Renzi

Nico’ dove è finita la Piazza Grande?

Il Pd appare immobile di fronte alla paralisi di Lega e Cinque Stelle. Il rapporto con i pentastellati spacca le correnti. Ma c’è soprattutto quella tentazione di combattere il dissenso interno a colpi di deferimenti ed espulsioni che sta spingendo fuori l’area di Matteo Renzi e, forse, quella di Carlo Calenda.

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E Zingaretti è l’unico a chiedere elezioni anticipate

Nel caso di una crisi di governo si cercherebbero formule alternative. Ci stanno pensando tutti: Salvini, Meloni, Di Maio, perfino Berlusconi. Non il segretario del Partito Democratico, che deve smentire almeno quattro volte al giorno possibili alleanze con i pentastellati. Altrimenti se ne andrebbero in tanti.

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Salta il battesimo dei renziani al Pd di Cassino

Salta l’incontro per il battesimo ‘renziano’ del Pd di Cassino. Ufficialmente, improvvisi impegni del presidente Copasir Lorenzo Guerini e del capogruppo al Senato, Marcucci. Salera non intendeva essere marchiato da alcuna corrente

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Zingaretti, gioco stellare. Ma manca il gol

L’analisi del segretario nazionale del Pd è sostanzialmente la stessa di quattro mesi fa. Sul correntismo e sulla necessità di un cambiamento totale esprime concetti giusti e applicabili. Ma non dice nulla su quello che sono i veri nodi da sciogliere: la politica delle alleanze e il ruolo di Matteo Renzi.

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La pace è finita, andate in guerra

Luca Lotti era da tempo isolato all’interno dell’ex Giglio Magico, proprio per il dialogo che aveva intrapreso con il nuovo segretario. Perciò l’attacco di Maria Elena Boschi è a Nicola Zingaretti per la nomina della segreteria. Nessun renziano nella squadra. Ecco cosa può succedere, anche in Ciociaria.

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