Fantini chiama Pizzutelli a ricostruire “Stalingrado”

Conosce il terreno, conosce gli uomini: ad Angelo Pizzutelli il Pd chiede di ricostruire l'unità del Pd a Ceccano. Ma anche di riallacciare i fili del dialogo con gli alleati. Interrotti in malo modo alle ultime elezioni

Marco Barzelli
Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Anche a Ceccano il dado è tratto. Il subcommissario del circolo PD è il capogruppo consiliare di Frosinone Angelo Pizzutelli. Componente della segretaria provinciale, è vicino all’area di Pensare Democratico: la componente maggioritaria guidata da Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti. (Leggi qui Pd, ecco i sub commissari: il capolavoro di Fantini).

Mette in chiaro sin da subito: non avrà figli e figliastri. «Lavoreremo – preannuncia – per riportare al centro del dibattito il Circolo nella sua interezza. Senza distinzioni di appartenenza a correnti interne».

Parola d’ordine: unità totale

Angelo Pizzutelli

È stata una scelta di equilibrio. Perché a Ceccano non c’è solo da ricostruire il Partito Democratico. Ma anche da riallacciare i rapporti con i dissidenti di fede dem e gli alleati storici. Soprattutto quel mondo di sinistra che non si riconosce nel Pd, la vasta area dell’associazionismo e dell’ambientalismo militante che sta fuori dal perimetro ma non troppo distante. Nicola Zingaretti lo chiama ‘campo largo. (Leggi qui Anatomia di una crisi: il centrosinistra a Ceccano).

Angelo Pizzutelli viene dal mondo socialista, sta da tempo nel Pd. Conosce il terreno ed i protagonisti. sa come muoversi e con chi parlare. Soprattutto sa cosa dire: c’è una parola chiave che da sempre tocca il cuore della sinistra in ogni sua declinazione, si chiama unità. Il neo subcommissario dice «il PD è uno. E l’unità deve costituire il valore aggiunto di un Circolo, quello ceccanese, da sempre per storia e tradizione tra i più importanti della provincia».

L’unità che manca da tempo sia all’interno del PD Ceccano che in seno al centrosinistra locale.

Verifica d’urna fallimentare

Come in occasione delle ultime elezioni comunali. Il Partito Democratico ha deciso di togliere il simbolo, scendendo in campo con la lista civica Democratici per Ceccano. Una scelta di compromesso, con la quale permettere la candidatura a sindaco per l’ex presidente del Consiglio Comunale di Centrodestra Marco Corsi. I più ortodossi non ne volevano sentire parlare per via del suo passato politico. La civica anziché il simbolo ha risolto ogni imbarazzo. O quasi. (Leggi qui La lezione delle Comunali / Ceccano).

Francesco De Angelis e Gianfranco Schietroma

Francesco De Angelis ed il leader socialista Gian Franco Schietroma lo ritenevano il candidato più valido contro il riunificato centrodestra di Roberto Caligiore. Hanno escluso una ricandidatura dell’ex sindaco Maurizio Cerroni, arrivato quarto alle amministrative del 2012. E lui, in tutta risposta, ha fatto mancare ai democrat i voti della sua area.

Ma c’è anche un altro aspetto sul quale Angelo Pizzutelli dovrà lavorare. È quello sul quale è nato un solido fronte di sinistra e civico intorno al nome di Emanuela Piroli. Una parte del Pd riteneva proprio lei la candidata sulla quale convergere, ritenendola una figura più identitaria di Corsi.

Ad impedire il dialogo sono state vecchie ferite mai curate. Perché Emanuela Piroli era segretaria del Pd cittadino. E venne commissariata. Con l’accusa di voler rottamare il Partito. Da Segretaria, raggiunse un accordo con l’ex sindaco socialista Manuela Maliziola (che fu defenestrata dai Socialisti) e Nuova Vita (ex alleati di Caligiore). Ai Socialisti non stava di certo bene. Allora la fecero fuori, tacciandola di autoritarismo. Da chi? Da quelli che la stessa Piroli definì “capibastone”.

La “vendetta” di Cerroni

Un commissariamento voluto, tra gli altri, dallo stesso Cerroni e dall’ex capogruppo consiliare Giulio Conti, vicino a Base Riformista la corrente di Antonio Pompeo.

Conti si era anche proposto come candidato sindaco. Mai preso in considerazione in tal senso e ignorato dai Democratici per Ceccano, si è poi candidato come capolista della lista civica Città Nuova. Portando anche lui le proprie preferenze lontano dal Pd. (Leggi qui La caduta di Ceccano: via Piroli, nominato commissario Luca Giorgi e anche qui Good Bye Ceccano, si candida a sindaco anche Giulio Conti).

Ora l’arrivo del subcommissario è atteso soprattutto da Cerroni, Conti e Democratici per Ceccano. Tra cui l’ex segretario Davide Di Stefano e la più votata: Katia Liburdi. Non diventata consigliera proprio perché le sono mancati i voti dei dissidenti.

L’EX SINDACO DI CECCANO MAURIZIO CERRONI

Ma se lo sgradito Conti fosse sceso in campo con i democrat, sarebbe riandato lui in Consiglio comunale. Liburdi è arrivata a quota 136, Conti a 187.

E, dietrofront di Cerroni a parte, sarebbero bastati eccome per far meglio della lista del PSI. Che ha distanziato quella del PD di appena 51 voti: 570 contro 497. Con tanto di elezione, tra la soddisfazione del leader socialista ed ex sindaco Antonio Ciotoli, del consigliere Emiliano Di Pofi.

Pizzutelli l’ambasciatore

L’approdo di Pizzutelli, che sta più che bene anche agli alleati del PSI per le comuni origini, non è di certo indigesto al coordinamento di centrosinistra “Il Coraggio di cambiare”. Quello che include anche le sinistre (Rifondazione Comunista, Verdi e Articolo 1) e Italia Viva. E che rappresenta la coalizione guidata dalla Piroli.

Si chiama così anche il gruppo consiliare che è stato formato da quest’ultima e Andrea Querqui e ha assorbito la “loro” Cives Ceccano. Ovvero la risposta “piroliana” alla sua defenestrazione dal PD. Una lista in cui, tra gli altri, sono stati schierati altri democrat “scontenti” come Luigi Bruni e Adriano Masi. Masi che si è alquanto ricreduto dopo aver contribuito alla cacciata dell’allora segretaria.

Emanuela Piroli ed Andrea Querqui

I presupposti per la riapertura del dialogo, pur difficoltoso, tra le parti avverse sembrano esserci. Stando alle parole di Pizzutelli. Anche perché contro un centrodestra unito e vincente serve per forza un centrosinistra coeso.

L’ennesimo pomo della discordia, però, sarebbe senz’altro l’eventuale ingresso di Marco Corsi nel PD. Quello vociferato e attuabile in cambio di un sostegno in occasione del prossimo rinnovo del Consiglio provinciale. Ma in tanti non lo vogliono nel Partito Democratico come hanno rifiutato di sostenerlo come candidato sindaco.

Per conquistare un seggio consiliare, pertanto, la via più facile per il PD sarebbe quella di puntare su Querqui. Perché Piroli resta sicuramente civica, garante di tutte le variegate anime della coalizione.

Pizzutelli e Piazza 25 luglio

Certo è che ora bisogna ricreare di fatto il circolo PD di piazza 25 Luglio, a Ceccano avvolto dalle ragnatele dalla batosta elettorale impartita dal centrodestra. «Nei prossimi giorni – dice Angelo Pizzutelli – deciderò le modalità per l’inizio dei lavori. Lavori che traghetteranno il circolo verso il prossimo congresso cittadino».

Nessuno sa se sarà un commissariamento breve o lungo. Nel primo caso non ci sarebbe di fatto il tempo materiale per mettere da parte tutti i dissidi e ricompattarsi. Nell’altro, invece, si potrebbe assistere alla ricostruzione del centrosinistra ceccanese. Che alle ultime elezioni si è ulteriormente spaccato e suicidato. Consegnando sul vassoio d’argento una storica vittoria al primo turno al centrodestra nell’ex Stalingrado ciociara. (Leggi qui Da Stalingrado ciociara a roccaforte di patrioti).