Quello che proprio si fa fatica a comprendere è che in questo modo gli “azzurri” sono destinati ad un ulteriore forte ridimensionamento sul piano della rappresentanza di questo territorio. Della Ciociaria.

Quando si andranno a definire le candidature alla Camera e al Senato. Quando bisognerà prendere e voti e raggiungere il quorum per le Regionali, per l’elezione dei consiglieri Provinciali, dei sindaci e degli amministratori locali.

In troppi sono andati via. E altri lo faranno.

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