Fischi & Fiaschi della settimana L

Fischi e Fiaschi. I protagonisti della settimana appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

FISCHI

MATTEO RENZI

Se riuscirà a mantenere il punto, comunque andrà a finire, avrà affermato un principio. E cioè che la politica e la rappresentanza parlamentare non possono essere commissariati da cabine di regia, come sta facendo il premier Giuseppe Conte dall’inizio della pandemia.

Perché tra comitati scientifici e task force varie il Parlamento è stato sostanzialmente esautorato. Così come i ministri, dal momento che i Dpcm scavalcano il principio di collegialità.

L’intervista del segretario Dem Nicola Zingaretti sul Corriere della Sera di oggi significa che la maggioranza non cadrà, ma Matteo Renzi ha posto un problema enormemente serio: la difesa delle istituzioni parlamentari.

Vedremo al Senato se Giuseppe Conte avrà comunque la maggioranza, se farà marcia indietro, cosa succederà. Certo però che Renzi ha reso visibile l’attuale catena di comando in Italia: Giuseppe Conte e Rocco Casalino.

Altro che Grande Fratello, sembra Scherzi a Parte.

MAURO BUSCHINI

Sempre più centrale a livello di Regione Lazio. Domani modererà un webinar sugli aiuti alle imprese travolte dalla crisi del Covid. Il presidente del Consiglio della Pisana riesce a mantenere il profilo istituzionale non perdendo mai di vista l’aspetto politico.

Mauro Buschini

Impegnatissimo per le comunali di Alatri, sta studiando gli scenari che si prefigureranno in altri Comuni ma pure alle parlamentari. E le regionali naturalmente. Ad Alatri ha individuato in Roberto Sarra il candidato sindaco, mentre per quanto riguarda le politiche sa perfettamente che il sogno di Francesco De Angelis, il suo mentore, è quello di chiudere la carriera come senatore o deputato.

Buschini lavorerà per questo e quindi significa che lui proverà ad essere confermato alla Regione. Rendendo obiettivamente complicata la strada di Antonio Pompeo, che guarda ad una candidatura alle regionali. Sara Battisti avrà un suo spazio, non legato alle quote rosa.

Mauro Buschini sta continuando a plasmare il Pd del prossimo futuro, nel quale ci sono obiettivamente pochi spazi per chi non sta dalla sua parte. Lo sta facendo in maniera felpata, ma non per questo meno efficace.

Manovre da soviet.

GIANFRANCO PIZZUTELLI

Non è tanto l’intervento sugli indubbi e obiettivi vantaggi del Consorzio industriale regionale unico. E’ che al Comune di Frosinone nessuno si era permesso, prima di adesso, di dire al sindaco Nicola Ottaviani che la sua linea sulla politica industriale è sbagliata. (Leggi qui Pizzutelli avverte Ottaviani: “Via dall’Asi ci tagliamo tutto”).

Gianfranco Pizzutelli

Ottaviani nel Consorzio unico non vorrebbe far entrare il capoluogo, ripiegando su un ente di natura comunale. Pizzutelli ha detto no e in questo modo ha fatto capire che nel prossimo futuro tutto potrà succedere. Anche quando si tratterà di costruire le coalizioni in vista delle prossime elezioni.

Da anni Pizzutelli ripete che il Polo Civico ha una dimensione “civica”. Il che vuol dire che potrà decidere dove collocarsi sulla base di accordi programmatici. Insomma, non ci sono state le “nozze” con Ottaviani. Per farlo capire ancora meglio ha concordato con Igino Guglielmi la separazione dalla Lega in consiglio provinciale. Ora la presa di distanza sul Consorzio industriale. (Leggi qui La Lega sparisce dalla Provincia: Guglielmi se ne va).

Il Polo Civico balla da solo.

FIASCHI

CLAUDIO DURIGON

Cerchiamo di ricapitolare. A Sora l’apertura della Lega al sindaco Roberto De Donatis ha scatenato un vespaio nel centrodestra, mettendo in difficoltà il primo cittadino. A Frosinone la sua indicazione di affrontare il tema della candidatura a sindaco al tavolo regionale ha provocato la risposta del leader di Forza Italia Claudio Fazzone, che invece ha detto che vanno privilegiati i livelli locali.

Claudio Durigon. Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

L’azione sul territorio del neo coordinatore provinciale Nicola Ottaviani e del responsabile dell’organizzazione Pasquale Ciacciarelli non sta dando i frutti sperati e alla Lega non si registrano adesioni di primi cittadini. Claudio Durigon sarà il prossimo coordinatore regionale della Lega, ma se questi sono i presupposti non si capisce il perché dell’avvicendamento con Francesco Zicchieri.

Magari è arrivato il momento non di cambiare tutto per non cambiare niente, ma di fare uno o due aggiustamenti seri. Possibilmente definitivi. Altrimenti la Lega continuerà ad accumulare sconfitte politiche sul territorio.

Falsa partenza.

DANILO TONINELLI

L’ex ministro dei trasporti del Movimento Cinque Stelle è stato ascoltato a Catania nel processo in cui Matteo Salvini, leader della Lega ed ex ministro dell’Interno, è accusato di sequestro di persona per aver tenuto 131 migranti a bordo della Gregoretti.

Danilo Toninelli ha giocato una partita in tre atti. Prima ha detto che Salvini fa tanto il duro ma poi cerca di scaricare la responsabilità su altri. Primo canto del gallo. Poi ha spiegato che lui da ministro del Trasporti si occupava delle navi, non di chi era sopra alle navi. Il gallo ha canto per la seconda volta. Infine l’apoteosi: non ricordo. E il gallo ha cantato per la terza volta.

Scherzi a parte, nessuno intende scomodare racconti evangelici. Il Governo gialloverde si è distinto per le politiche di tolleranza zero sull’immigrazione. Vero che la responsabilità principale era di Matteo Salvini, ma gli altri ministri e il presidente del consiglio Giuseppe Conte cosa facevano? Alzavano la manina?

Lo smemorato di Catania.

ANTONELLO IANNARILLI

In Fratelli d’Italia è entrato da diverso tempo e qualche mese fa ha perfino aderito all’area di Francesco Lollobrigida per cercare di contare di più. Specialmente nella prospettiva di una candidatura alle Regionali, un obiettivo al quale punta.

Antonello Iannarilli con Giorgia Meloni

L’ex presidente della Provincia, oltre che assessore e consigliere regionale (anche deputato) non può certo continuare ad essere ininfluente. Ma così è considerando che in Fratelli d’Italia le gerarchie sono rigide. E in cima alla catena di comando c’è solo il senatore Massimo Ruspandini.

Iannarilli potrebbe rimettersi in gioco bene se avesse un altro tipo di atteggiamento ad Alatri, favorendo lui una candidatura a sindaco del centrodestra realmente condivisa e vincente. Perché se continua così alle regionali Massimo Ruspandini metterà un uomo di sua fiducia, convogliando su quest’ultimo la maggioranza dei voti.

Antonello Iannarilli è un politico di razza e di lungo corso. Ma ha sempre faticato ad adattarsi alle situazioni giocando di anticipo. Avanti così non avrà chance.

Miope.

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