Zingaretti

L’ora dei muri nel Pd di Zingaretti

Arriva l’ora dei muri nel Pd di Zingaretti. Quello offerto per contrastare la cancellazione dei volti antimafia da un murales di Ostia disposta dal M5S. Quello che si alza con i renziani siciliani di Faraone dopo l’annullamento del congresso locale. Invece in Abruzzo il neo segretario Fina chiede “un luogo di condivisione”

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Nel frullatore del voto anticipato. Ma soltanto annunciato

Giuseppe Conte e Luigi Di Maio hanno una paura enorme delle urne, Matteo Salvini tentenna perché sa che nella Lega ci sono settori in rivolta (Zaia, Fontana, lo stesso Giorgetti). Forza Italia rischierebbe l’estinzione. L’unica che non ha dubbi è Giorgia Meloni. Mentre nel Pd Nicola Zingaretti e Matteo Renzi pensano più che altro al controllo dei gruppi parlamentari.

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Il ‘compagno’ Foschi: «Il vecchio Pd non funziona, va rifondato. I romani ci hanno detto come»

La lunga marcia del Pd per tornare ad essere un Partito di popolo. I primi passi insieme a Zingaretti “che si rimboccava le macchie per organizzare le feste de L’Unità”. La scintilla: “In Figc per avere le porte del calcetto”. Gli errori: “Non dovevamo allontanarci dalle periferie è lì che stiamo tornando e dobbiamo ricostruire”. Marino: “Colpa di tutti”. Il Pd di domani. Ed il consiglio al segretario renziano di Roma, Andrea Casu

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E Zingaretti è l’unico a chiedere elezioni anticipate

Nel caso di una crisi di governo si cercherebbero formule alternative. Ci stanno pensando tutti: Salvini, Meloni, Di Maio, perfino Berlusconi. Non il segretario del Partito Democratico, che deve smentire almeno quattro volte al giorno possibili alleanze con i pentastellati. Altrimenti se ne andrebbero in tanti.

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Ciociaria, effetto controtendenza

Mentre a livello nazionale la Lega è in difficoltà e i Cinque Stelle provano a rialzare la testa, in provincia di Frosinone dominano i riposizionamenti all’interno di Forza Italia e le correnti del Pd

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Zingaretti, gioco stellare. Ma manca il gol

L’analisi del segretario nazionale del Pd è sostanzialmente la stessa di quattro mesi fa. Sul correntismo e sulla necessità di un cambiamento totale esprime concetti giusti e applicabili. Ma non dice nulla su quello che sono i veri nodi da sciogliere: la politica delle alleanze e il ruolo di Matteo Renzi.

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“Ma cosa ci faceva Pompeo con Peppe Sacco?”. Allarme rosso nel Pd.

Il presidente della Saf Lucio Migliorelli ha fiutato il pericolo. L’attacco è al cuore del sistema, dunque a Nicola Zingaretti. E Gianluca Quadrini tesse la tela per far saltare i punti all’ordine del giorno dell’assemblea della Società Ambiente Frosinone. Con il placet di Fazzone. Il 18 luglio sarà una guerra.

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