I dati Svimez: nel 2025 il Pil laziale è cresciuto del 2%, il migliore in Italia, trainato da un export più che triplo rispetto alla media nazionale. Il “metodo Giubileo” — la collaborazione tra governo, Regione e Campidoglio — viene indicato come chiave del risultato. Ma sull’automotive di Cassino pesa una produzione ai minimi da cinquant’anni. E da luglio il Lazio deve fare a meno dei fondi PNRR.
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La Regione Lazio entra con il 51% nel Consorzio Industriale, quasi azzera i debiti e ne riscrive la missione. Più poteri, meno burocrazia e nuovi strumenti per attrarre investimenti e rilanciare le aree produttive.
Ad Anagni un investimento da 160 milioni di euro e 800 posti di lavoro attende ancora il via libera della Provincia di Frosinone. Una storia che richiama altri casi simbolo e riapre il dibattito sui tempi della burocrazia ciociara.
L’Università di Cassino lancia il V2X Cybersecurity Lab per testare la sicurezza dei veicoli connessi e supportare le imprese della filiera automotive. Un’infrastruttura strategica tra ricerca, industria e PNRR che rafforza la competitività del territorio, mentre resta aperto il nodo del futuro produttivo dello stabilimento Stellantis.
Corrado Savoriti chiama il territorio alla responsabilità: l’industria non è in ginocchio ma va messa in condizione di competere. Automotive, farmaceutico, energia, infrastrutture e burocrazia sono le vere sfide.
I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di mercoledì 17 dicembre 2025.
Il Piano Operativo del Consorzio Industriale del Lazio è solido, accurato, ambizioso. Ma già rischia di invecchiare: i dati stanno cambiando, gli investimenti sono mutati, gli scenari modificati. Ora la politica deve fare ciò che il documento non può: aggiornare, decidere, agire. Perché senza velocità – non soldi – l’industria del Lazio resterà ferma ai blocchi.
Il pressing di Unindustria: senza un’accelerazione sulla Zona Logistica Semplificata e un’apertura alla Zona Economica Speciale, il Lazio rischia di restare intrappolato in un limbo. Savoriti e Celletti: “Serve un tavolo subito”. Il ministro gela le speranze: mai detto di voler aprire al Lazio
Il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, propone un nuovo piano industriale per il Lazio: meno burocrazia, più infrastrutture, crescita delle imprese e rilancio della manifattura. “Serve una regione d’impresa, moderna e competitiva”. Il vetriolo di Rocca sul Consorzio industriale: incenso per Trequattrini, veleno per Leodori
La provincia di Frosinone registra una leggera contrazione imprenditoriale con 756 nuove imprese e 840 chiusure. Risente della crisi di Stellantis e della predominanza di piccole imprese vulnerabili. Servono investimenti ma più ancora infrastrutture: si fa prima ad arrivare al porto di Salerno che a quello di Gaeta. E soprattutto una cabina di regia come quella proposta in questi giorni. Ma più ancora uno snellimento delle procedure: come ha fatto il Governo con Novo Nordisk ad Anagni
Il presidente Corrado Savoriti ha lanciato un’appassionata richiesta per investire nel futuro, sottolineando l’importanza di giovani e donne per rilanciare il paese. Il vero nemico? La crisi demografica e l’insufficiente investimento in motivi che convincano i giovani a restare. Perché le culle vuote oggi sono le fabbriche spente domani
Vittorio Celletti, presidente di Unindustria Cassino, sostiene che Cassino dovrebbe seguire l’esempio di Frosinone. Unendo i Comuni per ottenere fondi europei e migliorare l’efficienza. Promuovendo un’Area Vasta, i comuni possono affrontare sfide comuni
I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di venerdì 6 giugno 2025
Alla conferenza stampa di Unindustria, il presidente Corrado Savoriti chiude l’era del Sin Valle del Sacco: “Non c’è più inquinamento, ma il danno è stato fatto. Ora serve rilanciare immagine, territorio e investimenti”. La Tav? “Non serve per collegarci a Roma ma per unire Il Sud Lazio, il Molise e l’Abruzzo all’Europa”
L’inquinamento cambia volto. I numeri dicono che è possibile una revisione del perimetro SIN. I dati attuali mostrano che i metalli nei terreni sono naturali. È necessario semplificare la burocrazia per favorire lo sviluppo e la tutela ambientale.
[LA SVOLTA] Presentato il programma studiato da Regione ed Unindustria. Nel 2025 previsto mezzo miliardo d’investimento. Gli obiettivi nei prossimi 4 anni sono 1.500 imprese in più (190 medie e 1.260 piccole), 13mila occupati in più nei settori manifatturieri ad alta e medio-alta tecnologia e +7,8 mld di export. Sarà finanziato l’indotto Stellantis con 16 milioni. Ruolo strategico il Consorzio industriale con nuova pelle e visione
Il vicepresidente di Unindustria Giovani con delega alle Start-Up accusa. Il territorio non cresce perché non attrae. Mancano i servizi e chi può sceglie altre offerte. La burocrazia è lenta e manca il coordinamento
L’idea di Altobelli di colmare il divario tra offerta specializzata e domanda nella finanza creativa, creando professionalità precise per il territorio ed il Paese.
Il documento con il quale dal Cassinate sei mesi fa lanciavano l’allarme sull’Automotive. E suggerivano al Ministero alcune soluzioni con cui evitare quello che sta accadendo oggi. Drammaticamente profetico
La strategia del Consorzio Industriale del Lazio per affrontare la crisi dell’indotto Stellantis. La ricetta in 5 punti illustrata questa sera dal professor Trequattrini ad Unindustria. “Il futuro è a rischio, non è tempo di lamentarsi ma di agire”
























