I protagonisti del giorno. Top e Flop del 12 settembre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

GUIDO D’AMICO

Esistono tanti modi per occuparsi del territorio. Il più efficace è l’esempio. Fiuggi è da mesi al centro dell’attenzione politica, economica, amministrativa. Perché sarà uno dei grandi poli dello sviluppo del Lazio per i prossimi anni.

La Regione Lazio ha quasi ultimato il Centro Congressi da 10mila posti che costituirà la naturale valvola di sfogo al turismo congressuale che Roma non è più in grado di soddisfare; la stazione Tav che sta per essere realizzata a Ferentino renderà Fiuggi raggiungibile in un attimo dalla Capitale. Elementi che daranno un altro peso all’imminente asta per la vendita di Acqua, Terme, Imbottigliamento, Campo da Golf e Spa messe sul mercato dal Comune.

GUIDO D’AMICO. FOTO © PAOLO CERRONI / IMAGOECONOMICA

Inoltre, l’arrivo dei proprietari del Forte Village (uno dei resort vip estivi più gettonati in Europa) che nei mesi scorsi hanno acquisito il Grand Hotel Palazzo della Fonte è il chiaro segnale delle potenzialità di Fiuggi. (Leggi qui Dal gas al petrolio passando per i preziosi: ecco cosa c’è dietro l’acquisto del Palazzo della Fonte).

In attesa che tutto questo giunga a maturazione, il presidente di ConfimpreseItalia Guido D’Amico ha organizzato a Fiuggi “L’attivo nazionale dei Presidenti” della sua organizzazione. Una due giorni tutta parametrata sui problemi reali delle micro, piccole e medie imprese, ma con un occhio attento anche alle dinamiche della confederazione.

In un momento di grande crisi, la scelta di Fiuggi per quell’incontro nazionale lancia un concretissimo segnale al mercato. Perché 150 delegati presenti in città in questo periodo infra Covid-19 è l’input che occorreva, la vetrina che intanto inizia a proiettare Fiuggi in Italia.

L’esempio della concretezza

MARIO ABBRUZZESE

Con la cena organizzata l’altra sera a Cassino ha ricordato a tutti che non c’è alcun centrodestra senza di lui. Appena gli incontri dei Civici hanno cominciato a prendere sostanza, Mario Abbruzzese ha convocato i rappresentanti di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, nella maniera più appariscente possibile. (Leggi qui La cena da Angione dietro l’abbraccio tra Mario e Rossella al Sir Jasper’s).

Mario Abbruzzese Foto © Daniele Scudieri / Imagoeconomica

Il fatto che tutti abbiano risposto all’invito è la dimostrazione lampante del ruolo di leader che ancora incarna l’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio. E del fatto che nessuno abbia dubbi sulla sua attuale capacità strategica e di relazione.

In tanti hanno indossato l’abito scuro pronti ad accompagnare Mario Abbruzzese al suo funerale politico: quando non ha vinto le elezioni alla Camera, quando non ha vinto le Comunali a Cassino, quando una congiura lo ha portato fuori dal Cosilam, quando è uscito da Forza Italia.

Ad ogni fine della processione però Mario ha stupito tutti saltando fuori più arzillo e scattante di prima. La Lega che era sbarcata in forze a Frosinone per sradicarlo invece se lo trova con un piede sul Carroccio, chi immaginava uno scenario politico Mario Free se l’è ritrovato al centro del ristorante con tutti i segretari del Centrodestra. Anche l’altra sera.

No Mario? No Party (almeno a centrodestra)

ALESSANDRA SARDELLITTI

L’Italia è nel caos: le scuole stanno per riaprire ma una parte del Paese non ha i banchi, un’altra parte non ha gli insegnanti. Ed entrambe vivono nell’incubo di una nuova ondata di Covid-19.

ALESSANDRA SARDELLITTI

In Ciociaria quasi la metà dei Comuni farà slittare l’apertura di Materne, Elementari e Medie. La Provincia di Frosinone invece riaprirà il 100% degli istituti: 70 scuole superiori sono pronte a ripartire, con aule, spazi e banchi; due hanno chiesto di sperimentare il nuovo modello che prevede alunni in classe a settimane alterne, una volta in aula ed una volta a casa dal compuer.

E’ un successo di Alessandra Sardellitti, consigliere provinciale delegata dal presidente Antonio Pompeo alla Pubblica Istruzione. Ma soprattutto è un’altra prova fornita da Frosinone con cui dimostrare all’Italia che: A) le Province hanno ancora un ruolo basta crederci ed impegnarsi; B) è stata una follia la riforma che voleva sopprimerle. 

L’assessore tiene in ordine le classi.

FLOP

MATTEO SALVINI

C’era una volta la Lega Nord, quella di Umberto Bossi che stravinceva in tutte le regioni della immaginaria Padania. Poi venne il tempo di Matteo Salvini e della Lega nazionale, che doveva allargare a tutta l’Italia il progetto leghista.

Matteo Salvini a Torre del Greco

A giudicare da quanto accaduto oggi in Campania quel progetto è naufragato in maniera miserrima. Il comizio del leader nazionale della Lega a Torre del Greco in vista delle Regionali del 20 e 21 settembre è durato circa 5 minuti e mezzo. Il suo vento del Nord è stato accolto da fischi, slogan, contestazioni e perfino lancio di pomodori.

Se pensava di trovare elettori vestiti con il gonnellino di paglia, la lancia, l’anello di osso infilato al naso, pronti a vendersi per un po’ di perline ed uno specchietto, Matteo Salvini ha scoperto che in Borbonia ancora si ricordano gli effetti dell’ultima volta in cui il Nord è passato a liberarla.

Perché c’è stato un tempo in cui Napoli aveva la prima ferrovia d’Italia, caffè letterari e redazioni di quotidiani, mentre a Torino ancora il fango sceso da Monviso creava problemi ai signori in centro. Poi passarono le truppe di Garibaldi finanziate da Cavour. È bastato. Grazie.

Il Carroccio si fermò a Torre del Greco.

FABIO TAGLIAFERRI

Ha avuto il merito di gettare il sasso nello stagno politico di Frosinone. Dicendo in sostanza che alle Primarie per scegliere il candidato sindaco di Frosinone per il centrodestra devono partecipare tutti. Ma proprio tutti.

Fabio Tagliaferri

Per tutti si intendono quelli che vogliono concorrere a sindaco. E sono tantissimi. Da Danilo Magliocchetti ad Adriano Piacentini, passando per Massimiliano Tagliaferri, Carlo Gagliardi, Antonio Scaccia. Dall’elenco è impossibile escludere Riccardo Mastrangeli ed Alessandra Mandarelli.

La sua uscita ha provocato una levata di scudi da parte di molti altri potenziali candidati a sindaco. Perché probabilmente tutti pensano di poter concorrere ma alleandosi con gli altri che resteranno fuori.

Ed il punto è tutto qua: se tutti concorrono alle primarie dov’è la possibilità di allearsi? E dov’è la garanzia che alla fine si resterà tutti insieme, rispettando il risultato ed appoggiando il vincitore?

Fabio Tagliaferri è stato a lungo vicesindaco di Nicola Ottaviani. Fino a quando Giafnranco Pizzutelli, leader del Polo Civico, ha chiesto ed ottenuto la revoca di quella delega. E’ assessore ai Lavori Pubblici è uno dei potenziali candidati alla successione di Ottaviani. Ma ha anche molti avversari interni.

E questa sua uscita con due anni di anticipo, ha messo troppi in preallarme. Diventa uno degli uomini da battere. Ora potrebbero nascere le alleanze interne contro di lui. Più strategico sarebbe stato se fosse sceso in campo all’ultimo istante.

Ingenuo.


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